22/02/12
Fano (Pesaro Urbino)- “Il comune di Fano si appresta ad approvare una variante al Piano Regolatore Generale per creare ben 23 nuovi nuclei abitati extra-urbani nella piana del Metauro e sulla costa”. A tornare sulle cosiddette B5 è Claudio Orazi della Lupus in Fabula.
“In tutto saranno 15360 mq di nuove abitazioni o di ampliamenti, come due grosse zone di espansione, ma sparpagliate nella metà del territorio comunale. In gergo si chiama ‘sprawl’, dispersione urbana, cioè la crescita diffusa e disordinata di case, capannoni, impianti, che richiedono una moltitudine di strade e reti di servizi estremamente costosi per la collettività. Il consumo di suolo agricolo, avviene attraverso la creazione di disordinate periferie senza identità, luoghi dove non si è più campagna ma nemmeno in città. Con questa operazione, che ha il solo fine di soddisfare la rendita fondiaria e certe lobby legate all’edilizia, la Giunta e alcune forze politiche, dal Pd al Pdl, passando per la Tua Fano, cercano di recuperare consensi in vista delle prossime amministrative. La giustificazione ufficiale, quella di fare rimanere uniti i nuclei familiari, è una balla colossale; infatti sono stati concessi ampliamenti a ruderi, capanni e abitazioni trasformate in accessori agricoli”.
“ Il tutto senza fare alcuna verifica sullo stato di attuazione del PRG vigente, che già prevedeva, in una situazione di piena crisi edilizia e forte riflusso demografico, la possibilità di insediare circa 19.000 ab. divenuti poi addirittura molti di più con l’accoglimento delle varie osservazioni. L’aggiunta di ben 48152 nuovi mc in uno scenario caratterizzato anche dalla presenza di ingenti quantità di edifici residenziali invenduti, presenti in alcuni casi anche all’interno delle aree interessate dal presente P.P. o comunque ad esse prossime, risulta veramente una scelta senza fondate motivazioni. Inoltre, la frammentazione degli interventi in un territorio molto vasto, vista l’incertezza sull’esistenza delle reti tecnologiche nei diversi nuclei o agglomerati rurali assoggettati al presente P.P., espone la collettività a costi economici ingenti per la creazione delle reti di servizi, in particolare la fognatura, ma anche l’acquedotto, il gas e l’illuminazione pubblica. Oltre a ciò, si contesta il fatto che un variante che prevede l’edificabilità di 49.000 nuovi mc, per circa 700 nuovi abitanti, che ricadono su estese aree soggette a vincolo paesaggistico ed ad altri importanti vincoli ambientali, non venga assoggettata alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica”.
“Infine, ad arte, si spacciano per zone di completamento aree ancora libere, addirittura agricole, prive di urbanizzazioni, che dovrebbero soggiacere invece, piccole o grandi che siano, alla disciplina propria delle aree di espansione con obbligo di cessione di superfici per le opere di urbanizzazione Secondarie. Per queste ed altre ragioni la Lupus in Fabula si appella ai consiglieri comunali affinché siano prese in seria considerazioni le nove pagine di osservazioni presentate e sia modificata profondamente la variante, se non addirittura ritirata”.
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