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Cronache

Dragaggio del porto di Fano, Viventi: “Massima disponibilità a valutare altri interventi proposti dal Comune”

Porto Fano

22/02/12  Fano (Pesaro Urbino)- “L’agibilità del porto di Fano non può non rappresentare un’urgenza e una priorità per la Regione Marche”. Lo ribadisce l’assessore ai Porti, Luigi Viventi, alla vigilia della Conferenza dei servizi - appositamente convocata per domani (giovedì 23) - che dovrà autorizzare un dragaggio da 2 mila metri cubi per ripristinare la funzionalità dello scalo e arginare i problemi che ostacolano la navigazione all’interno del porto. Oggi la Regione ha partecipato al Tavolo tecnico convocato dal prefetto di Pesaro e Urbino, mentre domani, ad Ancona, verrà analizzato il progetto tampone presentato dal Comune di Fano. “La situazione dell’infrastruttura portuale cittadina non è più sostenibile. Anche Fano viene penalizzato dalla mancata realizzazione della cassa di colmata di Ancona, che dovrà ospitare i fanghi dragati nei diversi porti marchigiani – sottolinea Viventi – I lavori dovevano concludersi nel 2009, ma un ricorso contro l’appalto ha bloccato tutto. Confidiamo e, per quanto possibile, lavoriamo affinché l’iter amministrativo possa riavviarsi celermente, in modo da procedere a un radicale dragaggio dello scalo fanese. Nel frattempo la Regione è disponibile a valutare e autorizzare i progetti, seppur tampone, proposti dall’amministrazione comunale. Già 3 mila metri cubi di fanghi sono stati stoccati, altri 2 mila verranno esaminati domani dalla Conferenza dei servizi. Le strutture regionali sono comunque pronte a valutare ulteriori soluzioni che verranno indicate, in modo da garantire l’incolumità delle barche e degli equipaggi che devono operare nella massima sicurezza anche in questa fase di transizione verso la soluzione definitiva”.

Redazione Fanoinforma.it


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 22/02/12 Da: Pasquino - Purtroppo nessuno risponde sul perchè a Fano abbiamo anche i fanghi del porto e nei porti delle altre città non ci sono, o non sono così "tanti".
    A me pare che una risposta a questa semplice domanda debba essere data presto-subito, ovviamente dopo aver cercate di superare "questa emergenza", sennò di emergenze potrebbero essercene prima o poi altre.
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