“L’acqua non si vende”: ben 2.609 firme raccolte a Fano
03/07/10 12:10
Fano (Pesaro Urbino)- Si è conclusa mercoledì scorso la campagna di raccolta firme per il referendum contro il decreto Ronchi (e alcuni articoli di leggi e decreti precedenti) che prevede la possibilità per gli enti locali di affidare ai privati, con contratti decennali, la gestione degli acquedotti e delle altre infrastrutture collegate alla distribuzione dell’acqua. “Complessivamente sono state raccolte 2.609 firme tra residenti nella città di Fano e non- ha fatto sapere Paolo Tamburini (Bene Comune) nel corso della conferenza stampa di questa mattina- delle quali 2055 sono le firme dei residenti a Fano anche se dobbiamo tenere in considerazione il fatto che diversi fanesi hanno firmato anche a Pesaro ed in altre città. Ciò significa che i fanesi che hanno effettivamente firmato per il mantenimento dell’acqua pubblica sono molti di più di 2055. Il nostro obiettivo- ha continuato Tamburini- era inizialmente il raggiungimento delle 700 firme ma poi rilanciammo a 1.000. Il risultato ottenuto, dal 25 aprile, giorno in cui è partita la raccolta firme,ad oggi è di gran lunga più positivo di ogni nostra previsione”.
La consegna delle firme in Cassazione avverrà il 19 luglio 2010. A livello nazionale sono state raccolte un milione di firme ma è interessante notare come la regione Marche sia, insieme alla regione Liguria quella che ha raccolto più firme in Italia.
“Ora viene la parte più difficile- ha sottolineato Luciano Benini (Bene Comune), il portare le persone a votare nella primavera 2011. Per bloccare il decreto Ronchi che impone la privatizzazione del servizio idrico a partire dal gennaio 2012 infatti esistono 3 modi: il referendum, le leggi regionali e la richiesta di modifica di statuto comunale che molti comuni hanno già attuato. Il 7 novembre 2009- ha continuato Benini- io e il consigliere di Fano a Cinque Stelle, Carlo De Marchi, proponemmo una modifica dello statuto che ad oggi non è ancora stata discussa in Consiglio Comunale e non per una dimenticanza del presidente del consiglio Santorelli ma perché all’interno della Giunta esistevano ed esistono tutt’oggi posizioni contrastanti”.
Il punto chiave della modifica richiesta da Benini e De Marchi è racchiuso nella frase: “Servizio idrico locale privo di rilevanza economica”. “In questi giorni, grazie ad una riunione con i capi gruppo dei gruppi consiliari si è finalmente deciso di portare la modifica dello Statuto comunque in Consiglio Comunale aldilà del parere, tra l’altro non necessario, della Giunta. La discussione è prevista per il 25 di questo mese”.
Samuele Mascarin di Sinistra Unita, oltre a ricordare lo sforzo organizzativo fatto per il coordinamento dei vari banchetti per la raccolta firme ha sottolineato come Sinistra Unita avesse già nel dicembre 2009 proposto in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno, avente indirizzo politico in materia di acqua pubblica. Ordine del giorno votato all’unanimità: “Voglio vedere- ha concluso Mascarin- se gli stessi che hanno votato l’ordine del giorno dimostreranno di essere coerenti votando la modifica dello Statuto, quindi l’atto amministrativo proposto da Benini e De Marchi”.
Alla conferenza erano presenti tutti coloro che si sono impegnati nella raccolta firme tra i quali anche Maria Vittoria Baldelli e Mauro Nicusanti della Lista Civica La Tua Fano, i rappresentanti di Fano a Cinque Stelle e Fernanda Marotti del Pd e i rappresentanti della Rete Sociale.