11/01/12
Fano (Pesaro Urbino)- Lara Ricciatti, coordinatrice provinciale Sinistra Ecologia Libertà, interviene sulla questione della Fondazione Carifano.
“E' un problema di cui tutta la città ormai è consapevole. La difesa d'ufficio e burocratica della fondazione Carifano, affidata agli organi di controllo, che neppure firmano con i nomi di chi li compone la nota diffusa ieri, distrae l'attenzione dal vero punto politico. Perché è stato correttamente sottolineato che la questione del conflitto di interessi di Fabio Tombari, posta nel dibattito cittadino, è una questione di opportunità che afferisce all'etica e non al diritto, in quanto non è sanzionata da alcuna legge. Gli organi di controllo della fondazione Carifano devono verificare la correttezza formale degli atti e controllarne la rispondenza allo statuto dell'ente e alla legge. Il collegio dei revisori legali non può sindacare, e tantomeno può farlo il segretario generale, una questione di opportunità, che è lasciata alla sensibilità di Fabio Tombari ed, eventualmente, alle valutazioni dell'organo di indirizzo. Ma che è affidata anche al libero apprezzamento dei vari soggetti politici e sociali della nostra comunità per il rilievo che le decisioni della fondazione Carifano hanno su tutta vita comunitaria”.
“A questo proposito va ulteriormente chiarito, perché se c'è un'ambiguità nel dibattito è proprio questa, che il conflitto di interessi non si pone per le decisioni istituzionali di Fabio Tombari come presidente della fondazione Carifano, assunte chiaramente secondo le regole operative dell'ente. Bensì si pone per il ruolo privato di Fabio Tombari come proprietario e imprenditore immobiliare, nonché ingegnere progettista tra i più affermati, nel quale può evidentemente godere di vantaggi per il prestigio e l'autorevolezza che la carica della fondazione gli assegna, soprattutto se nei vari ruoli relaziona con i medesimi soggetti come l'amministrazione comunale. Il caso dell'ex zuccherificio è emblematico in tale senso, si tratta dal punto di vista politico della più oscura variante urbanistica trattata dall'amministrazione Aguzzi con continui cambi di indirizzo condizionati dalla forza contrattuale e dalla capacità di influenza della proprietà, formata dai più grandi costruttori di Fano e da Fabio Tombari. E se tutta la città ora è consapevole di questa rete intrecciata di interessi il merito va dato a certe inchieste giornalistiche, che soddisfano una diffusa esigenza di trasparenza e un sacrosanto diritto all'informazione e che sono l'humus di una democrazia. Mentre il merito di aver segnalato per prima il nuovo indirizzo della fondazione Carifano sotto la presidenza Tombari, che privilegia le operazioni immobiliari seppure nel rispetto delle finalità sociali dell'ente, va a Sinistra Unita e risale a tanti anni fa; ora ci fa piacere, in un momento di drammatica crisi economica, che sia il vescovo di Fano a muovere in sostanza gli stessi rilievi. L'ingegnere Tombari se ne faccia una ragione. Prenda esempio dal ministro Passera che ha venduto le sue azioni di Intesa Sanpaolo (è vero che nel suo caso c'è una legge che disciplina il conflitto di interessi ma è anche vero che tale conflitto non si era materialmente realizzato) e liquidi le sue molteplici partecipazioni societarie e il suo studio professionale. Oppure si dimetta dalla carica di presidente della fondazione Carifano. Allora potrà affermare, personalmente, che non ha conflitti di interessi”.
|