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Cronache

Giorgio Magnanelli: lettera aperta a Don Giacomo Ruggeri

Don Giangiacomo Ruggeri - arrestato per abusi su minorenne

17/07/12 11:42 Fano (PU) - Giorgio Magnanelli scrive a Don Giacomo Ruggeri, ora rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi con l'accusa di aver abusato di una ragazzina di 13 anni.

“Caro Don Giacomo,
non è mia abitudine scrivere ai giornali e prendere posizioni di questo tipo, ma questa volta voglio fare un’eccezione, affinché, quando tutta questa tristissima vicenda avrà perso gli onori della ribalta, tu non possa dire: neanche una voce si è levata, non tanto a mia difesa, quanto a considerazione delle umane miserie.

Ovviamente non sono in grado di valutare nel merito quanto hai fatto (dicono ci siano prove inoppugnabili) ed è giusto che la giustizia faccia il suo corso, anche se devo dire, rischiando l’impopolarità, - contrariamente a tanti che lo pensano e non lo dicono - che ho ben poca fiducia nella giustizia degli uomini, oggi, nel nostro Paese. Alcuni sentimenti tuttavia vorrei condividerli e fare in modo che tu sappia che sono stati espressi in tempo reale, con il cuore piuttosto che con la mente, mentre “infuria la battaglia”, quando è più ciò che non è chiaro di ciò che lo è, con il conseguente rischio di prendere posizione quando tutte le tessere sono ancora in movimento e con piena assunzione di ogni responsabilità in merito.

La prima cosa è questa. La barbarie delle nostre relazioni sociali, a svariati livelli, ha ancora una volta espresso il meglio di sé; certo non è la prima volta, ma quando brucia sulla nostra pelle, la lacerazione è insopportabile, anche se devo dire che, questa mattina, leggendo l’intervista ad un quotidiano del babbo della ragazza coinvolta, così seria, così vera, così prudente, così equilibrata, mi sono un po’ riconciliato con i miei simili.

La seconda cosa è questa. Caro Don Giacomo, hai sbagliato, certamente sbagliato! Hai tenuto un comportamento riprovevole, indegno di un presbitero così esposto per le tante responsabilità e i tanti incarichi ricoperti, sei stato di scandalo/inciampo per quanti ti hanno sempre considerato un modello e per quanti avevano magari da ridire su di te, ma pedofilo no! Pedofilo è altra cosa…non scherziamo! E non c’entra niente il fatto che la fattispecie giuridica al di sotto di una certa età non faccia differenza. Mi rifiuto non solo di credere ma appena di sfiorare il pensiero che tu sia un pedofilo. I miei figli sono cresciuti con te; in vent’anni di ministero hai frequentato migliaia di ragazzi e ragazze, hai seguito vocazioni, hai fatto cose importanti per la comunità ecclesiale! Ho sentito quasi esclusivamente apprezzamento e plauso, magari anche qualche riserva, ma solo pastorale e le ragazze non c’entrano affatto. Non è possibile che tutto questo sia inopinatamente e completamente azzerato da un momento di follia. Per me e la mia famiglia non lo è: quello che hai fatto per noi rimane e non si cancella.

Ancora. La tua tristissima vicenda mi porta ad interrogarmi (e spero non solo me) sulla responsabilità della Comunità Cristiana, che, forse ( lo dico prima di tutto a me stesso, sommessamente e in grande umiltà) non ha saputo intercettare in tempo la solitudine, il disagio, la fragilità di chi ha deciso di investire tutta la vita per gli altri e spesso (non mi interessano le cause) non si trova attrezzato né strutturato per affrontarne le conseguenze. Non è necessario andare lontano per rendersi conto che la solitudine del presbitero è un problema serio, probabilmente irrisolvibile (ci sono di mezzo le storie personali, il discernimento vocazionale, i seminari) ma su cui, altrettanto probabilmente, potremmo fare tutti di più. Auspico nei confronti dei nostri presbiteri la stessa sollecitudine che abbiamo per i nostri figli, sulla cui vita, sulla cui devianza, sulla cui felicità e sul cui futuro siamo disposti ad investire tutto.

