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10/09/06
Si riconoscono tre tipi di apnee, centrali, miste ed ostruttive. Queste ultime sono le più numerose e consistono in un blocco del flusso respiratorio oro nasale (per collasso in più punti delle vie aeree superiori) con persistenza dei movimenti respiratori toraco-addominali. Introdotti il concetto di russamento e quello di apnea si può affermare che “russare” non è una malattia ma solamente un disturbo per il << partner di letto >>. La presenza invece, oltre al russare, di una serie sub continua durante la notte di eventi (maggiori di 11/h) apnoici e sub apnoici (ipopnee), ci fa collocare il paziente interessato in una malattia vera e propria: l’ OSAS o “ sindrome delle apnee ostruttive del sonno ”. Il livello di ”gravità” dell’OSAS è espresso dall’ RDI (indice di disturbo respiratorio) che permette di classificare l’OSAS in: Lieve - RDI (indice di disturbo respiratorio) < di 20 (episodi di apnee - ipoapnea/ora) Moderata - RDI > 20 < 30/h Severa - RDI > 30/h Molto severa - RDI > 60/h Maggiore è il valore di RDI, maggiori sono gli episodi di desaturazione (diminuzione della concentrazione di ossigeno) che si realizzano ogni notte per 365 notti l’anno e che si ripetono per molti anni, rendendo cronica la carenza notturna di ossigeno e determinando quindi la presenza di un “rischio cardio vascolare correlato” all’OSAS (per sofferenza cardiaca, cerebrale, ipertensione arteriosa, aritmie etc.). Pertanto quando giunge alla nostra osservazione un paziente roncopatico con o senza episodi apnoici notturni riferiti (il paziente ne ha raramente consapevolezza), è di fondamentale importanza accertare, prima di ogni altro provvedimento, se è presente solamente un problema di roncopatia (simple snoring ) o se sono presenti anche episodi apnoici e in che numero perché ben diverso è il “peso” del problema e variegate le possibilità terapeutiche che possiamo pensare di realizzare nell’uno o nell’altro caso. Fine seconda parte
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