30/01/10
Fano (Pesaro Urbino)- “Era il novembre del 2004 quando il Comitato spontaneo spiagge libere -affermano Massimo Ceresani e Giorgio Panaroni in rappresentanza del Comitato- presentò alcune ‘osservazioni’ sul Piano di gestione integrata delle aree costiere adottato e in via di definitiva approvazione.
Solo una di quelle “osservazioni” venne pienamente accettata: quella tendente a facilitare l’affidamento di taluni servizi (pulizia, igiene, ecc.) a cooperative ed associazioni che utilizzino personale diversamente abile, oltre che ai titolari delle concessioni.
Sui criteri per la programmazione degli interventi sulle aree costiere avevamo fatto presente che in merito alla graduatoria per gli interventi programmati sugli arenili a protezione della costa (scogliere, ecc.) si rappresenta la richiesta di raddoppiare il valore dei coefficienti riguardanti le situazioni di disagio e sofferenza, dimezzando il valore riferito ai contributi per la copertura di spese da parte degli enti Locali. La risposta ufficiale era stata negativa.
Abbiamo ovviamente cercato di evidenziare in vari modi la necessità di rivedere questa parte della legge e delle relative Norme Tecniche di Attuazione che, anche alla luce di quanto precisato dalla Regione al Comune di Fano con la recente nota, risulta inadeguata per fronteggiare le situazioni di forte disagio (come quelle di Sassonia-sud) in quanto subordina la possibilità di concreto intervento anche alla “compartecipazione finanziaria”.
Nel nostro piccolo, senza invadere il campo più propriamente politico, sono stati rivolti “inviti” ad approfondire questi aspetti, per rivedere – ove necessario - a stessa legge.
E’ del giugno dell’estate scorsa la nota ‘Un consiglio ai Consiglieri’ (in particolare a quelli ‘fanesi’) con la quale si chiedeva ai consiglieri regionali di ritornare sull’argomento per cercare di rimuovere gli “scogli” di troppo.
Malgrado le difficoltà, si confida in un intervento che possa dare al più presto i frutti sperati”.
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