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Ciarlantini sul conflitto di interessi in Fondazione: “Ragionevolezza è saper mantenere il limite”

Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

12/01/12  Fano (Pesaro Urbino)- Nuovo intervento di Primo Ciarlantini sul conflitto di interessi di Fabio Tombari.

 

“In margine a quanto espresso da SEL sui giornali di oggi in merito al dibattito che si è aperto in città su Fabio Tombari, presidente della Fondazione Carifano, riguardo ad un possibile conflitto di interesse tra la sua carica e il suo lavoro professionale, benché abbia già detto la mia opinione, vorrei puntualizzare alcune cose. So che da uno come me (presidente del Samaritano) qualcuno si aspetterebbe altre posizioni. Ma vorrei ricordare che sono anche presidente di una associazione ‘il Diogene’ che come il filosofo cerca l’uomo e la sua verità con tutte le forze, nonostante i nostri limiti. A mio parere il servizio della persona nei suoi bisogni materiali e in quelli del cuore deve sempre essere insieme, anzi come dicevano i latini ‘prima charitas veritas’: il primo servizio che dobbiamo a noi stessi e agli altri è quello della verità (o per lo meno della ricerca appassionata e disinteressata di quella che riusciamo a percepire come verità). E io, checcé se ne pensi e dica, non difendo Tombari ma dei principi e soprattutto vorrei aiutare tutti noi a seguire dei metodi corretti nel nostro utilissimo confronto cittadino sui mezzi di comunicazione”.

 

“Ecco quanto vorrei sottolineare a proposito della nota di SEL: 1) Non credo sia corretto continuare a far risalire al vescovo la valutazione della posizione di Tombari, quando il vescovo si è espresso una sola volta e riguardo al contributo della Fondazione alla diocesi e mai, a quanto ne so, sulla persona del presidente; 2) Credo sia maggiormente corretto distinguere bene tra ‘possibile conflitto di interessi’ ed ‘effettivo conflitto di interessi’, perché altrimenti ognuno può inventare conflitti su chi gli pare e quando e quanto gli pare; 3) Non credo sia corretto citare l’esempio di Passera che per diventare ministro ha ceduto le quote Unicredit, perché Passera è diventato amministratore pubblico e come tale rientra nella legge Frattini sul conflitto di interessi. Ma nessuna legge, come sottolinea anche SEL, riguarda l’eventuale caso di Tombari. ‘Questione morale’? Forse. Ma a volte credo che passiamo da un greppo a un fosso, come si dice: prima abbiamo tollerato di tutto e ora ci fa ombra qualunque cosa. Secondo il pensiero di alcuni dunque potrebbe diventare Presidente della Fondazione uno che poi vivere poi chiede l’elemosina, perché altrimenti chiunque potrebbe sfruttare quella carica per ottenere favori da qualsiasi parte, fosse anche pagare meno la bistecca dal macellaio! 4) Come ho già detto il caso dell’ex-zuccherificio a me sembra (allo stato attuale delle mie conoscenze) valere esattamente per la tesi opposta. Ormai da più di 15 anni la proprietà (tra cui Tombari) non riesce a venire a capo di niente. Le cose si sarebbero trascinate così se Tombari, forte della sua posizione alla Fondazione, avesse avuto tanto potere o ‘tracotanza’ da imporre per davvero soluzioni desiderate da lui? Ma abbiamo mai visto gestioni di appalti e favori fatti illecitamente nella storia recente? 5) Infine io direi che un sano atteggiamento di equilibrio e concretezza dovrebbe suggerire a tutti di accogliere entro un certo limite che non siamo tutti uguali, che di fatto esistono persone che possono di più e altre che possono di meno. Qualunque presidente di Fondazione ha più voce in capitolo di me in ogni cosa. La ragionevolezza è saper mantenere il limite. E in questo ogni cittadino può aiutare gli altri a farlo. Ricordiamo il famoso apologo di Menenio Agrippa sul Monte Sacro (anno 497 avanti Cristo): è vero che i ricchi e potenti a volte approfittano della loro posizione per vessare i poveri, ma è anche vero che le capacità di intelligenza e di professionalità di molti di loro sono utili e importanti per la comunità civile”.

