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L’AMORE…E LA COPPIA

Per questo articolo ringrazio la mia cara amica e collega Federica Maffia, per la sua ricchezza emotiva e cognitiva.


00/00/00 00:00 L’amore, uno dei motori più potenti e sconvolgenti! Di definizioni, aforismi, poesie e canzoni ce ne sono veramente tanti e voler racchiudere questo straordinario sentimento in poche parole è un’impresa impossibile.
Quando si parla d’amore, di qualsiasi aspetto dell’amore, viene quasi automatico associarlo alla gioia, all’appagamento, alla felicità e all’espansione di sé stessi, ma spesso dimentichiamo che l’Amore è un’emozione transitiva che è sempre rivolta verso qualcuno; per questo a volte può accadere che diventi un sentimento doloroso e straziante…pensate per esempio quello che accade a chi ama quando non si sente corrisposto adeguatamente.

L’argomento è vasto e questo articolo tratterà il desiderio che attrae e unisce gli esseri viventi, ma non delle cause per il quale questo avviene.
Parlando di coppia, in questo caso si può chiamare in gioco la passione, nel senso di ”patire”, di rimanere turbati per qualcosa. Certamente incontrare qualcuno, sentirsi innamorati e scoprire di amare l’altro crea la famosa tempesta d’amore, il potere che invade e che travolge.
Quando si ama qualcuno si è coinvolti, amore senza coinvolgimento non esiste perché si tratta sempre di persone che si mettono in gioco incontrandosi e scontrandosi con qualcun altro che lo “trasforma”…sembra che l’amore abbia anche questo potere. Ci si trasforma nel senso di crescita, arricchimento (e non di completamento): l’altro diventa un addendo alla nostra vita, qualcosa che con questa semplice operazione diventa un essere prezioso.

L’amore sta nella condivisione, nella comunicazione e nel confronto, è restare sé stessi in un progetto comune. Ciò significa che l’Amore non equivale a possedere qualcuno e non porta a fondersi/confondersi con l’altro perdendo la propria individualità: è importante non fondare la propria storia d’amore esclusivamente sul “noi”, ma lasciare spazio per un “io”, per un “tu” ed anche per un “noi”.
“Amare ed essere amati” è vitale ed è un’esperienza meravigliosa e, con la stessa forza, diventa terribile quando finisce un grande amore. In questi momenti è possibile provare un dolore indescrivibile che rende sfiniti, come se ci si fosse lasciati arricchire facendo però dell’altro un’unica ragione di vita e dandogli il potere di renderci felici o infelici.

Si sente spesso dire “stiamo bene insieme perché ci lasciamo tutta la libertà”, vi sembra possibile lasciare libera un’altra persona quando la libertà è qualcosa che fa parte di ognuno di noi dalla nascita? Controllo, pretese, manipolazione, cercare di cambiare un altro individuo…sono nemici dell’amore!
L’unico amico è il rispetto, il semplice rispetto per un essere umano e per la sua unicità e, come lo vedo io, l’amore è l’incontro tra due esseri autentici.
Essere autentici è stare con l’altro permettendosi di arricchirlo e da lui/lei essere arricchiti, permettersi di sentirsi addolorati per la sua perdita, ma rimanere con la propria vita nelle mani.