Infine. Caro Don Giacomo accetta con serenità il giudizio che la legge degli uomini del nostro Paese emetterà su di te, sperando che lo faccia in tempi non intollerabili, nella consapevolezza che la tua giovane età ti offre un'altra chance e che tante persone ti vogliono bene e sono ansiose di riabbracciarti con l’atteggiamento e ‘lo spreco’ del padre della parabola, prodigo più del figlio, che per un attimo, ma solo per un attimo, aveva perduto”.

Giorgio Magnanelli

Redazione Fanoinforma.it


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 03/08/12 Da: anna pia saccomandi pisano - Caro Giorgio
    mi vien da pensare quel passo del vangelo che dice. "Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra"
    Mi piace augurare la guarigione degli spiriti, della ragazza in primis e di don Giacomo e di tutti noi , credenti e non.
    Questa è una società che ha perso ogni sorta di limite e tutti, volenti o no ne siamo vittime e carnefici
  • 02/08/12 Da: Stavroghin - Cara Matene, il primo ipocrita purtroppo è lo stesso Magnanelli quando scrive una tale aberrazione:

    "La seconda cosa è questa. Caro Don Giacomo, hai sbagliato, certamente sbagliato! Hai tenuto un comportamento riprovevole, indegno di un presbitero così esposto per le tante responsabilità e i tanti incarichi ricoperti, sei stato di scandalo/inciampo per quanti ti hanno sempre considerato un modello e per quanti avevano magari da ridire su di te, ma pedofilo no! Pedofilo è altra cosa…non scherziamo!"

    No certo, uno che va con una bambina di 13 anni non è un pedofilo, assolutamente no!

    Ecco, allora, se "pedofilo è altra cosa": esattamente quale altra "cosa" è?


    P.S. E non tirate fuori come scusante l'assurda prassi del celibato per favore, le prostitute (adulte e consenzienti) ci sono da sempre, e i preti ne hanno sempre beneficiato. Mia nonna ai tempi gestiva un albergo che offriva anche camere a ore e il racconto del prete che sale con la signorina e che si dimentica l'orologio d'oro - un piccolo "cadeau" per la giovanotta - sul comodino è uno dei miei preferiti.
  • 23/07/12 Da: Fabio - Se "chi vede le cose in un modo diverso" è un adulto che basa di una bambina di 13 anni, il "fate schifo" è ancora poco. Se il celibato è una "prassi" assurda, come qualcuno ha scritto, perché questa persona non ha pensato di "rivolgersi" a un'altra persona ma adulta, per soddisfare le sue voglie? Se fosse stata vostra figlia, la bambina vittima, avreste scritto le stesse cose?
  • 18/07/12 Da: matene - Non credo che esprimersi con "Fate schifo" sia poi una grande dimostrazione di libertà di espressione nei confronti di chi vede le cose in modo diverso. Credo che si debba diffidare di chi prima ancora che le indagini siano completate si senta tanto sicuro di avere la verità in tasca.Dal mio punto di vista, una volta che uno ha sbagliato deve pagare, non faccio differenza fra don Giacomo o un extracomunitario, ma al di la di tutto di una mano hanno bisogno entrambi. Ipocriti sono altri, caro Stavroghin.
  • 18/07/12 Da: CP - sono d'accordo con Stavroghin, ho la nausea totale per questi bigotti baciapile che pur di non dover guardare in faccia la realtà della "loro" "Chiesa" negano le evidenze più palesi e si nascondono dietro i distinguo lessicali, mi fanno orrore, sono peggio dei talebani (là almeno hanno ancora la scusante dell'ignoranza e dell'aretratezza!)
  • 18/07/12 Da: Stavroghin - "Tuttavia una persona va giudicata per come si comporta nel corso di tutta la vita e non si può distruggere un uomo per un momento di insiegabile follia; ovviamente se di questo si tratta, come tutti noi speriamo.
    Ricordatevi che tutti possono sbagliare, anche chi ora emette giudizi trancianti."

