31/07/12 10:40
Fano (PU) - Il direttivo provinciale di Pesaro e Urbino Circoli Nuova Italia è intervenuto sul problema della criminalità, in aumento soprattutto durante la stagione estiva, registrando anche la delusione per gli sforzi intrapresi dal Prefetto e dal Questore che si sono poi scontrati con l'incapacità delle amministrazioni locali, dichiarando:
“Alle porte della stagione estiva (che da sempre registra un’impennata di fenomeni delinquenziali) lo Stato (Prefetto e Questore) hanno lanciato segnali precisi e preso impegni concreti dimostrando, ancora una volta, che seppur tra le tante carenze di uomini e mezzi, non intendevano certo starsene con le mani in mano.
Lo scorso 21 giugno infatti, su impulso del Prefetto Attilio Visconti, sempre attento al tema della sicurezza urbana e consapevole del forte disagio che stanno vivendo cittadini e imprese del territorio, si sono chiamati a raccolta i Sindaci dei Comuni più densamente popolati per sancire, insieme a loro, un impegno concreto al fine di incrementare la vigilanza e il controllo del territorio. Precedentemente il Questore Italo D’Angelo aveva già intrapreso una proficua lotta all’accattonaggio con diverse espulsioni di cittadini stranieri e non che contribuivano ad allargare quel tessuto di degrado in cui prolifera la criminalità.
Registriamo con rammarico e delusione che, ancora una volta, gli sforzi del Prefetto e del Questore di Pesaro e Urbino si scontrano con gli intoppi burocratici e le incapacità delle amministrazioni locali, rendendo la nostra Provincia un terreno sempre più fertile per la criminalità. Segnato il grande risultato del Protocollo, sono state le amministrazione comunali entrare a gamba tesa sulla sua applicazione, con il serio rischio di vanificare quanto di buono stanno facendo gli organi dello Stato.
Tornando al protocollo di intesa tra Prefettura, Provincia e Comuni infatti è curioso (e triste) notare come gli impegni che i Sindaci hanno sottoscritto sono rimasti lettera morta (naturalmente a discapito della cittadinanza). All’art. 1 del documento leggiamo infatti di 'ampia collaborazione con le forze dell’ordine', 'intensificare l’impiego delle pattuglie della Polizia Locale', 'provvedere alla vigilanza di parchi pubblici cittadini, nonché alla sorveglianza sugli esercizi pubblici e le attività commerciali', 'istituire il vigile di quartiere', 'intensificare l’attività in materia di tutela del patrimonio'. Continuando nella lettura degli articoli del protocollo possiamo trovare impegni per questioni come 'l’immigrazione e l’integrazione', 'l’occupazione abusiva di aree ed edifici dismessi', 'il degrado urbano', 'la prostituzione', 'la droga e il disagio giovanile', insomma un documento a tutto tondo per affrontare e risolvere i problemi di sicurezza urbana dei nostri territori. Tutto questo, è inutile dirlo, è rimasto lettera morta!
Addirittura, in alcuni contesti, abbiamo dovuto sopportare anche una nauseante diatriba tra Sindaci, Dirigenti e Sindacati della Polizia Locale per futili questioni economiche in relazione al potenziamento dei servizi di controllo del territorio. Siamo davvero imbarazzati di fronte alle manifeste incapacità di taluni amministratori che non possono fare altro che ignorare gli impegni sottoscritti con il Prefetto tradendo le attese di chi è costretto a barricarsi in casa per paura di furti e violenze. Per questo, a breve, chiederemo un incontro con il Prefetto al quale vogliamo indirizzare i nostri ringraziamenti ma anche chiedere che i Sindaci locali siano richiamati con severità ai loro compiti istituzionali e che il Protocollo firmato lo scorso Giugno abbia un resoconto pubblico a cadenza annuale per capire chi davvero sta speculando sulla pelle delle gente”.
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