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27/02/12 11:49
Fano (Pesaro Urbino)- rete sociale intervenie sulla crisi dei partiti.
“Sgombriamo subito il campo e rassicuriamo chi pensa che vogliamo scendere in politica. Noi ci occupiamo di politica in quanto cittadini e interessati ad essa e alla sua corretta lettura e applicazione. Non ci interessa creare una nuova lista civica, noi stiamo sul ‘nostro’ sul compito di organizzazioni della società civile e di tutela. Su questo agiamo la nostra politica, per recuperare un ruolo che metta assieme cittadini, uomini e donne, che abbiano voglia di interrogarsi e dare un contributo per riprogettare un nuovo modello di vita insieme locale. A fronte di una crisi che attraversa anche il territorio fanese, la terza città delle Marche in questi anni non ha avuto la capacità di valorizzare le energie e le esperienze migliori. Non esiste, infatti, solo la classe dirigente rappresentata da partiti che governano o fanno opposizione. Esiste un esercito silenzioso di imprenditori, liberi professionisti, lavoratori, insegnanti, operatori sociali e volontari, attivisti di associazioni e comitati che possono esprimere molto di più rispetto a quanto faccia un’amministrazione pubblica locale, in termini di possibili proposte, progettualità, ipotesi di sviluppo di politiche pubbliche.
Questo, si sa, ha a che fare con le modalità stantìe di selezione dei quadri e dei dirigenti locali da inserire nelle liste di un partito a ridosso delle elezioni, ma anche con una disattenzione successiva che mostrano i nostri amministratori: il dialogo costante con la cittadinanza attiva ed il mondo dell’associazionismo viene praticato poco e male oggi da chi rappresenta le istituzioni”.
“Eppure non v’è chi non veda che oggi la nostra società complessa comporta naturalmente la necessità del coinvolgimento, della condivisione, della costruzione partecipata per progettare politiche pubbliche. Un esempio eclatante? Siamo in una fase di progressivo impoverimento, i disoccupati aumentano, i servizi diminuiscono e non si sente da nessuna parte una riflessione su come si debba affrontare tutto questo qui e ora! Manca un Piano strategico di approccio alla crisi che sia condiviso con la città, che parta davvero dai bisogni a cui dare risposta e dalle opportunità che come fanesi potremmo mettere in campo. Leggiamo, nel frattempo, uno scollamento sempre più ampio tra la politica e la comunità dei cittadini, tanto che ormai all’assenza di un sistema di mediazione (chiuse le circoscrizioni, declassato il ruolo del consiglio comunale a mero organo di ratifica, in drammatica difficoltà il ruolo di rappresentanza ed elaborazione della sintesi dei partiti), si sovrappone la miopia della politica nel non scorgere l’importanza che hanno i momenti associativi e di espressione dei cittadini”.
“Pensiamo ad una città partecipata appunto, che diventi un luogo in cui sperimentare saperi e pratiche sociali ed economiche nuovi. Vorremmo sviluppare, e anche ripensare, più solidarietà, qualificare e sostenere la rete dei servizi alla persona, salvaguardare l’ambiente ed il patrimonio artistico culturale, sviluppare un turismo sostenibile. Già si esprime una nuova Fano più attenta alle politiche redistributive, una città dove la cultura, i saperi scientifici e tecnologici, le scienze sociali, l’attenzione all’ecosistema siano più importanti della folle corsa al consumo del territorio e soprattutto dell’isolamento verso cui sempre più ognuno di noi sta andando. Pensiamo, ad esempio, a chi ha capito come imprenditore che prima della relazione tra la propria azienda e il mercato viene la relazione tra la sua azienda e il territorio in cui vive. Oggi si è aperto un dibattito, anche aspro, all’interno dei partiti tutti, di governo e di controllo, di Fano. Vorremmo che il tutto non riproducesse alla fine solo aggiustamenti di piccolo cabotaggio personale di vecchia cultura di potere. Alcune indicazioni ci sembrano davvero di discontinuità e ci auguriamo che producano conseguenze coerenti. Osserveremo e leggeremo di tali eventuali novità e con serietà parteciperemo a costruire sintesi interessanti. Questa città non può continuare a vivere in vacanza di politica responsabile, quel che accade ormai intorno e dentro di essa lo vieta tassativamente”.
“Nei prossimi mesi lavoreremo ad un programma di sviluppo del territorio da condividere prima di tutto con quanti – comitati, associazioni e imprese sociali, referenti della politica istituzionale più sensibili, imprenditori illuminati attenti al rapporto con il proprio territorio, singoli cittadini – sentono prioritarie queste riflessioni che proseguiremo”.
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