31/01/12
Fano (Pesaro Urbino)- Giorgio Panaroni interviene sulle “sofferenze” provocate dalla nuova viabilità del Santa Croce in vigore da domani.
“Della necessità di interventi per risolvere l’annoso problema del traffico veicolare nei viali del Santa Croce se n’è qui parlato più volte. Ora che una soluzione pare essere vocina con la prevista uscita delle auto in via Metauro ci si permette di evidenziare alcuni aspetti che potrebbero necessitare di ulteriori approfondimenti. Occorre tenere anche conto che le macchine che escono dall’Ospedale in via Metauro debbono poi proseguire per altre destinazioni e che la strada (via Tazzoli) che si apre dalla parte opposta all’uscita dal Santa Croce è a senso unico (e quindi con divieto di accesso da via Metauro)”.
“Altre breve considerazioni:
- Alla nuova uscita gli autoveicoli che svoltano a destra e proseguono su via Metauro dovranno poi, di lì a poco, fermarsi allo stop per attraversare via Vittorio Veneto e proseguire per Via Giordano Bruno e l’Adriatica.
- Non pare superfluo ricordare subito come il semaforo a quell’ incrocio (in prossimità dell’ospedale) sia stato tolto da tempo, malgrado la scarsissima visibilità a sinistra per la eventuale svolta (particolarmente pericolosa).
- Per le macchine che, uscite dall’Ospedale su via Metauro debbono svoltare subito a sinistra, altre situazioni di difficoltà come la prosecuzione su via del Fiume, strada in certi punti strettissima, a doppio senso di marcia e con qualche parcheggio in carreggiata, senza contare che chi dovrà girare per via San Lazzaro (per raggiungere via del Ponte o la Statale) dovrà vedersela con una stradina a senso unico alternato assai frequentata, specialmente d’estate…
Queste alcune delle osservazioni (in aggiunta a quelle espresse dall’Associazione For-bici), indicate con il solo scopo di evidenziare qualche aspetto critico della soluzione in avvio dal primo febbraio prossimo, osservazioni non certo per mettere in discussione la necessità di regolamentare al Santa Croce il traffico in entrata, in uscita e in sosta.
Le ‘sofferenze’ qui ricordate, si ripete, come contributo perché chi di dovere possa tenerne eventualmente conto nel cercare di porvi rimedio”.
|