10/02/12
Pesaro (PU)- All’apparenza era un normale rivenditore di motocicli usati con annessa officina di riparazione e restauro, ma dalle indagini condotte dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Pesaro è emersa tutt’altra realtà.
Un pesarese cinquantenne aveva messo in piedi, nel capoluogo, un’attività di ricerca, recupero, sistemazione e rivendita di motoveicoli usati, anche d’epoca opportunamente restaurati, ma aveva pensato bene di non dichiarare l’attività al Fisco. Infatti, non è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione né i libri e registri contabili obbligatori. Inoltre, è stato accertato che i motomezzi venivano anche venduti su un sito internet riconducibile allo stesso, ove erano catalogati accuratamente. Per non dare adito a dubbi e sospetti, sul predetto sito web era indicata una partita I.V.A. relativa ad altra ditta operante nel settore dei motori, ormai fallita.
All’atto dell’intervento, i militari, all’interno dell’officina, hanno constatato la presenza di numerose motociclette - pronte per la vendita ed altre in attesa di riparazione - attrezzatura professionale, pezzi di ricambio e numerosi utensili indispensabili per l’attività artigianale.
Per la citata attrezzatura e per i mezzi in questione sono scattati il sequestro amministrativo a carico del titolare nonché una maximulta da 5.164,00 a 15.493,00 euro.
La posizione fiscale e contributiva del meccanico è al vaglio degli operanti, al fine di delineare l’esatto giro di affari, che una prima e sommaria stima fa ammontare a circa 20.000 euro al mese.
Durante lo svolgimento delle operazioni, presso il laboratorio, l’attenzione dei finanzieri è stata attirata da un insolito movimento di persone, che entravano e uscivano da un’abitazione ubicata nelle adiacenze.
Insospettiti, gli stessi, accertato in breve tempo che la predetta abitazione era locata ad una cittadina cinese, sulla quale pendevano precedenti per sfruttamento della prostituzione, sono prontamente entrati in azione, sorprendendo due giovanissime cinesi nell’atto di prostituirsi con due clienti.
Le indagini svolte nel prosieguo dell’attività hanno consentito di scoprire un lucroso e squallido giro di prostituzione, gestito in funzione di maîtresse da una cittadina cinese cinquantenne (J.Y.), coniugata con un pesarese e da anni qui residente, che successivamente è stata tratta in arresto e associata presso le locali carceri, mercoledì scorso, in quanto colpita da ordinanza di custodia cautelare, per aver gestito una casa di appuntamenti ed aver sfruttato la prostituzione di sue concittadine, che venivano periodicamente atturnate e verosimilmente coartate nell’esercizio della losca attività.
Nell’ambito delle perquisizioni eseguite, è stato rinvenuto ingente denaro contante, numerose distinte di versamento presso istituti di credito cittadini per rilevanti importi, riconducibili al meretricio, e ricevute di distinte di versamento di denaro all’estero, nonché cellulari vari utilizzati per gli appuntamenti erotici, computer portatili e appunti manoscritti in lingua cinese.
Si sta, altresì, provvedendo a individuare il vasto giro di clientela, non escludendosi che dietro le quinte possano aver agito personaggi criminali di più ampio spessore.
|