rss feed RSS | newsletter Iscriviti alla newsletter | pubblicità pubblicità | contatti contatta la redazione 
  Fanoinforma il giornale di Fano Pesaro e Urbino domenica 26 maggio 2013 | 9 ° fano fano
TUTTE | Fano | Pesaro | Urbino | Valle del Cesano | Valle del Metauro
HOME| Associazioni | Auguri | aziende | Cronache | Cultura | Eventi | GUSTO | Il piatto... è servito | Politica | Sport | Studenti

Politica

Montalbini: “Dall’integrazione all’ospedale unico ma senza battaglie di retrovia”

Andrea Montalbini

22/06/12 12:00 Fano (PU) - “La vicenda dell’Ospedale Provinciale è diventato il tormentone degli ultimi mesi e anche nel periodo estivo, l’ospedale unico sarà il leit motiv che ci accompagnerà sotto l’ombrellone”. Questo il pensiero di Andrea Montalbini, consigliere comunale Pdl Fano, che in una nota afferma:

“Sul tappeto diverse opzioni legate probabilmente alle diverse sensibilità e ai diversi obbiettivi:

- abbiamo il dilagante populismo che dice “giù le mani dal Santa Croce” senza spiegarci come rilanciare il nosocomio fanese o meglio come non farlo morire di lenta agonia. Questa visione, veicolata da megafoni e cartelloni fai da te, potrebbe avere un grande ritorno elettorale ma si dimostra vuota nei contenuti e nelle prospettive, direi autolesionista;

- poi abbiamo la prospettiva del “senza sé e senza ma” per cui l’Ospedale Unico di deve fare costi quel che costi e si deve fare a Fosso Sejore solo perché la Regione Marche lo ha ritenuto il sito migliore. Permettetemi di dubitare fortemente delle capacità della Regione Marche che prima di pensare all’Ospedale Unico dovrebbe pensare all’integrazione amministrativa, funzionale ed operativa tra San Salvatore e Santa Croce e spiegarci esattamente cosa ne sarà dei nosocomi di Fossombrone, Cagli, Pergola e Sassocorvaro.

- Abbiamo infine la visione del razionalismo illuminato che non si oppone a priori ad una nuova struttura unica provinciale ma vuole innanzitutto capire cosa ne sarà della Sanità nella nostra provincia auspicando una sanità diffusa e capillare nei territori.

Seguo sicuramente questa terza via. Se vi fossero i fondi per un nuovo ospedale provinciale penso che non dovremmo ASSOLUTAMENTE perdere questa occasione”.

“Il sito – continua Andrea Montalbini - si rivelerebbe strategico e come ho già avuto modo di dire Chiaruccia di Fano, di proprietà pubblica, rappresenterebbe la location perfetta per il nuovo nosocomio. In caso di copertura finanziaria opporsi ad una nuova struttura, sicuramente in tempi di vacche magre come i nostri, sarebbe scellerato poiché oltre a perdere un nuovo nosocomio non sapremmo certo come rifinanziare i vecchi ospedali già esistenti e non sarà di certo la spicciola demagogia a trovare i fondi. Ma senza una seria e funzionale riorganizzazione sanitaria provinciale un nuovo ospedale unico rischierebbe di diventare una cattedrale nel deserto, una scatola vuota. Occorre innanzitutto riorganizzare gli ospedali minori che sono un eccezionale sostegno per l’entroterra senza spogliarli di quei servizi di base come il Pronto Soccorso, il Laboratorio Analisi o la Dialisi. Inoltre anche in visione di una nuova struttura i piccoli nosocomi avrebbero una vitale funzione di filtro”.

“Per questo motivo – conclude Montalbini - non posso che apprezzare l’azione intrapresa dal Comitato La Salute Ci Riguarda poiché vedo la sincera ed onesta battaglia per difendere la salute dei cittadini. Le posizioni del Dott De Marchi in tema di sanità possono essere opinabili ma la sua azione offre una seria informazione e partecipazione che sono i più forti antidoti alle spinte ideologiche, economiche o peggio ancora legate a mere logiche di consenso elettorale. La sfida non si gioca CONTRO l’ospedale unico ma A FAVORE della Sanità e dei suoi protagonisti: il personale medico, i malati e le loro famiglie. Pur non essendo politicamente allineato con De Marchi & Soci (anzi tutt’altro), ritengo che su questioni vitali occorra spogliarsi dell’ideologia e rivestirsi di onestà e concretezza così come ha fatto il Comitato La Salute Ci Riguarda. Basta con il fumo negli occhi e con gli slogan, la gente vuole serietà ed onestà e soprattutto informazione per poter giudicare con la propria testa”.

