06/08/09
Fano (Pesaro Urbino)- Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli, riportato da un quotidiano a tiratura nazionale, ha sollevato un certo allarme sulla qualità dell’acqua erogata dai rubinetti di alcune città italiane prese a campione. Lo studio mette sotto accusa l’acqua potabile distribuita dall’acquedotto per la presenza di contaminanti di natura chimica, come i trialometani, e microbiologica, come microrganismi di natura fecale. Il presidente di Aset Spa Giovanni Mattioli rassicura che l’acqua fanese si può bere.
“Il cloro, utilizzato per la disinfezione dell’acqua da agenti microbiologici, può dar luogo per reazione con le sostanze organiche presenti alla formazione di sottoprodotti di disinfezione come i trialometani. Il contenuto di sostanze organiche nell’acqua e il dosaggio di cloro utilizzato determinano la concentrazione dei sottoprodotti che si formeranno. La presenza di microrganismi di natura fecale potrebbe essere indice di un carico di cloro insufficiente per una completa disinfezione di acque particolarmente inquinate a causa di molteplici fattori (origine dall’acqua, infrastrutture, manutenzione delle reti etc.)”.
“L’acqua erogata dai nostri rubinetti si può bere?
L’acqua del nostro rubinetto è di buona qualità ed è adatta al consumo quotidiano di tutta al famiglia. Dalle analisi eseguite dal Laboratorio aziendale ASET S.p.a. i valori dei trialometani raramente si avvicinano ai limiti di legge che tutelano la salute dei cittadini e le analisi microbiologiche non hanno mai evidenziato la presenza di microrganismi di origine fecale.
La qualità dell’acqua erogata dalla rete idrica gestita da ASET S.p.a. non deriva soltanto da un oculato processo di trattamento ma soprattutto da un adeguata progettazione delle infrastrutture che permettono un uso contemporaneo di acque di diversa qualità con criteri di ottimizzazione dell’affidabilità, dei costi d’impianto e di gestione”.
“Sono moltissimi i controlli che in termini di legge vengono effettuati per garantire la tutela della salute, tutti fattori che spesso non vengono percepiti dall’utente finale.
Dal dicembre del 2003 è in vigore un decreto legislativo che recepisce una direttiva europea che regolamenta il settore delle “acque destinate al consumo umano”. La normativa definisce quali sostanze possono trovarsi nell’acqua potabile e in quale concentrazione massima. Non solo, vengono anche stabiliti il numero e la tipologia dei controlli analitici da effettuare . L’acqua dei nostri rubinetti è sottoposta a un duplice controllo. Esterno, eseguito dalla ASUR zona territoriale n.3 Fano, con una cadenza che varia a seconda della qualità dell’acqua, dei rischi di contaminazione e della popolazione servita. Interno effettuato dal Laboratorio aziendale ASET S.p.a. con controlli quotidiani su alcuni acquedotti, fino ad un controllo mensile, dei parametri individuati dalla normativa, su tutti i punti di rete concordati con l’ASUR territoriale, sui pozzi di captazione e sugli impianti di accumulo e di potabilizzazione.
La pubblicità ci presenta tuttavia l’acqua minerale come una bevanda più salutare anche perché nasce generalmente più pura e ha sorgenti più protette dall’inquinamento diffuso. Essendoci poca informazione invece sulla qualità dell’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case, si è naturalmente portati a pensare che questa non abbia nessuna delle proprietà vantate dalle acque in bottiglia e la si guarda con sospetto . Ciò non significa che l’acqua in bottiglia non sia di buona qualità, ma non è ragionevole diffidare dell’acqua dell’acquedotto rigidamente e regolarmente controllata sotto il profilo igienico.
In definitiva si può dire che il sistema di trattamento e di distribuzione delle risorse idriche attuato dall’ASET S.p.a. garantisce, attraverso una serie di rigidi controlli, la buona qualità dell’acqua fornita agli utenti”.
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