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RUBRICA

Lo Specialista Otorino

a cura di Dott. Giuseppe Migliori

L'ultimo decennio ha evidenziato significative modificazioni delle possibilità diagnostiche e terapeutiche dell'otorinolaringoiatria. Tratteremo argomenti monotematici che potranno essere oggetto di quesiti da parte dei lettori.

IL RUSSAMENTO - 3^ PARTE

04/10/06

 

Ma qual è il “prototipo” di comportamento del nostro russatore ?

Il maschio russatore è prevalentemente “trascinato” dallo specialista otorino dal “partner di letto” perché, non avvertendo il proprio russare, ne ha raramente consapevolezza. E’ preoccupato casomai della stanchezza che avverte il mattino e/o durante il giorno, della necessità di andare a riposare, se può, nel pomeriggio, della presenza di sonnolenza diurna che interviene sempre più frequentemente, a volte anche mentre è alla guida.

La femmina russatrice è molto infastidita dal problema “russare”che determina attrito nei rapporti con il “partner di letto” esponendola a facili critiche e vuole pertanto risolvere il problema il più velocemente possibile.

 

Lo specialista otorino, raccolta la storia del paziente imposta l’articolato e completo inquadramento clinico che prevede:

  • studio videofibroscopico dei distretti ORL con particolare riguardo alle fosse nasali, alla bocca, alla regione rino ed ipofaringea;
  • manovra di Mueller modificata, per valutare il livello ed il grado di collassabilità delle strutture oro ed ipofaringee;
  • esame rinomanometrico, per quantizzare la reale capacità respiratoria nasale del paziente;
  • esecuzione di teleradiografia per lo studio dei rapporti anatomici fra velo pendulo, lingua ed osso ioide;
  • calcolo del BMI (body mass index) cioè del rapporto fra peso e valore dell’altezza al quadrato;
  • esecuzione di EGA (emogasanalisi) per valutare la concentrazione ematica di ossigeno;
  • compilazione di ESS (Epworth Sleepiness Scale) per valutare il livello di sonnolenza;
  • studio del sonno (cardiorespiratorio notturno completo o polisonnografico classico) a seconda del quadro clinico, sintomatologico e di rischio presentato dal paziente;
  • visita pneumologica con PFR (prove di funzionalità respiratoria).

 

 

L’esame cardine dell’inquadramento è rappresentato dalla polisonnografia che ci permette di conoscere le caratteristiche del sonno del nostro paziente e studiare, con dovizia di particolari, la presenza o meno di desaturazioni (diminuzioni della concentrazione di ossigeno), le alterazioni dell’ecg (elettrocardiogramma), la presenza di aritmie, di interruzioni del flusso respiratorio nasale (apnee), la loro tipologia (ostruttive, centrali o miste), la presenza di ipoapnee (diminuzioni del flusso respiratorio nasale), le posizioni del corpo assunte durante la notte, la presenza e l’entità del russamento.

L’esame polisonnografico è eseguibile anche al domicilio del paziente ma una maggiore accuratezza della registrazione ed un controllo “visivo” degli eventi notturni è realizzabile solamente mediante un breve ricovero ospedaliero.


Nel << Centro per lo studio ed il trattamento della roncopatia >> dell’ U.O. Otorino di Fano, abbiamo attrezzato una stanza (isonorizzata) dedicata che permette l’esecuzione di una registrazione polisonnografica estremamente accurata ed il controllo di tutti gli eventi notturni del nostro paziente, attraverso impianto di video registrazione.

Vanno effettuate una o due registrazioni del sonno a seconda dei risultati scaturiti dalla registrazione della prima notte.

L’elaborazione del/i tracciati dello studio del sonno deve essere “manuale”, per le sette ore di registrazione e non affidata a valutazioni “automatiche” dell’apparecchio che determinano spesso una sottostima o sovrastima degli eventi patologici registrati.

L’accurata raccolta e l’attenta analisi di tutti questi dati è la garanzia per la formulazione di una diagnosi puntuale sulla situazione clinica del paziente (simple snoring od OSAS) e sulla presenza o meno di un rischio cardio vascolare correlato alle apnee e alle desaturazioni.

Formulata la diagnosi vanno indicate le conseguenziali indicazioni terapeutiche che saranno proporzionali alla gravità del quadro clinico rilevato.

Fine terza parte

Dott. Giuseppe MIGLIORI


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