06/01/12
Fano (Pesaro Urbino)- Il vice segretario provinciale dell’Idv Davide Rossi interviene sul ruolo del presidente della Fondazione Carifano Fabio Tombari.
“Ho riflettuto a lungo se espormi o no nel dibattito in corso a Fano –dice Davide Rossi- sul ruolo della Fondazione Carifano e del suo presidente. Mi ha colpito il fatto che i partiti e gli esponenti politici di primo piano si siano ben guardati dall’intervenire. Eppure, non si può credere che l’oggetto del contendere non sia di interesse per i politici e i cittadini. Si tratta di discutere su quale ruolo debba avere questa potente e ricca Fondazione nella nostra città al tempo della più grave crisi economica dal dopoguerra. Allora viene da pensare che chi conta si tenga lontano da questa vicenda per opportunismo, come se criticare le scelte della Fondazione sia una questione da ‘chi tocca i fili muore’. In democrazia, invece, non dovrebbero esserci argomenti tabù o off limits, e proprio per questo voglio dire la mia”.
“Io ritengo che sia arrivato il momento, trovando le giuste ed appropriate modalità, che si spalanchino le porte e le finestre anche del Palazzo della Fondazione . E’ giusto che a prendere decisioni su come impiegare questo importante patrimonio che appartiene, in qualche misura, a tutti i fanesi sia un ristretto Cda conosciuto solo da pochi notabili? L’opinione pubblica deve limitarsi a ringraziare a prescindere perché, coma ha detto qualcuno, ‘a caval donato non si guarda in bocca’ o, come io credo, è più utile che partecipi alla formazione delle scelte, così che quella parte di borghesia che gestisce la Fondazione si confronti anche con le priorità sociali e culturali delle altre fasce sociali fanesi? E’ salutare che si apra un dibattito ampio su questo. Penso ad un grande convegno dove la città sia chiamata ad esprimersi. Invito il Presidente Tombari a non vivere male questa discussione ma a coglierla come un’opportunità di crescita”.
“In questi giorni si è parlato molto anche delle molteplici vesti delle stesso Tombari. Premesso che ritengo Fabio Tombari uomo di indiscutibile onestà, non si può non constatare che il suo triplice ruolo di Presidente, di progettista e di imprenditore immobiliare configuri un potenziale conflitto d’interesse. Tombari si trova, a volte, a trattare con l’Amministrazione Comunale per rilevanti questioni urbanistiche che riguardano i suoi interessi professionali e, allo stesso tempo, interloquisce, da un’oggettiva posizione di forza, con la stessa Amministrazione per le opere che realizza come Presidente di Fondazione. Sia ben chiaro che il verificarsi di un conflitto in capo ad un soggetto non costituisce, di per sé, prova che siano state commesse scorrettezze. L’essere in conflitto d’interesse ed abusare effettivamente della propria posizione restano due aspetti distinti: una persona coinvolta potrebbe non agire mai in modo improprio. Tuttavia, il conflitto d’interesse esiste a prescindere dalla effettiva condotta. Per questo , io credo che questa situazione sarebbe meglio, in un senso o nell’altro, rimuoverla. Nell’interesse della città e della stessa Fondazione”.
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