08/05/12 14:58
Laura Serra, coordinatrice dell’Italia dei Valori a Fano, in una nota che abbiamo volentieri pubblicato, prende cappello e si schiera hic et nunc contro il Giro d’Italia. Nel merito delle affermazioni della Serra abbiamo pubblicato il pensiero dell’assessore Santorelli. Vorremmo, però, prendere spunto dalla vicenda per svolgere alcune riflessioni. Dunque, dice la coordinatrice, alla vigilia della manifestazione: "Il Giro d’Italia è una occasione importante per promuovere la città di Fano e tutto il territorio circostante, ma gli alti costi…”. In altre parole, l’evento è importante ma costa. Nella storia dell’umanità c’è stato un Uomo che duemila anni fa ad un banchetto di nozze trasformò l’acqua in vino, ma l’evento a nostra memoria non si è più ripetuto. Fuor di metafora, la tappa del Giro a Fano non è stata programmata l’altro giorno, sono mesi che se ne parla e, forse, la coordinatrice poteva rendere pubbliche le sue motivazioni contrarie al momento che la scelta fu fatta. Per una città a vocazione turistica quale è Fano, essere al centro di una manifestazione sportiva che appartiene alla storia d’Italia (ricordiamo che la guerra civile in Italia il 14 luglio 1948 a seguito dell’attentato a Palmiro Togliatti, venne fermata dalla notizia della vittoria di Gino Bartali al Tour de France), è un fatto di rilievo. Non a caso sono passati 29 anni dall’ultima volta che il Giro si è fermato a Fano, mettere, quindi, in relazione un avvenimento con le buche delle strade (che vanno riparate cari amministratori) appare solo come una polemica fine a se stessa per marcare una presenza politica che potrebbe rivolgersi verso obiettivi ben più importanti. Pensiamo alla crisi economica che attanaglia le piccole e medie imprese, gli esercizi commerciali, i lavoratori dipendenti ed autonomi che non sanno più a che santo votarsi per pagare l’Imu e le cartelle esattoriali che Equitalia continua a mandare. E’ di pochi giorni fa la notizia della chiusura, dopo 70 anni, dell’allevamento Pucci di bovini di razza marchigiana selezionata. Si dice che una società comincia la sua decadenza quando perde il senso della giustizia, quando non è più capace di rispondere alle sfide che la situazione storica propone. Allora la società si sfalda, si disintegra se non si è capaci, non di reagire agli stimoli, ma di andare oltre, di immaginare soluzioni fuori dagli schemi e di applicarle in maniera creativa.
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