    "Non conosco don Giacomo e abito fuori regione, condanno nella maniera più totale quanto don Giacomo ha fatto, ma parimenti in questo momento credo che non debba essere lasciato solo, l'aiuto di quanti gli vorranno ancora stare accanto gli farà ancor più comprendere l'errore commesso; in certe situazioni siamo tutti un pò assenti e magari pronti a puntare il dito senza attenuanti e questo non dovrebbe succedere."

    Solo una cosa:

    Mi fate schifo, branco di ipocriti.

    Se ad abusare (e ripeto: ABUSARE) di una bambina (e ripeto: BAMBINA) di 13 anni fosse stato un extracomunitario (magari pure clandestino) avevate già pronte le torce e i forconi.

    Mi fate schifo (e ripeto: SCHIFO).
  • 18/07/12 Da: CP - aberrazioni del cattolicesimo: i gay vanno all'inferno, ma i preti pedofili hanno mille scusanti; rispetto molto di più un prete che rinuncia al sacerdozio e si sposa o che dichiara di essere gay, di chi, celandosi dietro l'autorità delle veste talare, abusa di bambini; cattolici, siete tutti dei sepolcri imbiancati, e questo lo diceva uno in cui affermate sperticatamente di credere...
  • 17/07/12 Da: CC - Per Don Giacomo è stata una liberazione...?????? Quanto ha sofferto ìn questi 20 anni di sacerdozio..??????.
    Caro Magnanelli..."solitudine del prespiterio"... ma quale solitudine.!!!
    Essere diacono a 18 anni e sacerdote a 23 è stata una scelta personale???
    Caro Maganelli non ti conosco, ma nella tua lettera non una parola per la piccola vittima...si vittima di colui che non ha avuto l'umiltà di chiedere aiuto per un disagio; un disagio che non può essere scaturito in un attimo...ma forse un malessere che era in Lui..!!
    "Lui" che avrà molti "amici" ad aiutarlo...che non era solo e che non rimarrà solo............... ma chi aiuterà la piccola vittima..??

