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Politica

Luca Paolini (Lega Nord) in visita al carcere di Pesaro e Fossombrone con i Radicali

Luca Paolini

16/08/10

 Fossombrone (Pesaro Urbino)- Una delegazione composta dal Presidente di Radicali Marche Mainardi, l'On. Luca Rodolfo Paolini (Lega Nord Padania) e tre accompagnatori (Governatori Michele, Oliva Adolfo e Pazzini Fabio), ha visitato nella giornata di ieri le carceri di Pesaro e Fossombrone; visite inserite all'interno dell'iniziativa “Ferragosto in carcere” proposto da Radicali Italiani. Dato che la stampa ha già ampiamente riportato le condizioni del carcere di Pesaro già visitato venerdì 13 agosto dal Presidente Mainardi, con questo comunicato vogliamo portare alla luce le condizioni “quasi a norma” della Casa di Reclusione di Fossombrone. “Ci abbiamo trovato 144 detenuti (tutti uomini), 135 dei quali condannati o definitivamente –dice Mainardi- celle singole di 8mq si trovano effettivamente occupate da un solo detenuto a parte nei periodi di maggiore sovraffollamento dove, dichiarano gli agenti, ‘ci siamo ritrovati a dover mettere dei materassi a terra e far dormire lì i detenuti’. Alta la percentuale di detenuti tossicodipendenti, 39 di cui solo uno in trattamento metadonico. Nessun sieropositivo, 16 affetti da epatite C e 10 con problemi psichiatrici. Solo 13 gli stranieri e buono il numero dei detenuti lavoranti dipendenti presso l'Amministrazione penitenziaria (31) e dei detenuti ‘semiliberi’ che lavorano in proprio (6-8). Per gli agenti, invece, a fronte di una pianta organica di 127, su 107 assegnati, in servizio effettivo ce n’erano solo 103. Sei gli educatori in pianta organica mentre solo 4 quelli effettivamente assegnati (tutti in servizio). Da evidenziare sono le ristrutturazioni di cui necessita urgentemente il carcere (costruito nell'Ottocento) e che si ritrova al momento con due sezioni chiuse. Con questi dati appare evidente come a violare la legge ed il dettato costituzionale sia lo Stato stesso, che si pone nelle condizioni non di rieducare, ma di punire, isolare e, di conseguenza, sottoporre a trattamenti inumani e degradanti che, secondo le convenzioni Onu, si traduce concretamente nella tortura praticata direttamente dallo Stato”.

Redazione Fanoinforma.it


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