Redazione Fanoinforma.it


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 13/01/12 Da: Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu - Ciarlatini lei scrive molto, ma nella sostanza non risponde mai alle domande che le vengono poste, crea dei paradossi poco credibile per spostare il problema. Lei sostiene "Secondo il pensiero di alcuni dunque potrebbe diventare Presidente della Fondazione uno che poi vivere poi chiede l’elemosina, perché altrimenti chiunque potrebbe sfruttare quella carica per ottenere favori da qualsiasi parte, fosse anche pagare meno la bistecca dal macellaio! " Le persone che fanno parte del consiglio della Fondazione non rappresentano uno spaccato della società, non ci sono casalinghe, operai , o cassaintegrati, ci sono solo professori di scuola, industriali professionisti affermati. Nessuna persona che vive di elemosina puo' diventare presidente della Fondazione. Lei cerca solo di confondere le carte dicendo che tutti potenzialmente possono incorrere in un conflitto di interesse e dunque tutti ne possono abusare.
  • 13/01/12 Da: Gabriele Gerboni - Caro Primo è con il cuore che ti parlo perciò vorrei sapere perchè citi il detto latino "prima charitas veritas" senza citare la fonte , che è nella prima enciclica di Benedetto XIV forse vuoi far vedere che non segui il tuo Papa? Non vorrei entrare nel merito della verità nella carità e viceversa perchè se approfondisco troverei un nesso fra carità e verità che si scontrerebbe con le tesi del tema che dibatti da giorni.
    Poi ti avventuri citando Menenio Agrippa un repubblicano pagano, per i romani antichi l'equilibrio era considerato sempre per il tornaconto della res pubblica, e non comprendeva l'umile popolo romano, quindi l'equilibrio politico passava sopra i problemi contigenti delle popolazionie favoriva le oligarchie del tempo
    Ciao Primo a rivederci presto
  • 12/01/12 Da: TheWall - Ciarlantini Sindaco....ciarla ciarla e ne ha per tutti!
  • 12/01/12 Da: Primo Ciarlantini - Mi dispiace sottolineare come scrivano su questo giornale on line persone che non si qualificano e a cui non si può rispondere.
    Comunque ho già detto ampiamente che ho lasciato la segreteria del Sindaco proprio perchç desidero riprendere un ruolo nei dibattiti cittadini.
    Il mio fine, l'ho anche scritto, non riguarda certamente la difesa di Tombari (che non ha bisogno certamente di essere difeso da me) quanto piuttosto la ricerca appassionata di una misura comune per il dibattito di tutti, misura che ancora spesso manca. Per me è importantissimo che dialoghiamo e ricerchiamo (e mi dispiace che troppi liquidino le riflessioni che si fanno con una battuta più o meno simpatica) e continuerò a farlo perché Fano diventi una palestra di umanità e un impegno a favore del vivere civile partecipato e corretto il più possibile. E anche trasparente se possibile.
    E poi non ho ancora ripreso a parlare della Chiesa!
  • 12/01/12 Da: Pasquino - Dice: "Ragionevolezza è saper mantenere il limite". Sì, si: parole sante che però, mi scusi, dovrebbero valere per tutti...
  • 12/01/12 Da: Paolo venturelli - Ma Lei aspira all'alloro della fama cittadina, vuol passare alla storia come il Sofista della Carifano!
    Se abbiamo tutti il dovere della verità come Lei ricorda, esisterebbe ogni tanto anche quello del silenzio...
    Bello il suo concetto che sintetizza secoli di pensiero filosofico attorno alla democrazia! "io direi che un sano atteggiamento di equilibrio e concretezza dovrebbe suggerire a tutti di accogliere entro un certo limite che non siamo tutti uguali,che di fatto esistono persone che possono di più ed altre che possono di meno".
    Complimenti vivissimi! E continua "qualunque Presidente di fondazione ha più voce e capitolo di me in ogni cosa. La regionevolezza è saper mantenere il limite."
    Ha detto proprio bene, signor Ciarlantini, ha più voce in capitolo di Lei ma non di chi non vuole ciò che lei vorrebbe...
    Con molta sfacciata presunzione le consiglierei di consultare Etienne de La Boétie- Discorso sulla servitù volontaria- da cui riporto qualcosa..."Com'è possibile che tanti uomini sopportino un tiranno che non ha forza se non quella che essi gli danno...siate risoluti a non sevire più ed eccovi liberi...non basta che obbediscano,devono compiacerlo,devono ammazzarsi per i suoi affari" Parole, queste di 500 anni fa, quando già in Grecia quasi 2000 anni prima avevano scolpito in bronzo il gruppo famoso dei Tirannicidi, immagine che ciascuno dovrebbe tenere a memoria.
    "l'uomo di corte è senza dubbio l'essere più singolare di cui la specie umana disponga. E'una creatura anfibia che spesso riunisce in sè tutti gli opposti", scriverà nel 1700 un illuminista tedesco, Paul H.D. d'Holbach che la invito ad incontrare al più presto.
    Si potrebbe continuare a lungo ma taccio per rispetto ad un cittadino cassaintegrato, ed per tutti quelli che non lavorano.
    E se anche le Fondazioni cominciassero a costituire strutture e reti per favorire occasioni di ricerca scientifica e di lavoro investendovi tutto il possibile?
  • 12/01/12 Da: Oscaretto - Non conoscevo questo aspetto di Ciarlantini, super esperto di conflitti di interesse. Dimentica che la sensibiltà delle persone cambia, 20 anni fa' nessuno o quasi faceva caso al conflitto di interessi, oggi il problema è sentito. Continua a sottolineare, in maniera al limite del grottesco, che siamo tutti uguali, ma che ci sono persone che sono "più uguali" di altri. In sintesi credo che la posizione di Tombari sia insostenibile e che le dimissioni sia d'obbligo.



  • 12/01/12 Da: Fernandel - Ciarlantini dacci oggi il nostro comunicato quotidiano.
  • 12/01/12 Da: Cittadino stanco - Adesso anche le citazion ad personam? Ce le risparmi, per favore!!!
  • 12/01/12 Da: Un cittadino cassaintegrato - Mi scusi Ciarlantini ma lei è il difensore d'ufficio di Tombari? Perché le sta così a cuore la questione tanto da dover redigere ben due comunicati?
    Non ci sono altri argomenti su cui è meglio essere più accalorati che il presunto conflitto d'interessi di Tombari?
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