    Perdono sì.. ma un'altra chance no... e credo che Don Giacomo quando si sveglierà e si renderà conto di quello che è successo.. sarà Lui stesso a non volerla.
  • 17/07/12 Da: Roberto Clemente - Il problema secondo me e' solo e soltanto inerente all' età della ragazza . Fosse stata maggiorenne , le cose sarebbero molto diverse . Quindi considerando l' età , non e' minimamente scusabile ! Lo dice una persona che scuserebbe sempre la sessualità dei sacerdoti , anche gay . Ma con i minorenni MAI !
  • 17/07/12 Da: matene - Condivido quanto detto dal sig. Manganelli nonchè il fatto di aver reso pubblico il suo pensiero che può essere più o meno accettato. Sono una persona già di una certa età cattolica praticante, non conosco don Giacomo e abito fuori regione, condanno nella maniera più totale quanto don Giacomo ha fatto, ma parimenti in questo momento credo che non debba essere lasciato solo, l'aiuto di quanti gli vorranno ancora stare accanto gli farà ancor più comprendere l'errore commesso; in certe situazioni siamo tutti un pò assenti e magari pronti a puntare il dito senza attenuanti e questo non dovrebbe succedere.
  • 17/07/12 Da: alessandro - non conosco il don personalmente però ritengo che non sia la scelta del celibato faccia scaturire certi atteggiamenti,ci sono pedofili o comunque persone attratte da ragazzi e ragazze molto più giovani nonostante siano sposate con figli,il problema è un malattia mentale non certo la mancanza di moglie.per lavoro ho incontrato tanti genitori di ragazzini tossicodipendenti che all inizio pur di non voler credere alla realtà accusavano polizia o carabinieri di sbagliate operazioni,credo che le parole del babbo della ragazza vadano in questa direzione,non posso credere sia successo questo tra mima figlia e il don amico nostro e così preferisco girare attorno al problema
  • 17/07/12 Da: CP - Cerchiamo di non nasconderci dietro un dito: giustificare questi fatti dando la colpa al celibato imposto è fuorviante: se il celibato pesa (come è umanamente comprensibile) la scusa non è buona per rivolgere le proprie attenzioni sui minorenni addirittura under 16; ci sono le donne adulte, cari signori, solo che con loro si potrebbero avere dei guai, degli strascichi, dei legami che prima o poi creano qualche problema, molto più facile soggiogare adolescenti, avvalendosi del proprio ruolo; a 13 anni si è un misto di sprovvedutezza e spregiudicatezza, di ingenuità mascherata da spavalderia; di curiosità sul mondo dei "grandi" e di paura; facile approfittarsi, facile circuire....facile e vigliacco! ancor di più da parte di chi invece consideriamo preposto a proteggerli!
  • 17/07/12 Da: Giorgio Gambelli - Condivido la lettera di Magnanelli dalla prima all'ultima frase. Credo in Dio ma non sono un praticante ed ho sempre criticato le ingerenze della Chiesa in ambito non ecclesiale. Tuttavia una persona va giudicata per come si comporta nel corso di tutta la vita e non si può distruggere un uomo per un momento di insiegabile follia; ovviamente se di questo si tratta, come tutti noi speriamo.
    Ricordadevi che tutti possono sbagliare, anche chi ora emette giudizi trancianti.
  • 17/07/12 Da: LIO - credo che a forza di lavarvi i panni in casa finirete per essere in due...magari, potrei capire lo sconforto, ma voi tutti vi state negando l'evidenzia di un mostro malato che avete in casa e proteggete.....
  • 17/07/12 Da: DR - come si fa a dire che non è un pedofilo? per piacere! fatevi tutti un po' di cultura: http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia fra un po' diranno che la ragazzina lo ha provocato... o lo hanno già detto?
  • 17/07/12 Da: Emanuele P - il paradosso è che la Chiesa considera i gay contro natura. quando invece è proprio la castità una cosa contro natura, gli effetti di ciò ne sono la prova.
  • 17/07/12 Da: Luca - 17,1-6
  • 17/07/12 Da: damiani michele - ..di tante cose che succedono nel mondo la piu' sgradevole e' abusare dei bambini. non ci sono e non devono esserci commenti o giustificazioni don giacomo va comdannato per quello che ha fatto.poi se gli si da un altra possibilita' voglio vedere chi gli sta vicino e si assumera le responsabilita' quando si sbaglia una volta la seconda e' piu' facile.
  • 17/07/12 Da: Andrea - Grazie, sig. Magnanelli, per le sue parole. La nostra società, cieca e sorda per tante situazioni ma altrettanto sveglia e attiva quando si tratta di giudicare, ha bisogno di parole come queste, aperte ad una speranza. Anche quando trattasi di situazioni oggettivamente indifendibili. Ciò che ha fatto il Don, come dice lei, non si cancella ma rimane. Soprattutto il bene.
  • 17/07/12 Da: CP - so che (credenti o meno) non dobbiamo giudicare se non vogliamo essere giudicati, nè emettere condanne che non è quello il nostro compito, ma se vogliamo esprimere comprensione per la solitudine dei presbiteri resta il fatto che, se a causa di questa solitudine essi cercano conforto con donne più adulte (ovviamente consenzienti) non vi è nulla di esecrabile, magari contravverranno ai dettami dei loro voti ma non fanno del male a nessuno; mi riesce difficile credere che un uomo colto e stimato e con tante amicizie, non si sia reso conto di avere a che fare con una 13enne e non abbia saputo fermarsi in tempo, se percepiva segnali di debolezza o fragilità in sè stesso doveva chiedere aiuto prima, non pentirsi dopo...
  • 17/07/12 Da: Mariano S. - DON GIACOMO NON SI E' VOLUTO NASCONDERE, QUASI A VOLER GRIDARE AL MONDO L'ASSURDA PRASSI DEL CELIBATO IMPOSTO A RAGAZZI INCONSAPEVOLI.
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