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21/07/08
Settimana di rimbalzi diffusi per le Borse grazie alla discesa del petrolio. L’oro nero ha perso in 5 giorni l’11%, tornando sui valori di inizio giugno. Stamattina il greggio ha aperto a New York a 129,80 dollari, in rialzo dello 0,7% sulla chiusura di venerdì.
Il testimone per una volta è passato ai finanziari, che a Wall street hanno vissuto un momento di euforia grazie ai buoni risultati di alcuni giganti del settore e ai vincoli più stringenti sulle vendite allo scoperto decisi dalle autorità. L’indice delle principali banche americane è balzato in un’ottava del 15%, dopo 10 settimane consecutive di ribasso.
Il bilancio finale ha visto il Dow Jones guadagnare il 3,6%, mentre più arretrati sono rimasti S&P500 +1,7% e Nasdaq +1,95%. Sui tecnologici ha pesato la chiusura negativa di venerdì, -1,2%, dopo i deludenti risultati di Google -9,8% e Microsoft -6%.
Più consistente il rimbalzo delle piazze europee con guadagni medi superiori ai 3 punti percentuali.
Parigi +4,8% ha guidato la riscossa, seguita da Madrid +4,5%. Più arretrate Milano +1,5% e Londra +3,7%. L’indice delle prime 50 blue chips dell’eurozone ha guadagnato il 3,9%.
La settimana entrante si apre con rialzi diffusi sulle Borse asiatiche: Shanghai sale del 2%, Bombay guadagna lo 0,6%. Le Borse migliori sono Hong Kong +3% e Seul +4%. Tokio + chiusa per festività.
I future sulle Borse europee sono in leggero rialzo a meno di un’ora dalla partenza.
Graficamente, tutti gli indici si sono allontanati dai livelli minimi dell’anno appena toccati, grazie al rientro degli eccessi di ipervenduto accumulati in due mesi di ribasso senza pause. Ora verrà la parte più delicata, ovvero il tentativo di consolidare il rimbalzo. L’S&P/Mib (28.100) deve almeno provare ad avvicinarsi ad area 30mila per poter sperare e si tratta di circa 6/7 punti percentuali.
Se il petrolio continuerà a scivolare e il dollaro non subirà qualche contraccolpo negativo c’è da essere moderatamente ottimisti. In un’intervista pubblicata oggi dall’inserto economico di Repubblica, Bob Doll, economista di BlackRock che amministra 1.500 miliardi di dollari, sostiene che negli Usa il peggio è passato. Ora il petrolio calerà di prezzo, l'inflazione sta per recedere, le industria Usa esportano bene.
Variabili macro. La discesa del petrolio sotto i primi supporti a 133 dollari ha fatto scattare con ogni probabilità qualche presa di beneficio. Per ora non c’è alcuna inversione di tendenza nel trend di medio periodo, anche se il movimento correttivo della scorsa settimana è stato incisivo. I prossimi supporti sono verso 122 dollari. Prime resistenze a 133 dollari.
Poche novità per quanto riguarda i mercati valutari con un dollaro invariato rispetto a euro (1,586) e yen (106,7). Più debole il mercato obbligazionario, che patisce nel breve il rimbalzo delle Borse.
Italia. Le novità:
Italease <BIL.MI> (5,43 eu). La tedesca Dz ha avviato l'esame dei conti, a settembre l'offerta vincolante.
Nav. Montanari <NAII.MI> (2,7 eu). Altro addio di una small cap a Piazza Affari. L’azionista di maggioranza con il 66,5% ha lanciato un’opa totalitaria finalizzata ad delisting a 3,1 eu per azione. L’annuncio non fa che sottolineare una volta di più quanto siano sottovalutati molti nostri titoli quotati. Purtroppo l’unica considerazione che possiamo fare, sulla falsarga di quanto ha sottolineato Assogestioni la scorsa settimana, è che finchè sul mercato ci saranno solo “compratori di performance” e non “compratori di azioni” i risparmiatori saranno destinati a sbagliare sistematicamente.
Risanamento <RN.MI> (1,07 eu). Le trattative per la cessione dell'Area Falck al fondo arabo Limtless sarebbero alle battute finali.
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