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Elezioni Fano 2009

Baldarelli sulla segreteria del Pd fanese: “Su di loro gravano pesanti responsabilità”

Francesco Baldarelli

17/06/09 Fano (Pesaro Urbino)- “Siederò in consiglio comunale e svolgerò il mio ruolo di consigliere d’opposizione fino in fondo”. Francesco Baldarelli, candidato sindaco a Cartoceto dove ha conquistato 1600 voti contro i 1743 della lista di Olga Valeri, dichiara di voler continuare il suo impegno politico non solo su Cartoceto ma anche su Fano e sull’intera Vallata.

 
Baldarelli, cosa pensa della sconfitta del Pd fanese?
Ha radici profonde e non si può ascrivere solo a responsabilità individuali: mette in evidenza la mancanza di radicamento e di un progetto per il futuro della città.
 
Pensa che la sconfitta di oggi abbia ancora le radici nel 2004?
Dopo sconfitta del 2004 si e’ preferito dare voce ai personalismi, invece di una analisi seria sulle ragioni della sconfitta. Si è pensato che il tema fosse solo quello di offrire volti nuovi e non contenuti: questo modo di pensare è stato deleterio anche per la formazione dei nuovi gruppi dirigenti.
 
E’ giusto chiedere le dimissioni del segretario Francesco Torriani e del gruppo dirigente del partito?
“I gruppi dirigenti che hanno condotto sino ad oggi il partito non possono non presentarsi come dimissionari: su di loro gravano non solo le responsabilità nel breve periodo ma anche la superficialità e l’opportunismo nell’affrontate le vicende politiche di questi ultimi anni.
 
La politica invece di diventare luogo di analisi, di riflessione e rappresentanza reale si è cimentata su parole d’ordine vuote e retoriche, astratte dalla realtà dei cittadini.
 
La selezioni dei gruppi dirigenti è stata tutta interna alla politica e le opzioni di rinnovamento che si erano manifestate alle primarie sono state assorbite in un sistema di autoreferenzialità.
 
Pensa che Federico Valentini abbia sbagliato qualcosa nella sua campagna elettorale?
Il progetto alternativo di governo della città è stato caricato per intero sulla leaderschip del candidato sindaco, al quale va il ringraziamento per l’impegno profuso.
 
Le forze economiche e sociali, che tradizionalmente hanno contribuito al nostro progetto di governo, sono rimaste ai margini e la loro autonomia associativa e sindacale si è tradotta in separatezza ed estraneità lasciando alle parole d’ordine della destra margini di operatività populista e clientelare.
 
La spinta populistica e del consenso individuale del sindaco è stata contrastata con debolezza e senza costruire le basi per un progetto partecipato e di consenso popolare.
 
Al centro di molte critiche anche il dossier “Brutte Storie”. Lei che ne pensa?
La questione morale è stata orientata allo scandalismo, in molti casi poco rigoroso, che ha finito per offuscare i veri problemi di illegalità criminalità e scambio di potere presenti nella società e che non lasciano indenni anche le istituzioni. La battaglia sulle B5 ha fatto perdere di vista il Prg e ciò che rappresenta per gli equilibri futuri della città.
 
Le battaglie per un modo di governare diverso, onesto e alternativo, non sono apparse reali e le stesse alleanze sono sembrate come dettate dal trasformismo delle persone e dalle proprie ambizioni.
 
In questo quadro si leggono i diversi risultati elettorali di Italia dei valori nel Comune di Fano e alle europee.
 
C’è da dire che le vicende morali che hanno investito la nostra realtà sono state affrontate con la logica del doppio peso e la vicenda delle intercettazioni telefoniche e del modo come si sono tollerate figure come l’ex sindaco di Cartoceto la dicono lunga sulla mancanza di rigore.
 
La Tua Fano, con il 27% dei consensi, è il primo partito di Fano. Che lettura dà di questo dato?
Il consenso della destra, a Fano, è mancato ed è questo il punto dal quale dobbiamo partire.
 
La città nel premiare La Tua Fano indica un futuro alternativo alla destra e ci invita a ricostruire il nostro patrimonio, a delineare la nostra identità di forza popolare legata alla gente, alla crescita sociale e civile della città.
 
Dai democratici ci si aspetta una autorevolezza dei propri dirigenti e una capacità progettuale autonoma e solidale.
 
Il consenso de La Tua Fano non ha potuto contare solo sul radicamento e su un modello organizzativo da vecchio partito ma anche su un fenomeno di identità della città che in altri territori ha interpretato la Lega, a Fano, quasi del tutto assente con il solo 2%.
 
Ospedale unico, azienda multiservizi, porto, strada delle barche: sono state viste come scelte dettate da oligarchie e da lobbie sulle quali i cittadini non potevano incidere e pesare.
 
Si e’ determinato un senso comune secondo il quale Fano fosse penalizzata per la sua collocazione politica o per una mancanza di unità di intenti quando si opera a livelli istituzionali e sociali fuori dalla città.

Redazione Fanoinforma.it


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