24/08/10
Urbino (PU)- La cultura non è fatta di numeri, ma nel caso dell’incontro di Umberto Piersanti, il Cantore dei luoghi persi per eccellenza, al Ristorante Osteria “La Vigna di Novè” di Sestino (AR) va fatta un’eccezione e bisogna darne almeno un paio: “20” e “35”. Il “35” è pari al numero di posti a sedere del locale, mentre il “20” indica le copie vendute in quest’occasione dal ‘Maestro’, come lo hanno simpaticamente chiamato per tutta la serata alcuni ospiti, con la simpatia e la genuinità tipiche dei toscani. Il “20”, dunque, è quel numero che ha sancito la ‘conquista di Sestino’ da parte del poeta, molto soddisfatto “perché ho contribuito a diffondere la cultura in una forma conviviale, un po’ diversa dagli incontri di poesia tradizionali che spesso finiscono per annoiare e tenere lontano il pubblico, in un mercato dove non sono mai arrivato”, affascinato “da un dialetto che a tratti mi richiama il romagnolo e il marchigiano, a tratti l’eugubino”, piacevolmente sorpreso “dalla partecipazione attiva e dall’interesse degli ospiti”, e molto dispiaciuto “per non avere mai visitato prima un paese a due passi dalla mia Urbino che merita di essere valorizzato per le sue eccezionali peculiarità storiche e per il contesto naturale entro cui si inserisce, con tutti questi boschi che arrivano proprio a ridosso delle case.”
Umberto Piersanti è un uomo vanitoso e un po’ narcisista, fuori degli schemi, appassionato, che non ama le rigidità del protocollo e rimane sempre se stesso in ogni circostanza, anche ricorrendo talvolta a quelle espressioni colorite che hanno fatto di lui un personaggio. È il poeta profondo e immediato che il critico de “Il Sole 24 Ore” Franco Loi ha definito “uno dei più degni e originali in questo periodo di ‘moderno e post’ e stantie retroguardie letterarie” e la rivista letteraria “Testo” ‘il più intenso, il più ispirato dei poeti oggi in circolazione in Italia.’ È un padre premuroso segnato dalla sofferenza per il disturbo di Jacopo, sempre presente nei suoi pensieri e nelle sue letture, quel figlio ‘che vive altrove / il suo sorriso arriva / da non sai dove”, quel bel ragazzo che “se io gli dico di chiamare l’ascensore, mi risponde con le stesse mie parole e che deve essere sempre accompagnato perché altrimenti si smarrirebbe.”
Sono queste alcune delle caratteristiche del celebre poeta di Urbino che i partecipanti alla cena hanno potuto conoscere, insieme alla sua capacità di coinvolgimento e di interpretazione non comune a tutti gli autori, specie se poeti. Ricercare le ragioni del successo della serata in questi elementi sarebbe tuttavia riduttivo: Sestino, infatti, negli ultimi tempi sembra aver smarrito lo smalto culturale del passato. Anche in questo avamposto toscano è arrivata la sindrome del “mal di cultura” per cui, chi ne è affetto, privilegia solo gli appuntamenti che attraggono le folle e portano soldi, ritenendo superflue ed elitarie tutte le iniziative che vanno in senso contrario. Il rischio del classico “buco nell’acqua” era concreto, soprattutto di fronte a un’esperienza - quella che abbina i sapori della tavola ai piaceri della lettura - mai provata a Sestino e non troppo diffusa nel Montefeltro: il dinamismo organizzativo del ristorante “La Vigna di Novè”, la creatività dello chef Gianni, la professionalità del servizio curato dalle signore Veronica e Sandra e la fattiva collaborazione dello storico locale Giancarlo Renzi sono stati gli altri elementi che hanno permesso a Piersanti di arrivare alla ‘conquista di Sestino’.
Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 18 settembre, sempre al Ristorante “La Vigna di Novè”, dove sarà presente Lu Ragos, scrittrice veneta che ha pubblicato “DUE e 10”, una raccolta di storie amorose recensita dai più importanti critici e apprezzata anche dal grande Gigi Proietti, con il quale l’autrice sta collaborando a un nuovo progetto, che ha voluto leggerne tre racconti.
|