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Cronache

Radioterapia, trattato il primo paziente con l’intensità modulata

Il primario Bunkheila: “A Bologna ho cominciato nel 2007. Contiamo di aumentare le attività del 20-30% riducendo la mobilità passiva”

Radioterapia

11/05/12 15:49 Pesaro (PU) - Nuove tecniche in Radioterapia. Proprio questa mattina è stato trattato il primo paziente con l’Intensità modulata, “una tecnica moderna – spiega il neo primario Feisal Bunkheila – che prevede alte dosi sul tumore risparmiando i tessuti sani circostanti”. Una tecnica che ha richiesto la formazione dei tecnici ma che il direttore della Radioterapia effettuava a Bologna dal 2007, proprio l’anno in cui è nata la struttura di Pesaro. “È una tecnica efficace – continua il primario – che ci consente di intensificare le dosi in diversi punti della massa da trattare. In questo modo calano anche le sedute a cui sono sottoposti i pazienti con un evidente vantaggio per loro che accedono meno volte alla struttura. Inoltre nell’ambito dell’organizzazione, questo significa che con minori accessi da parte dello stesso paziente aumentano le sedute disponibili”.

Attualmente l’intensità modulata sarà un’opportunità per i pazienti affetti da neoplasia alla prostata e tumori testa –collo “ma a breve il trattamento verrà esteso ad altri distretti. Un risultato che abbiamo raggiunto – continua il primario – grazie alla collaborazione con la Fisica sanitaria, diretta da Werther Cesarini, in particolare con la dottoressa Monica Bono”. Poi il primario si concentra sui vantaggi legati al nuovo trattamento: “I pazienti hanno un’arma in più per combattere il tumore e i colleghi Urologi, Chirurghi e Oncologi dell’azienda possono contare su uno strumento che in regione è presente solo in Ancona. Con l’intensità modulata facciamo un passo in avanti per combattere la mobilità passiva e nell’anno contiamo di aumentare l’attività del 20-30%”.

Ma il vero vantaggio riguarda proprio i pazienti: “Con questa tecnica – prosegue Bunkheila – gli effetti collaterali si riducono notevolmente: c’è meno dolore, gli organi vicini al tumore vengono salvaguardati e la combinazione tra chemioterapia e radioterapia è più tollerata. Per capirci meglio faccio un esempio: gli effetti collaterali su un paziente con neoplasia alla prostata trattato con radioterapia conformazionale erano dolore e infiammazione del retto quindi sanguinamento, che in alcuni casi poteva sfociare con la necessità di intervenire chirurgicamente. Con l’intensità modulata questo non accade”. E chiude: “Trattare un tumore alle tonsille con la radioterapia tradizionale significa irradiare il cavo orale mettendo a rischio molti organi vicini. Con l’intensità modulata si riducono gli effetti collaterali”.

Redazione Fanoinforma.it


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