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RUBRICA

Psicologia

a cura di Dott.ssa Silvia Tarsi - www.silviatarsi.it

L'obiettivo della rubrica è quello di favorire la conoscenza e la diffusione di una cultura psicologica dando la possibilità quindi di "conoscere e conoscersi" promuovendo, così, informazione-formazione su temi di natura  psicologica.
Sito Internet personale:  www.silviatarsi.it

QUANDO SI E' TRISTI?

...Quest'immobile calma e la fiamma del cielo t'ha rattristata, o baci miei timorosi, e dici: "Noi non saremo mai un sarcofago solo sotto il deserto antico e le palme felici!"... (Stephane Mallarmè, da "Tristezza d'estate")


18/09/06

Con questo articolo terminerò la trattazione dedicata alle principali emozioni, tranne nel caso in cui qualcuno di voi lettore ne desideri approfondire alcuni aspetti e, se fosse così, non esitate a scrivermi.

La tristezza: un’emozione interessante ma oscura, un’emozione che ci riporta al senso della perdita (simbolica o reale), non necessariamente riferita ad un evento luttuoso, ma anche ad un valore morale, a un ruolo, alla lontananza improvvisa di una figura d’attaccamento importante ecc. Anche solo leggendo queste parole, sicuramente la nostra memoria ci ha servito qualche ricordo inerente a tale reazione emotiva e…che succede? Improvvisamente il nostro viso mostra un’espressione mesta, si può sentire un nodo alla gola, un intenso sospiro non tarda ad arrivare e, che dire dello stato di immobilità, inattività oppure di agitazione?
Non ci si sente a proprio agio con tale stato, ma spesso gli eventi della vita portano a confrontarci con lei, con la tristezza. Ma andiamo a comprendere quando e perché s’instaura: se l’importanza soggettiva della perdita o del fallimento è molto grande e l’individuo è in grado di far fronte ad esso, la perdita (reale o simbolica) darà luogo a tentativi per evitarla, o di recuperare ciò che è stato perduto, di evitare che si verifichi; la perdita suscita allora rabbia, ansia, gelosia, o speranza, cioè emozioni adattive di lotta, piuttosto che tristezza. Se invece l’evento è soggettivamente meno rilevante o la potenziale capacità di farvi fronte è bassa, la persona proverà tristezza, dovuta all’accettazione (che comporta rassegnazione invece di lotta) della perdita, al distacco dal coinvolgimento con l’oggetto perduto, all’abbandono dei tentativi di modificare la situazione. La tristezza è allora l’emozione che si instaura a seguito di una perdita se e quando l’individuo abbandona la lotta.

E quando la tristezza rischia di trasformarsi in depressione? Non sono affatto la stessa cosa, nonostante spesso vengano usate come sinonimi: quando la valutazione delle implicazioni di una perdita (ad esempio un divorzio, la perdita del lavoro) suscita sentimenti di pessimismo a livello esistenziale, cioè generalizzato all’intera vita che non sembra presentare soggettivamente alcuna speranza, niente di positivo, si può soffrire di depressione. E’ quindi la depressione e non la tristezza, che può essere patologica e per la quale occorre farsi aiutare. La tristezza è invece il risultato di una valutazione di impotenza circa la possibilità di riavere l’oggetto perduto, di cancellare la perdita, ma l’impotenza, contrariamente alla depressione, mette a fuoco l’evento specifico.

Come superare la tristezza? Risulta importante esporsi a stati di cose positivi, quali quelli derivanti da attività e interazioni piacevoli; comportarsi altruisticamente, in quanto rappresenta un evento positivo, auto-gratificante funzionale al controllo della tristezza.

