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Ciarlantini: “La cultura del sospetto deve essere estirpata”

07/01/12  Fano (Pesaro Urbino)- Sulle polemiche che stanno investendo il presidente della Fondazione Carifano Fabio Tombari interviene Primo Ciarlantini presidente dell’associazione Diogene e Il Samaritano. 

“Desidero dare un contributo al dibattito che si sta sviluppando in città a seguito di alcune parole del Vescovo circa l’eventuale ruolo della Fondazione Carifano nei confronti delle povertà emergenti, dibattito poi scivolato verso la persona del presidente, Fabio Tombari. Chiedo a tutti coloro che hanno partecipato e vogliono partecipare di contribuire a chiarire alcuni punti, che a me (e forse al lettore medio) appaiono poco chiari.

1) Si parla di ‘conflitto di interessi’ tra il ruolo di Presidente della Fondazione e la professionalità di Tombari. Bisognerebbe chiarire bene questo: il conflitto esiste sempre anche se uno non fa niente per suscitarlo oppure esiste quando in effetti due interessi entrano in conflitto? A mio parere la legge Frattini sul conflitto di interesse (legge 215 del 2004) va interpretata nella seconda direzione: ‘I titolari di cariche di governo, nell'esercizio delle loro funzioni, si dedicano esclusivamente alla cura degli interessi pubblici e si astengono dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in situazione di conflitto d'interessi’. (Art. 1) n.b. si parla solo di amministratori pubblici). Per questo occorrerebbe, sempre a mio parere, saper distinguere tra ‘possibili conflitti di interesse’ e conflitti di interesse in atto veri e propri. Se oggi, nella pluralità di impegni di tutti noi, dovessimo evitare tutti i possibili interessi (non i conflitti effettivamente sorti) saremmo in ben pochi a poter avere cariche e responsabilità di valore pubblico, e poi chiunque potrebbe accusare chiunque di possibili conflitti veri o presunti. Nel caso concreto di Tombari e altri membri della Fondazione possiamo dimostrare che ci sono stati e ci sono effettivi conflitti di interesse in azioni, decisioni, destinazioni di denaro e altro, oppure possiamo parlare solo di “situazione in cui sono possibili conflitti di interessi”? Perché d’altra parte il beneficio della professionalità e lunga esperienza che porta nella sua carica è innegabile. Potrei chiedere: ‘E’ logico e opportuno chiedere le dimissioni di una persona solo perché potrebbe approfittare della sua carica per fare azioni illecite e favore del suo lavoro personale?’. Certo, è encomiabile chi toglie dalla sua vita anche la possibilità dei conflitti, ma questo si può solo chiedere ed evidenziare, non colpevolizzare le persone..

Il secondo argomento su cui va fatta chiarezza pubblica in questo momento ritengo sia la questione dei soldi della Fondazione. Molti dicono che sono ‘pubblici’. Io personalmente non ritengo che sia corretto dire così, solo perché per statuto la Fondazione deve destinare proventi a sostegno della vita sociale. Questo sarebbe come dire che la mia associazione ‘Il Samaritano’ che per statuto devolve ai poveri assolutamente tutto quello che riceve è una istituzione pubblica! La Fondazione è e rimane un ente privato che decide di lavorare (anche) per il sociale. Ma le sue scelte sono di sua competenza, dei suoi soci, non di chiunque. Che poi come molti hanno fatto e stanno facendo esortino la Fondazione a cambiare politica è più che legittimo, come pare abbia fatto anche il vescovo, ma non si può pensare, io credo, di uccidere Presidente e soci se fanno altre scelte.

Infine propongo a tutti che quando facciamo delle affermazioni, soprattutto che creano problemi alla persona degli altri, ci impegniamo a documentarle il più possibile, citando dati e fonti. Perché, come dico da tempo, occorre sradicare tra noi la cosiddetta ‘cultura del sospetto’, del tutti contro tutti, del puntare il dito e arricchirci a vicenda di un dibattito che auspichiamo tutti da anni e che solo ora potrebbe affiancare le istituzioni e i mezzi di comunicazione. La difficoltà del momento presente (e futuro, purtroppo) richiede la collaborazione di tutti, non la guerra dei capponi di Manzoni che si beccavano tra loro mentre gli si stava per tirare il collo”.


