25/02/10
Pesaro (PU)- I militari delle Compagnie della Guardia di Finanza di Pesaro e di Urbino, agli inizi della settimana, hanno dato il via ad un’attività coordinata di controllo su alcune ditte della provincia sospettate di impiegare manodopera irregolare o totalmente “in nero”.
In particolare, sono state verificate le posizioni di una ditta italiana di Fermignano, esercente l’attività di ristorazione, e di due imprenditori cinesi, operanti nel settore del tessile, uno dei quali residente a Pesaro e l’altro a Montecopiolo.
La Compagnia di Urbino, in collaborazione con i militari della dipendente Brigata di Novafeltria, in due diverse operazioni ha complessivamente scovato undici lavoratori privi di contratto di lavoro, tra cui una cittadina ucraina e cinque cinesi, e tre lavoratori assunti irregolarmente.
La Compagnia di Pesaro, invece, ha individuato una cittadina cinese già colpita da decreto di espulsione e che, pertanto, in virtù della legge sull’immigrazione, è stata tratta in arresto e processata con rito direttissimo, con conseguente condanna a mesi 5 e giorni venti di reclusione. La donna è stata rilasciata e nei suoi confronti verrà disposta l’espulsione dal territorio italiano.
Il datore di lavoro di quest’ultima, anche lui di origini orientali, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Pesaro per utilizzo di lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno.
I finanzieri di Pesaro stanno ancora vagliando la posizione di altri undici lavoratori cinesi, che, sebbene in possesso di regolare permesso di soggiorno, sembrerebbero essere stati retribuiti per un numero di ore molto inferiore rispetto a quelle effettivamente svolte.
Per quanto riguarda le due ditte cinesi, sono stati interessati anche i funzionari sanitari della compente ASUR atteso che negli stabili adibiti a laboratorio alloggiavano tutti i lavoratori controllati, in condizioni igieniche assolutamente pessime.
I titolari delle ditte, qualora l’ASUR provvedesse alla chiusura dei locali per gravi motivi igienico-sanitari, verranno denunciati alla competente Autorità Giudiziaria.
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