22/06/12 09:33
Mondolfo (PU) - Si ai partiti, ma rivisti nella loro forma. Oscilla tra l’antipolitica di Grillo e la Rottamazione di Renzi, la proposta di legge, presentata dal presidente del consiglio regionale Vittoriano Solazzi, dal momento che suggerisce che “siano autonomamente i cittadini a candidarsi alle elezioni del consiglio regionale”. “La mia proposta di legge – afferma il presidente Vittoriano Solazzi - prevede che tutti i cittadini, in maniera libera, possano candidarsi alla carica di Consigliere e presidente regionale, nel caso in cui rispettino certi requisiti. I candidati dovranno essere maggiorenni, avere la fedina penale pulita ed essere sostenuti da almeno 100 firme.
Mi sto muovendo affichè anche i comuni rientrino in questo discorso. Ma sia chiaro che il mio non è un attacco ai partiti, ma ritengo che, tenendo conto anche dei sondaggi, debbano tornare ad essere luogo di confronto affrontando in maniera seria le problematiche che attanagliano la collettività.
Lei è molto vicino al pensiero di Renzi anche se potrebbe essere lei stesso un potenziale rottamato.
“Deve sapere che Renzi, quando parla di rottamazione, non ne fa un problema generazionale bensì una questione di idee e di pensiero. Il nostro paese è controllato da conservatori che lottano per mantenere i propri privilegi: basta pensare che non siamo in grado di riformulare la legge elettorale e di ridurre il numero di parlamentari. E’ giunto il momento di avanzare nuove proposte che siano attuali in relazione ai tempi che viviamo, altrimenti finiremo per essere travolti dal ciclone dell’antipolitica”.
Il Pd a Fano si trova in evidente difficoltà, qual è il suo punto di vista a riguardo?
“Se il Partito Democratico non la smette di litigare al proprio interno, non riuscirà ad tornare ad essere il partito di riferimento della città. Il Pd deve confrontarsi con i cittadini attraverso una linea programmatica. E’ necessario partire dalla proposta, confrontandosi poi con le altre forze politiche. Non si possono individuare prima le alleanze e poi mediare con gli altri partiti per una logica elettorale. E’ terminata quella fase storica. Ora i cittadini si aspettano, indipendentemente dai simboli e dalle correnti, che i propri problemi trovino una soluzione efficace. All’interno del Pd ci sono alcune figure che, a mio avviso, sono in grado di attuare il cambiamento, ma se non trovano il coraggio di iniziare questo percorso, il partito Democratico continuerà ad avere sempre un ruolo marginale”.
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