Dott.ssa Silvia Tarsi


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 17/11/09 Da: butterfly - sono una ragazza di 21 anni.
    a novembre dell'anno scorso ho messo fine ad una storia di quasi due anni, e poche settimane dopo ne ho iniziata un'altra con un ragazzo con cui mi frequentavo già da un po'.
    non c'è stato tradimento,ma ho iniziato a provare qualcosa per lui già da quando ero ancora fidanzata.
    ora sto insieme a lui da un anno,ma ultimamente qualcosa mi tormenta.
    lui è un ragazzo straordinario,mi riempie di attenzioni e quando sono insieme a lui mi sento bene. E'intelligente,pieno di creatività,dolcissimo e attraente anche dal punto di vista fisico.
    all'inizio della storia non avevo nessuno tipo di dubbio..il mio carattere è sempre stato molto netto e deciso,non sono una tipa da ripensamenti o mezze misure.perciò,anche molto anomalamente,ho iniziato una storia nuova pochissimo tempo dopo averne conclusa un'altra...
    ora,a distanza di tempo,ho iniziato a rielaborare tutto quello che è successo così velocemente : i perchè,le mie attuali condizioni,il bilancio tra il prima e il dopo.
    premetto già da subito che non mi sono pentita di aver lasciato il mio ex,come ho già detto ho realizzato abbastanza rapidamente di non provare più il sentimento di un tempo e l'incontro con il mio attuale ragazzo non è stato altro che un catalizzatore per cose che in cuor mio sapevo già di dover fare.
    però questa rielaborazione di cui parlo mi porta sofferenza e instabilità,provo grandi sensi di colpa perchè il mio ex ci ha molto sofferto (e non so se ne soffre ancora,dato che abbiamo brutalmente interrotto qualsiasi tipo di rapporto). inoltre,anche se al mio ragazzo non manca nulla,trovo sempre i più piccoli difetti per fare poi un involontario confronto con il mio ex. anche se la maggior parte delle volte il mio ragazzo vince il confronto,mi fa soffrire solo il semplice fatto di farlo.
    riconosco che la storia con il mio ex non è paragonabile a questa per moltissime ragioni : innanzitutto,quella con il mio ex era fondamentalmente una storia a distanza...ciò significa che quando ci vedevamo provavamo sensazioni del tutto diverse dalla mia storia attuale,piena di quotidianità. ma significa anche che la distanza ha sfinito tutto ciò che c'era e ha rivelato che i miei sentimenti,che io consideravo forti,in realtà non hanno retto alla prova.
    inoltre,ho iniziato la mia vecchia storia a 18 anni (tre anni fa) quindi la prima ad essere diversa sono proprio io : prima ero più estrema,vedevo tutto o bianco o nero,mentre la storia con il mio attuale ragazzo mi ha portato a maturare,crescere ed essere più equilibrata. con il mio ex avevamo interessi in comune che oggi non sono più così importanti,come ad esempio l'ideologia politica. perciò eravamo entrambi infervorati,sia anche per la tenera età,e uno dei nostri argomenti di conversazione era proprio questo.
    con il mio ragazzo invece,nonostante la politica sia ancora un interesse in comune, non siamo più così "appassionati" : lui è il primo a non farsi troppo trasportare dalle cose,e ha infuso questo atteggiamento anche a me.
    io sono cresciuta,e lui è quello che cerco io 21enne. ma non riesco ad accettare con serenità che io non sono più la 18enne che andava bene per il mio ex.
    ho sempre bisogno di cercare spiegazioni razionali per tutto,e mi sono resa pian piano conto che in questa occasione non ho avuto tempo di farlo perchè è stato un processo molto veloce : vecchia storia off,nuova storia on.
    devo ancora analizzare per bene ciò che mi fa stare male in questo periodo : è il fatto di non aver completamente somatizzato il tutto,oppure la paura di non aver fatto la scelta giusta?
    se penso al profilarsi di un'ipotesi di riprendere la mia vecchia storia,rifiuto categoricamente : se penso a ciò che mi piaceva di lui,non è più quello che mi piacerebbe adesso. alcune cose che riguardano la mia vecchia storia mi ripugnano,addirittura..quindi il problema non è un pentimento,ma piuttosto una riconsiderazione del tutto.
    cosa significa il fatto che tendo sempre a confrontare il mio ex con il mio ragazzo?e se per alcuni aspetti il mio ragazzo non reggesse al confronto col mio ex,cosa significa?
    da queste domande scaturisce il mio continuo tentativo di cambiare ciò che di lui non mi piace..ma non perchè vorrei che diventasse come il mio ex,altrimenti non avrebbe senso aver interrotto la mia vecchia storia.
    è come se inconsciamente io cercassi di legittimare la mia scelta facendolo apparire la persona migliore del mondo,quando in realtà dovrei semplicemente accettare i suoi difetti (per esempio la pigrizia,o la debolezza delle sue ambizioni). il sogno che ho fatto l'altra notte raffigurava me e lui a passeggio; incontravamo per caso mia madre e mia nonna (mia madre è una delle persone il cui giudizio conta più di tutti per me) e appena il mio ragazzo se ne andava lei esprimeva delle perplessità nei suoi confronti (era come se nella loro conversazione loro due non si capissero,il mio inconscio ha rielaborato il tutto facendo parlare a ciascuno un dialetto incomprensibile all'altro). questo significa che ho paura che qualcuno critichi la mia scelta,e la cosa mi farebbe davvero soffrire.
    cosa significa questa mia tensione irraggiungibile a far diventare il mio ragazzo una persona senza difetti?
  • 22/11/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile "Butterfly",
    ha scritto molto di sè ma chiaramente non abbastanza per poterle dare delle risposte esaurienti (sempre che esistono...). Sento di dirle che non si può stare con una persona con l'aspettativa che cambi, pensando che solo con un cambiamento dell'altro si può trovare la pace dei sensi. Di cosa ha bisogno in questo momento? Cosa desidera oggi per sè stessa? Cosa può fare per poter soddisfare tali bisogni? Sono queste le domande che può porsi e alle quali può rispondere, senza permettere che il giudizio dell' altro abbia il potere sulle sue scelte, perchè è solo lei che può decidere della sua vita!
    Spero che riesca a fare chiarezza verso ciò che sente per sè stessa.
    La ringrazio per aver parlato di sè e per aver mostrato interesse per l'articolo. Un caro saluto.
  • 07/04/09 Da: roberta - sono una ragazza di 17 anni e sto con un ragazzo meraviglioso da circa un anno, tra noi le cose vanno benissimo e ci amimiamo davvero però a volte mi capita di essere triste per lui anche se tutto va alla perfezione e non è che lo voglia lasciare, anzì il pensiero di stare senza lui non riesco a sopportarlo, nonostante ciò sono spesso molto triste, e quando lui mi chiede che cosa ho rispondo sempre che sono solo stanca perchè la giornata è stata dura....perchè vivo queste sensazioni?
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