Redazione Fanoinforma.it


commentiNumero commenti (5) Bookmark and Share stampaPDF segnalasegnala



Commenti su Fanoinforma.it
  • 22/06/12 Da: calumet - Vede Montalbini il problema è proprio la testa quando si parla e soprattutto quando si vuole scrivere e scrivere ( la prossima volta le suggerisco non retrovia, ma retroguardia )
  • 22/06/12 Da: Giovanni Frattini - Signori, non la bevete la solfa di Mezzolani & Co, sulle eccellenze. Il piano sanitario attuale prevede "livelli minimi di assistenza e cura". Scordatevi le "alte specialità" perché già in una piccola regione come la nostra sono a Torrette, dove c'è anche il polo universitario, la regione non può permettersi due centri. Le vere motivazioni affaristiche e politiche per cui si fa queste operazioni sono altre, sulla pelle dei cittadini e della loro salute. Come è possibile pensare di sostenere tre ospedali, tre prontosoccorsi come dicono per tenere buona la gente, quando in privato dicono che non possono mantenere i due ospedali attuali? Dove sono gli ospedali territoriali per acuti in rete come in Romagna? Centralizzare significa spendere di più e avere servizi più scadenti, liste d'attesa più lunghe visto che i bacini della popolazione residente non si dimezzano. Se poi passa l'idea dei soldi privati, con il project financing, sia che gestiscano loro la sanità dell'ospedale, sia che si rifacciano sui servizi è un bagno di sangue per il bilancio pubblico, non ne parliamo proprio, sono buoni tutti a fare gli imprenditori con i soldi degli altri (pubblici) e mantenersi con una rendita di appalti trentennali. Già adesso stanno svuotando di funzioni l'ospedale S. Croce in funzione dell'ospedale di Pesaro. Ben presto i fanesi rischiano di rimanere senza servizi sanitar, inglobati da Pesaro. Invece di tagliare i primari doppi e i doppioni si parte dal tetto. Ragazzi non la bevete, non vi fate infinocchiare dalle parole "eccellenza", ecc. ecc. Qui si tratta solo di operazioni di distruzione della sanità pubblica. E di depotenziamento per lasciare un'autostrada ai privati. Altra cosa sarebbe se l'azienda Marche Nord fosse meglio integrata con l'ospedale regionale di Torrette invece di fare campanilismo stupido per ragioni politiche.
  • 22/06/12 Da: massimo la perna - @ io: “sanita’ specializzata” ? i reparti specializzati saranno soppressi per massimizzare l’utilizzabilita’ dei LETTI, pur riducendone il numero totale; sarebbe certo il “culmine” delle loro “lacune”. Se mantenere solo l’ “urgenza” Le sembra un’ “egregia situazione”, e’ inutile discuterne! E’ stato escluso esplicitamente che, nella ns. Provincia, ci possa essere un secondo “Torrette” di Ancona.
  • 22/06/12 Da: Cribbio - Sono daccordo Montalbini e confermo tutto quello che dici. E' ora di finirla con gente che non vuole il bene della sanità ma di se stessi. Si vede che qualcuno non ha altri argomenti di cui occuparsi e allora? la sanità è una cavallo sicuro!! . Questo un tempo ma..... ora?????
  • 22/06/12 Da: io - sono assolutamente d'accordo.
    Creare un ospedale unico significherebbe acquistare finalmente una sanità specializzata di un certo livello, culminando le esistenti lacune nei reparti degli attuali ospedali locali e se si riuscisse seriamente a mantenere i servizi essenziali soprattutto d'urgenza a livello locale avremmo finalmente un' egregia situazione di "benessere" a livello sanitario.
    Io vedo chi si lancia contro questa iniziativa come colui che non ha mai avuto problemi tali da vedersi costretto a rivolgersi agli quegli ospedali che da quì si osservano come se fossero di un altro paese (Milano, Roma, Ancona ecc...) visto che solo in quelli si potevano trovare risposte concrete.
Inserisci il tuo commento

Nome e Cognome:   
Il tuo indirizzo IP verrà registrato - I commenti sono soggetti ad approvazione da parte della redazione



Prossimi articoli













Copyright 2012-2013 © - ANTEPRIMA WEB SRL P.I. 02404490415 |
Registrazione n. 539 del 22/09/2006 presso il Tribunale di Pesaro