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Eventi

Quando il maiale si chiama Nino

10/01/12

Mondavio (Pesaro Urbino)- Nino: questo indispensabile animale era chiamato così affettuosamente da tutti, nelle campagne del pesarese, fino a qualche decennio fa. Fu il Prof. Ivo Picchiarelli ad indirizzarci verso un pensiero, una concezione, che presto avrebbe preso forma, diventando un grande progetto culturale e antropologico. Accadde durante un viaggio in pullman, da Urbino a Pennabilli. Nel corso del tragitto, ci accorgevamo come il paesaggio mutasse continuamente: i pioppi del fondovalle e i pini marittimi in cima ai colli lasciavano il posto ai frassini e, ad un certo punto, nell’alta Val Marecchia, lastre d’ardesia sostituivano i coppi sui tetti delle case. Dovunque, però, grandi querce fortificavano i seminativi argillosi, le strade e i ciglioni dei campi. Qualcuno gli chiese: “Professore, il paesaggio cambia ad ogni curva, ma quale elemento è costantemente presente in ogni luogo, così da incarnare la tradizione e lo spirito delle genti che abitano o hanno abitato queste terre?”. Rispose: “il Nino”.

Non capimmo subito quanto quella risposta, con le sue argomentazioni, ci avrebbe affascinato, fino a coinvolgerci in un altro viaggio, ben più lungo, che ancora oggi, a distanza di dieci anni, sentiamo così vivo e forte. Nulla di vecchio, stantio o polveroso, ma anzi attuale, attento, profondamente legato al quotidiano. Una ricerca della propria storia e del proprio territorio, uno stimolo per un nuovo dialogo tra ciò che la tradizione rappresenta nella vita di tutti i giorni e la necessità continua di innovarsi nei linguaggi, negli oggetti e nella nostra stessa identità.

Nacque così, dopo pochi mesi, il progetto
“Io Nino”, territorio di cultura con l’intento di sollecitare ciascuno di noi in prima persona, quindi “io”, alla riflessione e al confronto con le proprie tradizioni e con il “Nino” quale simbolo ed emblema di quest’ultime, per costruire qualcosa di nuovo oggi. Lentamente cominciammo a pensare come esprimere tutto questo, così presero avvio diverse iniziative: “La Festa del Nino”, momento conviviale e di approfondimento rivolto al protagonista del progetto;  

“Ghianday”
, giornata dedicata alla raccolta dei frutti della quercia;

“Parole di mezzeria”
, parole e poesie scritte su una strada lasciandosi ispirare dal paesaggio;

“Filiera del Nino”
, un allevamento (fatto come deve essere fatto!);

Museo delle Terre Marchigiane
, uno spazio di ricerca degli oggetti e dei luoghi del contadino-mezzadro, dedicato alle genti che vivevano nelle Terre Marchigiane, votato alla didattica e alla divulgazione in tutti i suoi aspetti.

Difficile dire cosa sia per noi oggi il Nino: sicuramente ora non è più solo un maiale, ma quasi l’ispirazione di una buona pratica, di valori, di alimentazione e di vita.

Un richiamo attento alle cose e alle persone che ancora si muovono con un ritmo sapiente in un luogo, nel bellissimo territorio della provincia di Pesaro e Urbino, ricco di immagini, suggestioni e sapori. 

Redazione Fanoinforma.it


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