02/03/10
Mondolfo (Pesaro Urbino)- Un otto marzo che vedrà quest’anno la sezione di Mondolfo dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra centrare la propria attenzione sul ruolo rivestito dalla donna nella lotta di liberazione nazionale. “Nel ricordare l’esperienze belliche e della Liberazione, raramente si parla del ruolo delle donne e del loro contributo alla Resistenza – interviene la presidentessa dell’ANFCDG di Mondolfo, Rosina Tombari. Anche per questo motivo si parla di “Resistenza taciuta”. Eppure il contributo delle donne, anche di quelle di Mondolfo e della Valcesano, fu un contributo molto rilevante, soprattutto nella gestione organizzativa quotidiana. Le donne si occupavano della stampa dei materiali di propaganda, attaccavano i manifesti e distribuivano i volantini, svolgevano funzione di collegamento, curavano il passaggio delle informazioni, trasportavano e raccoglievano armi, munizioni, esplosivi, viveri, indumenti, medicinali, svolgevano funzioni infermieristiche, preparavano i rifugi e i nascondigli per i partigiani”.
Numeri in effetti non secondari a livello nazionale: Trentacinquemila le partigiane, inquadrate nelle formazioni combattenti; 20.000 le patriote, con funzioni di supporto; 70.000 in tutto le donne organizzate nei Gruppi di difesa; 16 le medaglie d'oro, 17 quelle d’argento; 512 le commissarie di guerra; 683 le donne fucilate o cadute in combattimento; 1750 le donne ferite; 4633 le donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti; 1890 le deportate in Germania. “Proprio per questo, come associazione – conclude Rosina Tombari - abbiamo deciso per domenica 7 marzo di incontrarci ad Assisi, per un momento di preghiera per la pace, e quindi di approfondimento del ruolo della donna, celebrando così la giornata dell’otto marzo nel ricordo dei caduti e combattenti per la libertà.
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