|
15/10/09
bentornato nella mia rubrica...
dopo aver ricevuto numerose chiamate relative all' aumento di capitale di Tiscali ti allego uno studio interessante...
Rimango a disposizione per ogni chiarimento.
Buona giornata
Prima Seat Pagine Gialle, poi Pirelli Real Estate, infine Tiscali: il giochino è collaudato, avanti il prossimo. Negli ultimi sei mesi queste tre società hanno lanciato importanti aumenti di capitale, con i titoli in Borsa che si muovevano sulle montagne russe, prima segnando rialzi anche superiori al 700% per poi sgonfiarsi di botto e ritornare sui livelli iniziali. Ma nella trappola del guadagno facile sono caduti migliaia di piccoli azionisti.
Mediobanca ha curato l’aumento di capitale di Seat Pagine Gialle: il gioco ha funzionato e le altre società le sono corse dietro. Lo schema è questo: prima si procede al raggruppamento delle azioni, si lancia un aumento di capitale a prezzi a fortissimo sconto, e poi si inonda il mercato di nuovi titoli.
Il 9 febbraio scorso, da un giorno con l’altro, 200 azioni Seat sono diventate una sola con il prezzo che passava da 0,049 euro a 9,80 euro. L’effetto è neutro: diminuisce il numero di azioni in circolazione ma il loro prezzo aumenta di 200 volte, con il risultato mantenere invariata la capitalizzazione. Poi lo schema prevede che venga cancellato il prezzo nominale dell’azione e si è quindi pronti a lanciare un mega aumento di capitale inondando il mercato di nuove azioni a prezzi a fortissimo a sconto. Seat agli azionista offriva 226 nuovi titoli ogni cinque posseduti al prezzo di 0,106 euro.
Dal 24 marzo al 2 aprile il titolo Seat è volato del 703% passando da 0,1668 euro a 1,25 euro, per sgonfiarsi negli 11 giorni successivi a 0,169 euro (sette volte meno dai massimi). L’aumento di capitale era partito il 30 marzo per concludersi il 21 aprile. Nel frattempo, mentre gli investitori vedevano il loro titolo volare, il valore dei diritti crollava. Con i diritti al minimo, molti azionisti hanno deciso di sottoscrivere l’aumento di capitale. Il risultato è stato quello di aumentare la propria esposizione nella società che registrava il pieno di sottoscrizioni. Terminato il periodo dell’offerta, sul mercato sono arrivate un’ondata di nuove azioni: il numero complessivo dei titoli è passato da 41 milioni a 1,9 miliardi.
Adesso basterebbe cambiare il nome del titolo, scriverci Pirelli Real Estate o Tiscali e il giochetto si ripete, identico. L’aumento di capitale di Pirelli RE offriva ogni 7 azioni la possibilità di sottoscrivere 135 nuovi titoli. Il 15 giugno scorso le quotazioni di Pirelli RE hanno registrato un balzo del 157% passando da 0,689 euro della chiusura del giorno precedente a 1,8 euro. Oggi il titolo vale solo 0,7 euro. L’aumento di capitale ha fatto il pieno (400 milioni di euro) e il numero di azioni è passato da 44 milioni a 841 milioni.
Tiscali come abbiamo scritto sta ripetendo lo stesso schema: ieri ha messo segno un guadagno del 170% e oggi sale del 57%.
A oliare l’intero meccanismo è il divieto di vendere allo scoperto i titoli oggetto di aumento di capitale. Divieto che non permette di puntare sul ribasso delle quotazioni oppure arbitraggiare titoli e diritti in maniera da riportare il loro valore in equilibrio. Pare che sia anche impossibile trovare sul mercato opzioni di vendita (put).
Fonti della Consob negano che le violente oscillazioni dei titoli dipendano dal divieto di vendere allo scoperto. Sempre dall’Authority ricordano di avere acceso un faro sul maxi-rialzo di Tiscali. “Le modalità dell’operazione sono legittime – riconosce una fonte della Commissione -, ma hanno un che di diabolico: sono pensate per generare confusione e spingere gli investitori a sottoscrivere i titoli, con modalità che ricordano quelle utilizzate da Seat Pagine Gialle”. In quel caso, al termine degli accertamenti, la Consob ha avviato iter sanzionatori verso intermediari italiani e internazionali. Le sanzioni della Consob sono rivolte al raggiro del divieto di short e non invece verso chi i primi giorni di aumento di capitale ha spinto il prezzo del titolo così in alto da offrire un miraggio di facili guadagni ai piccoli azionisti.
“Lo schema adottato è legale. Se si vogliono porre dei limiti agli aumenti di capitale o alla loro diluizione, allora bisogna intervenire sul codice civile, e questo non è compito della Consob”, dice un esperto di diritto commerciale.
|