Redazione Fanoinforma.it


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 10/01/12 Da: Primo Ciarlantini - Anche se è ora di andare a lavorare, desidero esprimere qualche commento ai commenti che mi hanno preceduto:
    1) Io non parlo per difendere Tombari o interessi di sorta, ma per dare il mio contributo al dibattito in città, imparando io stesso dalle ricerche e dal confronto. Ed essendo un dibattito "a caldo" non sempre ci si esprime al meglio. Ma credo ci sia tempo per farlo ancora. E chi spera che io resti zitto forse sarà deluso.
    2) Smettiamola di fare continuamente battute sulle persone ed esprimiamo seriamente il nostro parere: non vedete che oggi questo è praticamente l'unico spazio in cui possiamo dire la nostra?
    3) A me piacerebbe molto che ci si presentasse con il proprio nome in modo da avere il coraggio delle proprie idee e la possibilità di conoscersi
    4) A "nonno Libero" vorrei dire che il nome che si dà ad un'associazione è un programma e un desiderio. Io, con tutti i miei limiti, credo in Cristo e tra le altre cose mi dedico a diffondere l'ideale scaturito da questa parabola. Se mi dà una mail posso anche raccontargli come in 20 anni la sto mettendo in pratica pur dentro i miei grandi limiti.
    5) Io non difendo la persona o peggio gli interessi di Tombari, ma mi pare che ci sia da far chiarezza sul metodo e sulle parole usate. Più conosco e mi informo e più sono convinto che si debba distinguere tra "possibile conflitto" ed "effettivo conflitto".
    6) Io non sono stato e non sono il portaborse di nessuno. Il mio comportamento lo dimostra. Ero andato a collaborare con Aguzzi perché appunto speravo fosse una strada per concretizzare un po' più in città soprattutto l'ideale e la prassi del Samaritano. Quando è stato chiaro che gli impegni e gli indirizzi del Sindaco non permettevano di dedicarci insieme a questi spazi sono venuto via.
    7) A Enzo C. ripeto che non parlo perché voglio dare lezioni, ma per imparare e aiutare a imparare. Certo su questi argomenti non sono un espertissimo, ma da quanto leggo e chiedo ad esperti ho l'impressione che il mio parere non sia lontano dal vero.
    8) Infine vorrei dire di cercar di parlare avendo i piedi per terra. Perché il mondo è fatto di persone, storie, poteri, situazioni concreti e non sognati. Pensare e volere che sia Presidente della Fondazione uno che non abbia alcuna possibilità di conflitto di interesse (vero o presunto) da nessuna parte è veramente, a mio parere, abitare sul mondo della luna. Dunque a noi tutti il compito di verificare, aiutare, anche criticare. Ma il tutto facciamolo rispettando le persone e con il desiderio di costruire il nostro vivere insieme.
    p.s. Per il resto comunque grazie degli interventi che sono sempre un dono..
  • 09/01/12 Da: Paolo Venturelli - Il precedente Presidente della fondazione, Valentino Valentini, poi che scelse di candidarsi Sindaco per il centrosinistra, si dimise affinchè non sorgessero appunto sospetti, solo per possibili pressioni psicologiche nella mente degli elettori fanesi se fosse rimasto al suo posto come Presidente della Fondazione stessa durante la campagna elettorale.
    Un comportamento esemplare.
    Che abbia avviato lui "la cultura del sospetto"?
    Lei scrive inoltre: "ma non si può pensare, io credo, di uccidere presidente e altri soci se fanno altre scelte".
    Anche se il suo è un parlar metaforico, ma sempre sopra le righe per eccesso di zelo, non ce l'avrà proprio Lei, la cultura del sospetto, come dicono gli psicologi, rovesciando su altri i personali vissuti fantasmatici?
    Per tornare alle cose semplici, io interpreto che Lei, non diversamente da tutti, pensi che la cosa giusta siano proprio le dimissioni del Presidente stesso.
