22/06/12 12:00
Fano (PU) - “La vicenda dell’Ospedale Provinciale è diventato il tormentone degli ultimi mesi e anche nel periodo estivo, l’ospedale unico sarà il leit motiv che ci accompagnerà sotto l’ombrellone”. Questo il pensiero di Andrea Montalbini, consigliere comunale Pdl Fano, che in una nota afferma:
“Sul tappeto diverse opzioni legate probabilmente alle diverse sensibilità e ai diversi obbiettivi:
- abbiamo il dilagante populismo che dice “giù le mani dal Santa Croce” senza spiegarci come rilanciare il nosocomio fanese o meglio come non farlo morire di lenta agonia. Questa visione, veicolata da megafoni e cartelloni fai da te, potrebbe avere un grande ritorno elettorale ma si dimostra vuota nei contenuti e nelle prospettive, direi autolesionista;
- poi abbiamo la prospettiva del “senza sé e senza ma” per cui l’Ospedale Unico di deve fare costi quel che costi e si deve fare a Fosso Sejore solo perché la Regione Marche lo ha ritenuto il sito migliore. Permettetemi di dubitare fortemente delle capacità della Regione Marche che prima di pensare all’Ospedale Unico dovrebbe pensare all’integrazione amministrativa, funzionale ed operativa tra San Salvatore e Santa Croce e spiegarci esattamente cosa ne sarà dei nosocomi di Fossombrone, Cagli, Pergola e Sassocorvaro.
- Abbiamo infine la visione del razionalismo illuminato che non si oppone a priori ad una nuova struttura unica provinciale ma vuole innanzitutto capire cosa ne sarà della Sanità nella nostra provincia auspicando una sanità diffusa e capillare nei territori.
Seguo sicuramente questa terza via. Se vi fossero i fondi per un nuovo ospedale provinciale penso che non dovremmo ASSOLUTAMENTE perdere questa occasione”.
“Il sito – continua Andrea Montalbini - si rivelerebbe strategico e come ho già avuto modo di dire Chiaruccia di Fano, di proprietà pubblica, rappresenterebbe la location perfetta per il nuovo nosocomio. In caso di copertura finanziaria opporsi ad una nuova struttura, sicuramente in tempi di vacche magre come i nostri, sarebbe scellerato poiché oltre a perdere un nuovo nosocomio non sapremmo certo come rifinanziare i vecchi ospedali già esistenti e non sarà di certo la spicciola demagogia a trovare i fondi. Ma senza una seria e funzionale riorganizzazione sanitaria provinciale un nuovo ospedale unico rischierebbe di diventare una cattedrale nel deserto, una scatola vuota. Occorre innanzitutto riorganizzare gli ospedali minori che sono un eccezionale sostegno per l’entroterra senza spogliarli di quei servizi di base come il Pronto Soccorso, il Laboratorio Analisi o la Dialisi. Inoltre anche in visione di una nuova struttura i piccoli nosocomi avrebbero una vitale funzione di filtro”.
“Per questo motivo – conclude Montalbini - non posso che apprezzare l’azione intrapresa dal Comitato La Salute Ci Riguarda poiché vedo la sincera ed onesta battaglia per difendere la salute dei cittadini. Le posizioni del Dott De Marchi in tema di sanità possono essere opinabili ma la sua azione offre una seria informazione e partecipazione che sono i più forti antidoti alle spinte ideologiche, economiche o peggio ancora legate a mere logiche di consenso elettorale. La sfida non si gioca CONTRO l’ospedale unico ma A FAVORE della Sanità e dei suoi protagonisti: il personale medico, i malati e le loro famiglie. Pur non essendo politicamente allineato con De Marchi & Soci (anzi tutt’altro), ritengo che su questioni vitali occorra spogliarsi dell’ideologia e rivestirsi di onestà e concretezza così come ha fatto il Comitato La Salute Ci Riguarda. Basta con il fumo negli occhi e con gli slogan, la gente vuole serietà ed onestà e soprattutto informazione per poter giudicare con la propria testa”.
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