24/01/12
Pesaro (PU)– Era il 17 gennaio 1962 quando il primo treno carico di italiani arrivò a Wolfsburg. Emigrati che cercavano la loro ‘America’ alla Volkswagen, espressione del nucleo di un patrimonio umano che si è alimentato, nel tempo, fino a diventare un vero motore di progresso e spinta culturale. “L’Emigrante” è la scultura che, nel piazzale della stazione ferroviaria della città della Bassa Sassonia, ricorda l’arrivo dei lavoratori italiani. E sono stati in tanti a omaggiare il monumento nelle celebrazioni del 50esimo anniversario della presenza italiana organizzate, nei giorni scorsi, dall’amministrazione comunale tedesca, dalla Volkswagen, dall’Istituto italiano di cultura e dall’Agenzia consolare d’Italia. Accanto al sindaco Klaus Mohrs, all’ambasciatore italiano in Germania Michele Valensise e ai dirigenti del colosso automobilistico, anche Matteo Ricci e Renato Claudio Minardi, che hanno portato “l’affettuoso saluto della Provincia di Pesaro e Urbino, gemellata da 37 anni con la città della Volkswagen”. Per l’occasione, l’Agenzia consolare ha deciso di ricreare all’interno del centro congressi cittadino le facciate del palazzo ducale pesarese. “Wolfsburg è un modello di integrazione e ospitalità – hanno evidenziato il presidente della Provincia e l’assessore -. Una dimostrazione evidente è rappresentata dalle tante istituzioni italiane che qui sono nate e cresciute negli anni e che hanno avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della multiculturalità, cardine della identificazione europea”. Per il successo della Volkswagen, il lavoro degli italiani è stato decisivo: “Sono arrivati in migliaia con le valigie di cartone, vivevano nelle baracche – aggiungono Ricci e Minardi -. Grazie alla loro forza di volontà sono riusciti a essere parte integrante della città. E all’interno della Volkswagen, molti nostri connazionali sono riusciti a ricoprire incarichi di prestigio”. Il gemellagio tra la Provincia e Wolfsburg si consolida ulteriormente. E la collaborazione va avanti: “Con il progetto Minerve, che ha ricevuto i finanziamenti nei giorni scorsi dall’Unione Europea, nasceranno nuovi scambi che coinvolgeranno i nostri studenti delle scuole superiori. I ragazzi, tra l’altro, avranno la possibilità di osservare da vicino il ciclo produttivo della Volkswagen. In più, avvieremo sinergie tra il museo del Balì e il museo della scienza ‘Phaeno’ di Wolfsburg. Un progetto finalizzato allo sviluppo della cultura scientifica e all’integrazione europea, destinato alle nuove generazioni”.
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