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RUBRICA

Psicologia

a cura di Dott.ssa Silvia Tarsi - www.silviatarsi.it

L'obiettivo della rubrica è quello di favorire la conoscenza e la diffusione di una cultura psicologica dando la possibilità quindi di "conoscere e conoscersi" promuovendo, così, informazione-formazione su temi di natura  psicologica.
Sito Internet personale:  www.silviatarsi.it

ANSIA DA ESAME

Di regola, ciò che non si vede disturba la mente degli uomini assai più profondamente di ciò che essi vedono. - Giulio Cesare

07/07/06

Palpitazioni, aumento del ritmo cardiaco, aumento della pressione sanguigna, difficoltà respiratorie, pressione al torace, tremore, agitazione…nausea, impulso ad urinare, rossore in volto, sudorazione, prurito... l’ideazione si fa ripetitiva ed è costellata di eventi negativi, ecco che allora l’attenzione si sposta dal compito a stimoli ad esso irrilevanti, difficoltà nella concentrazione e nell’uso di strategie mnestiche... scommetto che in tanti si sono trovati a vivere almeno alcune di queste sensazioni, io, ad esempio, ricordo ancora molto bene il mio primo esame universitario…Sì, tutti passiamo periodi in cui siamo particolarmente ansiosi; nessuno ne è immune, la paura di superare un esame poi non guarda in faccia nessuno e i sintomi sono sempre gli stessi. L’ansia è stata spesso descritta come un fenomeno moderno, viviamo in un mondo che corre sempre più in fretta e ci impone obiettivi sempre più impegnativi.

Ma a cosa si riferisce questa parola che viene utilizzata così frequentemente? Ci riporta ad una risposta emotiva spiacevole a una situazione che viene vissuta come un pericolo; è una reazione normale e del tutto comune. Un lieve grado di ansia può servire a migliorare il nostro comportamento o, se si sta svolgendo un’attività, la nostra prestazione. Il miglioramento della prestazione è proporzionale all’aumento dell’ansia, fino ad un certo livello, superato il quale l’ansia la influenza negativamente.
In particolare l’ansia da esame, così come la paura di parlare in pubblico, è fondamentalmente la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo, dell’eventualità di non essere capaci di superare la prova che dobbiamo affrontare,

ma perché succede? Come mai il soggetto con ansia d'esame, che possiede delle buone abilità per fronteggiare l'esame, le mette in discussione fino ad ignorarle?
Per rispondere a questa domanda è fondamentale prendere in considerazione diversi fattori. Innanzitutto non si possono ignorare gli eventi critici che l’individuo può aver vissuto nel corso della sua vita e che continuano ad influenzarlo nell’adattamento al suo ambiente (perdita di un genitore, abbandono da parte di figure significative, malattie con ospedalizzazioni, genitori affetti da disturbi d’ansia, come fobie specifiche); eventi che andranno a strutturare l’individuo dal punto di vista emotivo-cognitivo e comportamentale. Inoltre, occorre tenere in considerazione i fattori presenti nella situazione d’esame, come ad esempio lo stato fisico del soggetto (la notte precedente all’esame potrebbe non aver dormito o potrebbe aver sofferto forti dolori di diversa natura). Nelle prove orali un altro fattore che sembra giocare un ruolo rilevante è costituito dalle caratteristiche della situazione interpersonale. All'interno di questa categoria sono importanti le caratteristiche dell'esaminatore quali: il sesso, l'età, il suo aspetto, gli atteggiamenti ecc... Lo studente, che si trova di fronte un docente che, ad esempio, manifesta atteggiamenti poco improntati alla comprensione, certamente attiverà cognizioni ed emozioni di tipo ansioso. Un altro gruppo di variabili è legato alle caratteristiche dell'esame, cioè alla sua importanza ed alla sua difficoltà. È logico, ad esempio, attendersi che il primo esame costituisca un evento emotivo più consistente rispetto ai successivi, così come lo è un esame dopo un insuccesso, o esami particolarmente duri del proprio percorso accademico. Tutte queste variabili, però, non hanno un valore a se stante ma necessariamente devono rapportarsi alle caratteristiche personali possedute dal soggetto. Infatti, il soggetto rapporta ed interpreta le informazioni esterne in funzione della visione che ha di sé, ed in modo particolare delle sue abilità.

Tra le caratteristiche personali importanti per la situazione d'esame possiamo inserire la motivazione, le abilità di autocontrollo, le abilità di studio. L'unione di queste caratteristiche, che sono legate all'autostima del soggetto, sono determinanti per l’aspettativa del successo o del fallimento. Inoltre, la vulnerabilità del soggetto con ansia d'esame è legata alla prestazione. Sono il voto basso, l'eventuale bocciatura, la diminuzione della stima da parte dei genitori e/o del partner, ecc., si tratta di elementi che possono mandarlo completamente in crisi. I risultati delle sue prove sono continuamente sottoposti al giudizio sociale (giudizio che può essere reale o interiorizzato), un giudizio che per il soggetto con ansia da prova "deve" a tutti i costi essere completamente positivo. L'uscita dall'ideale di perfezione costituisce una minaccia e rappresenta una catastrofe. Tale visione dicotomica basata sul perfetto-imperfetto (tutto/niente) gli fa vivere una continua tensione, poiché le possibilità di fallire sono molteplici ed ogni errore appare fatale per la sua vita. Giunti a questo punto sorge spontanea una domanda:

"Questa modalità cognitive è legate solo alle prestazioni scolastiche o coinvolge anche altri settori della vita dell'individuo?"

Nella maggior parte dei casi si tratta di un "costrutto cognitivo" che coinvolge anche altre sfere della vita dell'individuo con reazioni comportamentali e fisiologiche, che spesso si avvicinano a quelle manifestate in situazioni di ansia da esame.Quali sono i settori nei quali con più frequenza sono presenti le stesse modalità di risposta ansiosa? sono rappresentati dal rapporto con gli altri e/o con il partner....ma qui si aprirebbe un altro capitolo....

Dott.ssa Silvia Tarsi


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