06/08/12 10:10
Pesaro (PU) - Legambiente: “Cogliamo l’occasione della presenza della Goletta Verde, per ribadire il nostro appello accorato alle istituzioni, affinché non venga lasciato campo libero al cemento nell’area del Parco Naturale Monte San Bartolo” Fermare l’assalto alla zona del Parco Naturale Monte San Bartolo che da terra e da mare è minacciato dal cemento.
Rimarcare con decisione il no all’ampliamento del Porto di Vallugola e bloccare subito la trasformazione Baia Vallugola dove si prevedono 4000 mq di parcheggio e la realizzazione di un "chiosco" di 400 mq. Le associazioni ambientaliste si chiedono cosa accadrà ancora nel territorio, considerato che questa nuova colata di cemento è consentita dalla previsione urbanistica del Piano del Parco.
Questo il messaggio lanciato con forza dalla Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente per la salvaguardia del mare e delle coste italiane, che, dopo l’approfondimento sul consumo di suolo nella Marche tenutosi a Senigallia durante la mattinata, nel pomeriggio con un blitz ambientalista ha puntato i riflettori sul Parco Naturale Monte San Bartolo, gioiello naturale che proprio per la sua peculiare bellezza è soggetto al rischio dell’assalto del cemento.
“Siamo qui oggi per denunciare l’attacco alla nostra costa che da anni si perpetua ma che ultimamente sta interessando il tratto tra Gabicce Mare e Pesaro in particolare nella zona del colle San Bartolo – afferma Enzo Frulla, presidente del circolo Legambiente Pesaro. Nonostante la zona ricada all’interno del Parco Naturale Monte San Bartolo, essendo una località a forte valenza turistica, è ultimamente molto ambita da chi vorrebbe trasformare il paesaggio per fini privati, in evidente contrasto con principi di salvaguardia, di rispetto e di tutela che quell’area necessita.
Ci riferiamo in particolare – sottolinea Frulla -, al progetto di realizzazione di un parcheggio e di un chiosco-ristorante a Vallugola nonchè alla minaccia al momento scongiurata del prospetto di ampliamento del Porto che li ricade, nel comune di Gabicce Mare.
Il problema più recente, è la costruzione del chiosco, del parcheggio e degli allacci per i camper che si trova nel versante del parco del comune di Pesaro. Cogliamo l’occasione della presenza della Goletta Verde, per ribadire il nostro appello accorato alle istituzioni, alla Soprintendenza e all’Ente Parco – conclude Frulla -, affinché non venga lasciato campo libero alla distruzione dell’area del Parco e che ogni progetto che preveda colate di cemento a discapito dell’integrità del patrimonio naturale venga definitivamente bloccato”.
Il primo progetto contestato nel Blitz ambientalista di Goletta Verde, è stato fortunatamente archiviato, grazie alla forte opposizione della società civile, la conferenza dei servizi, infatti, ha dato esito favorevole ai ricorsi avversi del comitato Vallugola Terra Nostra.
Il progetto consisteva nell’ampliamento del Porto di Vallugola che prevedeva spazi di attracco per 239 imbarcazioni da otto a trenta metri per le quali sarebbe stato necessario scavare ulteriormente i fondali dove ora sono di pochi metri, per renderli idonei ad ospitare questo tipo di barche più grandi.
Conseguentemente all’ampliamento, si prevedeva la costruzione di una massicciata a protezione delle banchine di ancoraggio e il terrazzamento del monte con una strada a doppia corsia per tutta la lunghezza del porto, parcheggi nel lato monte e una rotatoria, altri parcheggi (250 posti-auto) che si sarebbero congiunti con il percorso pedonale dalle stesse dimensioni (fino l’ultima punta del monte), magazzini, uffici, foresterie e alloggi.
Lo scempio è per il momento fermato, ma se si dovesse realizzare tutto questo andrebbe senz’altro a ledere non solo il paesaggio ma anche gli equilibri ecologici della zona, pertanto si richiede che venga definitivamente fermata ogni aggressione alla costa e nella zona interna al parco, dove si profila un nuovo e più recente progetto di cementificazione.
Questo secondo assalto consiste nella trasformazione dell'area della Baia Vallugola lato Pesaro dove si prevedono 4000 MQ di parcheggio e la realizzazione di un "chiosco" di 400 MQ, un progetto inopportuno e dannoso che dovrebbe essere assolutamente fermato con l’intervento dell’Ente Parco e delle Istituzioni regionali e provinciali per la difesa e la fruibilità del bene comune.
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