Usura: ex direttore di banca riminese nel mirino della Guardia di Finanza di Pesaro
11/08/10
Pesaro (PU)- Nel quadro di indagini di polizia giudiziaria contro la criminalità economica, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro hanno scoperto un caso di usura, di cui è rimasto vittima un riminese, quarantasettenne, residente nel capoluogo pesarese, amministratore di una società sammarinese, operante nel campo del commercio internazionale dei mobili etnici. In particolare, la società in questione, a causa di una stagnante crisi economica, per far fronte principalmente alle insolvenze bancarie, è ricorsa alla richiesta di un prestito a tasso usurario, erogato da due napoletani, apparentemente nullafacenti, residenti rispettivamente nelle province di Modena e Napoli, ma di fatto orbitanti nel riminese, e da un cittadino pure egli riminese. Quest’ultimo, ex direttore di banca e prestanome di più società, è stato l’effettivo intermediario tra la citata vittima e i due napoletani, che hanno materialmente consegnato il denaro in contanti.
Al termine delle investigazioni, in definitiva, è stato possibile accertare che i soggetti di cui sopra hanno concesso un finanziamento pari a circa 50.000 euro, senza avere l’autorizzazione della Banca d’Italia ed essere iscritti al relativo registro previsto dal testo unico bancario, inserendosi abusivamente nel libero mercato e sottraendosi, così, al controllo di affidabilità e di stabilità e, inoltre, in questa circostanza, applicando un tasso usurario del 177,61 %.
I tre soggetti in caso di condanna rischiano da due a dieci anni di reclusione e una multa da 5.000 a 30.000 euro.
Si prefigurano ulteriori sviluppi in ordine alla posizione di altri soggetti sottoposti alla lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle pesaresi.