19/11/11
Fano (Pesaro Urbino)- Chiedono una "riflessione più ampia" sul tema della sanità gli esponenti locali di Sinistra Unita.
“Il dibattito cittadino e provinciale sulla sanità e sull’Azienda Ospedaliera Marche Nord delle ultime settimane, ci obbliga a una riflessione molto più ampia rispetto a quella in atto. Di fatto, relegare il futuro della sanità provinciale ad una mera locazione di un eventuale nosocomio nuovo, ci sembra riduttivo ed alquanto fuorviante”.
“La nascita spontanea di comitati di cittadini che pongono un doppio problema di trasparenza e di merito sulle scelte non solo trovano la nostra condivisione e sostegno ma evidenziano quanto sia necessario fare chiarezza e dare certezze sia alla popolazione che agli operatori”.
“Non siamo disposti a rinunciare al nostro ruolo politico per delegare “le direzioni tecniche” su scelte strategiche che riguardano la organizzazione del lavoro degli operatori e la possibilità di accedere ai servizi fondamentali per la salute ai cittadini. A fronte di tante complessità il primo problema, non differibile, è l’intervento per l’abbattimento delle liste d’attesa”.
“E’ questa una questione malgovernata dopo l’avvio del Cup Regionale in quanto le stesse zone sono spogliate di competenze organizzative e Regione e Asur non stanno intervenendo a dovere per evitare la critica situazione di allungamento delle attese che costringono i cittadini a rivolgersi alle attività in libera professione dei medici o alle strutture private. Chiediamo, nel rispetto delle norme e del principio sovrano che vede e dovrà vedere la sanità' come bene comune pubblico ,di non favorire le attività esercitate in libera professione fino a che non vi sia il rispetto dei tempi di attesa in regime pubblico SSN. (come indicato dal patto Stato-Regioni) proprio in virtù dell'obiettivo fondamentale della creazione del cup come abbattimento delle liste d'attesa”.
“Per questo l’assessore regionale Almerino Mezzolani deve richiedere una assunzione di responsabilità alle ‘direzioni tecniche’ per far sì che una pensione al minimo non sia tagliata del 30% per una visita necessaria ma impossibile in tempi ragionevoli con il sistema pubblico”.
“E’ evidente che un sistema centrato sul rispetto dei costi perde di vista il peso sociale ed il governo del disagio delle fasce deboli, è evidente che lo spazio dei disservizi apre al mercato e mentre tutto si riduce avanza l’offerta privata con percorsi di nuovi centri privati anche nel settore materno infantile”.
“Un altro problema che va risolto è quello della stabilizzazione di tutto il personale non medico precario che opera all’interno delle strutture ospedaliere. Tagliare sulla sanità è un errore nella misura in cui – per risolvere problemi di carattere funzionale – andrebbe assunto nuovo personale nella sanità”.
“La più grande ed importante sfida è quella del rilancio di un progetto per il territorio, con la creazione di collegamenti con i medici di base, garantendo assistenza domiciliare (in particolar modo a sostegno delle categorie più deboli) e creando servizi extra ospedalieri sul territorio”.
“E’ questo un tema non solitario ma coinvolge la nuova azienda ospedaliera sul piano del governo dei processi e l’Area Vasta sul piano organizzativo e funzionale. Esiste infatti una tipicità demografica che ci chiama a dare risposte. Il ricovero inappropriato ha non solo riflessi economici pesanti ma rende indisponibili risorse (posti letto) per malati acuti”.
“La risposta a questo problema si avrebbe con strutture residenziali assistenziali (RSA), con l’intensificazione della rete domiciliare e con l’attivazione di Case della Salute dislocate sul territorio, che gestirebbero medicina generale con la presenza di alcuni specialisti per intercettare la domanda di prestazioni mediche senza dover ricorrere all’ospedale. Le case della salute dovranno essere l’emblema di una vera e propria integrazione socio sanitaria con l’intervento dell’Asur e dei comuni, e dovranno essere situate nei distretti il cui ruolo fondamentale è quello di fare prevenzione”.
“Una sanità che ha l’ambizione di rappresentare un’eccellenza, non si accredita mostrando avanzi di bilancio o bilanci virtuosi, ma in base all’efficienza con la quale risponde alle domande di prestazioni sanitarie”.
“Sulla questione dei primari, è bene che il tutto si svolga con la massima trasparenza, e che le nomine non siamo solo di mera natura politica, ma di merito. I primari devono essere nominati con concorsi pubblici gestiti da commissioni esterne.
Preso atto di tutti i tagli che si stanno perpetrando sulla sanità, e che non ci sono risorse per rispondere ai bisogni immediati della sanità provinciale, sarebbe bene dichiarare prima di presentare idee sul nuovo ospedale dove verranno reperiti i fondi per la nuova struttura, capire se e quanto il governo centrale stanzierà per il progetto e dove si andrà a reperire il restante”.
“A scanso di equivoci è indispensabile chiarire che la struttura dovrà essere gestita dal pubblico, e quindi i finanziamenti dovranno esserlo altrettanto, per non inventarsi poi ipotetici project financing poco chiari e poco discussi”.
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