26/08/10
Fano (Pesaro Urbino)- Anche il dibattito sulla piscina va riprendendo vigore. Ai molti interventi politici, non sarebbe male aggiungere qualche annotazione tecnica, anche per favorire un ulteriore dibattito sull’importante argomento. Con questo scopo Giorgio Panaroni ha chiesto ad amici architetti un loro breve intervento.
Qui di seguito la pubblicazione di appunti ed annotazioni dell’Architetto Massimo La Perna, sintetizzati in tre punti:
1. Concentrare tutti gli impianti sportivi in una sola zona, potrebbe tornare utile, una volta nella storia, semmai le Olimpiadi fossero assegnate al Comune di Fano; ma i loro utenti di tutti i giorni non usciranno mai di casa indecisi, tra una nuotata e una partita di tennis, e solo dopo aver scelto una delle due, andranno: o alla piscina dovunque essa sia, o ai campi da tennis ovunque essi siano. E l’una e gli altri, in zone diverse, valorizzeranno DUE zone residenziali e divideranno tra esse gli eventuali maggiori traffici, e saranno disponibili, senza complicati trasferimenti, per l’educazione fisica di DUE scuole. Messi vicini, i due impianti non riusciranno ad avere in comune nemmeno il bar, perche’ almeno i nuotatori preferiranno recarvisi in costume da bagno nella piscina stessa. Quanto alla zona Trave, sarebbe necessario piuttosto liberarla di un po’ di inutile cemento (come le inagibili gradinate della pista di atletica) per poter valorizzare i suoi pregi paesistici (fiume e collina), unici così vicino al Centro di Fano. Il parco dell’aeroporto, privo di simili pregi, sarebbe più adatto ad impianti sportivi, ma non voluminosi (limiti di altezza per il volo), e non piscine, così vicino alla Dini Salvalai.
2. Una piscina consuma fiumi d’acqua (e l’unica acqua veramente gratuita e’ quella del mare), quintali di disinfettanti per liberare la stessa dai batteri rilasciati dagli utenti (ed il mare col suo sale ne farebbe risparmiare almeno qualche chilo), e barili di petrolio (o altre fonti energetiche) per riscaldare o raffreddare sia la stessa acqua che l’aria interna; ed il mare, con le sue temperature più calde d’inverno e più fresche d’estate, può alimentare climatizzazioni a basso consumo.
3. Se il Consiglio Regionale si sbrigasse a perfezionare ed approvare la Nuova Legge Urbanistica Regionale (quasi pronta da anni, ma il Comune di Pesaro non ha nemmeno aspettato la Legge), qualunque comune potrebbe procurarsi l’area più adatta per qualunque impianto senza espropriare nessuno, semplicemente separando le cubature private edificabili, dai suoli ai quali il PRG le riconosce, e permettendo ad esse di essere realizzate altrove (il Catasto dovrebbe aver quantificato già da tempo in apposite “microzone” di pari valore, i diversi valori di ciascun “altrove”), in modo che al suolo indicato dal PRG resti solo il valore agricolo, molto più abbordabile per una normale compravendita.
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