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Cronache

Progetto InPut a Urbino: le osservazioni di Confesercenti

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25/05/12 15:21 Urbino (PU) - I responsabili Confesercenti ritengono che l’ufficio Iat di Urbino, da poco assegnato alla gestione di Input, possa essere utilizzato come vetrina promozionale delle eccellenze locali, mentre non condividono la gestione di tipo commerciale portata avanti dall’ufficio stesso, in quanto concorrenziale per le attività esistenti.

Così Roberto Borgiani e Domenico Passeri rispettivamente direttore Confesercenti di Pesaro e Urbino e del Montefeltro, intervengono sul progetto InPut da poche settimane avviato nel centro storico della città ducale. “In primo luogo –puntualizzano i responsabili Confesercenti- la nostra partnership con InPut è stata fatta esclusivamente per la città di Pesaro: non c’è in atto, quindi, alcun accordo tra noi e InPut per l’analogo ufficio aperto a Urbino. Inoltre, è fondamentale chiarire che tale partnership consiste nel fatto che Confesercenti può utilizzare lo spazio messo a disposizione nello Iat di Pesaro per la promozione dei propri associati e delle loro attività, ma la nostra associazione non è in alcun modo coinvolta nella gestione della commercializzazione dei prodotti, come molti erroneamente possono intendere. In pratica, per noi collaborare con InPut significa dare ai nostri soci un’opportunità di visibilità in più”.

I responsabili Confesercenti sottolineano la situazione di concorrenza che si è generata con le attività esistenti nel centro storico di Urbino: “Pretendiamo che lo Iat di Urbino funzioni come un ufficio pubblico di informazioni turistiche, in maniera imparziale, quindi, rispetto ai soggetti economici che operano in città. In particolare, stigmatizziamo il fatto che attualmente lo Iat inviti i turisti a visitare il punto vendita di prodotti tipici ‘Le Botteghe del Montefeltro’, aperto con i contributi pubblici del Gal Montefeltro e situato nei portici del Collegio Raffaello dove, tra l’altro, operano altre attività commerciali proprio specializzate nella vendita degli stessi articoli, alimentari e non. In questo modo, si genera una forma di concorrenza che non aiuta né promuove le imprese locali, ma, anzi, le mette in seria difficoltà. Nel centro storico di Urbino ci sono attività che hanno aperto di recente anche con investimenti importanti. Non è certamente questo il modo di aiutarle a crescere. In tal senso, critichiamo anche l’attività di somministrazione alimenti e bevande avviata all’esterno del punto vendita ‘Le Botteghe del Montefeltro’, che, come è facile comprendere, si pone in evidente concorrenza sleale con i pubblici esercizi del centro storico”.

Redazione Fanoinforma.it


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