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RUBRICA

Lo Specialista Otorino

a cura di Dott. Giuseppe Migliori

L'ultimo decennio ha evidenziato significative modificazioni delle possibilità diagnostiche e terapeutiche dell'otorinolaringoiatria. Tratteremo argomenti monotematici che potranno essere oggetto di quesiti da parte dei lettori.

LA DIAGNOSI DI FARINGO TONSILLLITE


28/01/08 La diagnosi di faringo tonsillite  

 

Infiammazioni interessanti il distretto orale o orofaringeo in toto, accompagnate o meno da iperpiressia (febbre)  definiscono le “ faringo tonsilliti “ che possono essere acute o croniche.

Allo specialista Otorinolaringoiatra difficilmente afferiscono pazienti con forme acute di faringo tonsillite per le quali è prevalentemente referente il pediatra ma piuttosto quadri di faringo tonsillite ad andamento ricorrente – cronico.

Da uno studio statistico del 1998 su 10.015 casi di faringo tonsillite acute, si evidenzia come  questa affezione interessi prevalentemente la fascia di età che va da 1 a 12 anni e più in particolare colpisca il 19% dei bambini fra 1 e 3 anni, il 46% dei bambini dai 3 ai 6 anni, il 32% dei bambini fra i 6 e i 12 anni e solo il 3% degli adolescenti maggiori di 12 anni.

Quindi il 78% dei bambini fra i 3  e i 12 aa sono colpiti da episodi di faringotonsillite acuta.

La causa di tale patologia è virale nel 70% dei casi e batterica nel restante 30%.

E’ lungo l’elenco dei virus che possono determinare episodi di faringo tonsillite, dai Rhinovirus (responsabili anche dei comuni “ raffreddori “), a quello di Epstein Barr (responsabile anche della Mononucleosi), dell’ HIV (AIDS) ma anche al più banale Enterovirus.

Il grande numero e le loro grandi diversità hanno materialmente impedito la realizzazione di un vaccino che potesse essere efficace ma con scarsi effetti collaterali.

Quindi solamente il 30% dei casi di “mal di gola con febbre” è causato da batteri  che possono essere debellati da un  adeguato trattamento antibiotico.

Nei bambini il 15-30% dei casi di faringo tonsilliti batteriche vanno ricondotte al famigerato Streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEA) responsabile di tante apprensioni, ripetuti esami e terapie iniettive poco gradite; negli adulti questa percentuale si abbassa al 5 – 17%.

Poichè l’ infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A, se non correttamente trattata, può determinare complicazioni cosiddette “focali” (cioè a distanza) di una certa rilevanza, diviene importante poter effettuare una corretta diagnosi differenziale fra forma virali, meritevoli solamente di terapia sintomatica e forma batteriche da SBEA meritevoli invece di adeguato trattamento antibiotico.

Sono innumerevoli gli studi che hanno cercato di individuare dei segni clinici, obiettivi o sintomatologici che potessero risolvere questo problema diagnostico. Oggi possiamo affermare serenamente che l’osservazione della bocca del nostro paziente e/o la sua sintomatologia o i segni di accompagnamento non ci permettono di formulare una diagnosi differenziale certa fra una  faringo tonsillite virale piuttosto che batterica.

La soluzione di questo quesito diagnostico quotidiano ma non banale è l’uso del RAD (test rapido per il rilevamento degli antigeni streptococcici) cioè di un tampone faringeo correlato ad una ricerca immuno enzimatica dello SBEA.

Il  test, che mostra una elevata specificità (maggiore del 90%) ed una buona sensibilità (maggiore dell’85%), è rapido ed eseguibile dal pediatra in ambulatorio con un grande risparmio di risorse, di tempo e di terapie non necessarie e/o dannose.

 

Dott. Giuseppe MIGLIORI


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