22/10/08 12:01
Pesaro Urbino (PU) - È uno dei punti forti del suo programma elettorale. La legalità. Le emergenze sono quelle che parlano di sicurezza, mafie, razzismo. E gli interventi che lui ha in mente mirano alla difesa della qualità della vita dei cittadini e alla lotta preventiva contro la criminalità organizzata.
Matteo Ricci, candidato alla guida della Provincia di Pesaro Urbino, apre le prime pagine della sua “agenda”, pronta in caso di vittoria, proprio mentre è in arrivo a Pesaro la 12a Carovana nazionale antimafia, l’iniziativa di Libera (l’associazione di don Ciotti), Arci e Avviso pubblico, che nel week-end fa tappa nel nostro territorio per sensibilizzare i cittadini al dramma della malavita.
«Ma… “Niente paura”, la provincia di Pesaro Urbino non è in pericolo - chiarisce Matteo Ricci richiamando la head-line, il messaggio guida, della sua campagna elettorale - anzi, tutti i dati e le rilevazioni più recenti confermano che quella di Pesaro Urbino è una delle province più sicure d’Italia. Ma lo status di “isola felice” non deve fare abbassare la guardia. Compito degli amministratori è guardare lontano e definire le strategie in vista di possibili sviluppi futuri. Se vogliamo conservare e sviluppare la qualità della vita del nostro territorio, la prima azione da intraprendere è la lotta preventiva alla criminalità organizzata. Perché è anche il primo passo per affrontare la micro-criminalità».
«La provincia, sia chiaro - puntualizza Ricci, che in questi giorni ha firmato su Repubblica.it l’appello per lo scrittore Roberto Saviano, minacciato di morte dal clan dei Casalesi per “Gomorra” - ha avuto e conserva tutti gli anticorpi per espellere eventuali infiltrazioni. Ma pensare che mafia, camorra, ‘ndrangheta siano fenomeni di terre lontane, che non ci appartengono, è d’altra parte sbagliato. Del resto nella confinante Romagna, per esempio a Rimini, è documentata la presenza di infiltrazioni malavitose che già opererebbero nella zona. Ritengo che non si debba sottovalutare nulla e tenere sempre più alta l’asticella della legalità».
Quali strumenti di lotta per chi amministra? Educazione nelle scuole e iniziative di sensibilizzazione, da una parte, e forte coesione sociale, dall’altra. «La Carovana di don Ciotti insegna - spiega il candidato -, bisogna partire dall’impegno nelle scuole perché si educhino le nuove generazioni ai valori della legalità. Ma il punto di forza del nostro programma sarà il rinnovato patto sociale che abbiamo lanciato con la campagna del Pd per le amministrative. Un patto che unisce istituzioni, imprese, lavoratori, forze della società in un lavoro preventivo e coordinato, ognuno nelle sue competenze. A questo proposito voglio esprimere plauso e riconoscenza per lo straordinario lavoro svolto dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, dimostrando grandi capacità investigative e di polizia, in particolare negli ultimi fatti di cronaca. Un nuovo patto sociale, dunque, per difendere un territorio sano e tenere sempre più alta l’asticella della legalità».
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