  • 08/01/12 Da: Giovanni Frattini - Il conflitto di interessi si supera dando la possibilità a ogni semplice cittadino di poter controllare direttamente l'operato delle banche, delle fondazioni, delle istituzioni, delle aziende, dei politici, dei sacerdoti, degli altri cittadini in genere. Nel momento in cui in qualcuno c'è una concentrazione di potere senza controllo diretto da parte della sua base si apre lo spazio di un sopruso o di un conflitto di interesse. Ci vorrebbe una webcam ad ogni riunione accessibile a tutti gli interessati di quella riunione, ammesso che non si possa partecipare direttamente a quella riunione. E solo le decisioni prese in pubbliche riunioni dovrebbero essere considerate valide.
  • 08/01/12 Da: Gugon - Ciarlantini, nonostante ogni fanese ha il diritto di presentare la propria opinione, mi chiedo che valore possa avere la sua, visto che fino a qualche settimana fa era il portaborse di Aguzzi, e quindi molto vicino agli amministratori che governano la citta. Avrei apprezzato un'opinone contraria, in quel caso si, che avrebbe avuto valore. Oppure il silenzio, ma a lei sembra non piacere.
  • 08/01/12 Da: Nonno Libero - Abbia la decenza Primo di non infangare il nome del Samaritano e cambi nome. Se vuole infangare la propria intelligenza faccia faccia pure, ma lasci perdere i riferimenti biblici.
  • 08/01/12 Da: Thomas Olivieri - Altri sono i mali da estirpare caro Ciarlantini in Italia. Ad esempio l'evasione fiscale che vale 130 miliardi di euro. Altri 150 sono i miliardi che se ne vanno in mazzette e lei dice che la cultura del sospetto è il male da estirpare? Per dirla con Totò: "Ma mi faccia il piacere..."
  • 08/01/12 Da: Enzo C. - Appare evidente, da quello che ha scritto, che Ella, Ciarlantini,non possiede la più elementare nozione giuridica, ma nonostante ciò interpreta leggi ( la legge Frattini ), disquisisce a lungo sulla nozione di " conflitto di interessi ", usa termini sbagliati ( professionalità al posto di professione ). Se proprio vuole darci lezioni, almeno lo faccia su argomenti che conosce, almeno un pò.
  • 07/01/12 Da: massimo la perna - "secondo argomento": per quanto ne so, le risorse delle fondazioni bancarie derivano dalla vendita di azioni pubbliche a compratori privati. A meno che cio' sia smentito, sono risorse PUBBLICHE.
    1)mi risulta essere sempre esistita una legge REPRESSIVA dell' "interesse privato in atto pubblico". Che nel 2004 Frattini abbia proposto, e la maggioranza di centro destra abbia approvato, una legge doppione di quella esistente spacciandola come PREVENTIVA del suddetto reato, conferma solo la
    complicita' di quella maggioranza con gli interessi privati del suo leader
  • 07/01/12 Da: Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu - Ciarlantini, lei cerca di aggirare il problema. Chi amministra la Fondazione non è socio perchè ha conferito capitale, deve amministrare per conto della comunità questo ente. Il fatto che da un punto di vista legale la Fondazione sia un ente privato non modifica le finalità dell'ente stesso.
    Capisco ch in Italia il conflitto di interessi sia da sempre un problema, anni fa Susanna Agnelli è stata minstro degli esteri e parte della più potente famiglia italiana, eppure quasi nessuno sollevo' la questione.
    In tutti i paesi occidentali, Stati Uniti in testa, il conflitto di interessi viene letto come "possibile congflitto di interessi" ovvero una volta diventati ministri si vendono le azioni che si hanno in portafoglio, proprio per evitare futuri conflitti di interessi.
    Per sdradicare la cultura del sospetto servono persone ed enti che siano trasparenti nei comportamenti e che rendano pubblici i loro bilanci . Qui non si tratta di colpevolizzare nessuno, solo di chiedere alle persone di fare scelte chiare, non si puo' essere, come presidente di un ente, azionista di una banca, e poi come privato (persona fisica o tramite le sue società) debitore della banca stessa. Oppure trattare con il comune su operazioni immobilari una volta per la Fondazione poi per le proprie società e poi ancora per i propri clienti, insomma Ciarlantini non si possono tenere i piedi in piu' scarpe, questo è il vero conflitto di interesse.
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