Dott.ssa Silvia Tarsi


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 02/04/12 Da: spaik - ciao sono triste perchè sento cio che mi circonda il più lontano possibile.
    mi segno un obbiettivo ma poi sono demoralizzato.
  • 19/03/12 Da: alessia - Grazie Dott.ssa delle belle parole. Un abbraccio.
  • 15/03/12 Da: alessia - Gent .Le Dott.ssa mi sento tanto triste perché a settembre ho perso la mia mamma. Mi manca tanto.
  • 18/03/12 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Cara Alessia,
    mi dispiace tanto che tu debba provare questo dolore così profondo e pungente! Stai affrontando l'elaborazione di una delle perdite più difficili da superare, ma non impossibili da superare! Forza, usa tutte le risorse che possiedi (interne ed esterne) e se ora senti che non bastano, appoggiati da chi senti che possa aiutarti...non per forza dobbiamo farcela sempre da soli!
    Un abbraccio.
  • 09/01/12 Da: sousou - cado sempre nel pianto e nella tristezza, mi sono stufata delle persone cattive irriconoscenti, persone cattive, che dicono cattiverie,. non riesco più a fidarmi di nessuno, ho avuto tante delusioni, e maltrattamenti. non so come faccio ad alzarmi la mattina ed ad andare avanti.
  • 12/01/12 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile sousou,
    quello che sta provando è molto forte, legato a quanto dice, a situazioni esterne difficili (relazioni difficili). Sappi però che ciascuno di noi è dotato di strumenti per poter proteggersi da un "esterno" minaccioso, arrivando a raggiungere il benessere partendo da se stessi. Scopra i suoi personali strumenti e si dia il permesso di sorridere...se serve anche chiedendo aiuto. Un abbraccio
  • 13/12/11 Da: Frank - Salve, soffro di momenti di tristezza intensa che riesco a vincere solo con l'alcool o la masturbazione. Da tempo ho rinunciato a tentare di innamorarmi perchè il rifiuto della donna mi provoca stati ancora più pesanti di tristezza. Che posso fare?
  • 14/12/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Frank,
    il disagio che riporta richiede un aiuto, non si può sempre pensare di farcela da soli! Se mi scrive a psicologa@silviatarsi.it indicandomi dove vive, posso darle dei riferimenti da contattare per iniziare a prendersi cura di ciò che prova.
    Ha bisogno di scoprire le sue risorse personali per sostenersi piuttosto che ricorrere a strumenti esterni dannosi al suo benessere.
    Forza!
  • 30/11/11 Da: Andrea Malacarne - Salve dottoressa,sono molto triste ed ansioso,stò insieme ad una donna da sei mesi,ma non riesco ad essere felice piu di tanto.Alle spalle ho un matrimonio di 15 anni finito,che mi ha dato due figlie che adesso hanno 25 e 22 anni,piu ho un'altra relazione avuta con un'altra donna che è durata 8 anni e da cui ho avuto una figlia che adesso ha 5 anni.Sono stato libero sentimentalmente per tre anni perchè avevo deciso di non avere piu legami sentimentali,ma poi sei mesi fa ho conosciuto la persona con cui ho iniziato una nuova relazione e mi sono rimesso di nuovo in gioco.Anche lei viene da esperienze finite male.Quello che non capisco è perchè non riesco a vivere bene questa mia nuova relazione,lei non mi da sicurezze sul nostro futuro insieme,mette sempre le mani avanti su tutto,ed io gli voglio molto bene ma non sono felice,o per lo meno non come dovrei esserlo.Alle volte penso a come sarebbe se la lasciassi,ma poi penso che non potrei perchè mi mancherebbe tantissimo,ma lei fa sempre un mucchio di discorsi destabilizzanti anche se con i fatti poi dimostra di volermi bene.Insomma io penso che questa sarà la mia ultima storia,perchè non ho piu voglia di soffrire per amore,ma la cosa piu difficile per me è star da solo,perchè se potessi essere felice senza legami sentimentali sarebbe la soluzione a tutto....forse
  • 01/12/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Andrea, non ho ben colto la sua domanda. Dalle sue parole sembra che sia stanco di soffrire per amore (dopo due separazioni importanti) ed ora desidera sentirsi soddisfatto e sereno per ciò che fa e per ciò che ha. Se è così, io credo che occorre esserlo prima di tutto indipendentemente dalla persona che si ha accanto, cioè, se non si ha chiarezza di ciò che si desidera e dei propri bisogni è difficile cogliere se anche la persona che ci sta accanto soddisfi tali esigenze...come può iniziare ad ascoltarsi?
  • 12/07/11 Da: pietro bosna - Salve sono molto triste a causa della separazione con la mia compagna dalla quale ho avuto una bimba di 2 anni. Tengo a precisare che ho perso mio padre da circa 9 mesi e la mia ex compagna da 4 mesi.Anche se cerco di distrarmi o di recuperare il rapporto il tutto avvolte mi sembra vuoto e privo di senso alternato da asprazzi di relativa gioia.
  • 25/07/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Pietro,
    il suo sentirsi molto triste lo trovo opportuno rispetto al momento che sta vivendo: sta elaborando due "lutti", seppure si tratti di due perdite molto diverse tra loro; allo stesso tempo passerà del tempo con sua figlia che di certo sarà un buon motivo per essere gioioso. Si accolga per questo momento così difficile e se sente di aver bisogno di aiuto sono certa che troverà il modo per farlo. Se io posso darle qualche indicazione in merito non esiti a scrivermi a psicologa@silviatarsi.it. Un caro saluto.
  • 25/05/11 Da: Laura - Gentile Dott.sa, mi sento molto triste per svariati motivi... a causa dell'insoddisfazione della mio percorso di studi, ed in particolare per alcuni miei comportamenti passati (dovuti appunto alla mia tristezza), che hanno portato il mio ex ragazzo a prendere la decisione di lasciarmi... colpo durissimo, dal quale dopo quasi quattro mesi non mi sono ancora ripresa (era una storia a distanza, ha preferito che non ci vedessimo, nonostante avessimo pianificato un viaggio). Al momento sto cercando di mantenere un rapporto di amicizia, che mi causa comunque un dolore molto grande... (quasi come se ogni volta che lo sentissi, lui riconfermasse la sua decisione ed annullasse le mie speranze). Ma forse quel che mi rende piu' triste e' la consapevolezza che a causa del mio carattere debole, non riesca a raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo (al momento sono all'estero alla ricerca di un lavoro, ma si e' rivelato piu' difficile di quanto pensassi)... motivo, il mio carattere, che ha spinto lui in questa direzione e nonostante i miei sforzi, date le circostanze mi e' stata negata qualsiasi possibilita' di mostrarmi migliore. Come dovrei comportarmi, Dott.sa? Concentrarmi unicamente su me stessa? La ringrazio in anticipo per l'attenzione.
  • 12/06/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Laura, mi colpisce che chieda a me come lei può comportarsi...lei cosa desidera per se? sentirsi serena indpendentemente da "un altro" o legare il suo equilibrio ad "un esterno da lei"? quali sono i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue esigenze? come può soddisfarle? Non aspetti che sia qualcun altro a permetterle di essere se stessa e di mostrarsi migliore, può farlo ogni giorno guardandosi allo specchio, inizi da qui! un caro saluto
  • 24/04/11 Da: Ferna - Gentile Dott.ssa sono triste a tempi alterni da un pò,in questa ultima occasione è stato perchè ho visto l'ennesimo volta faccia e successiva manipolazione di mia mamma.Lo so lei è così di carttere, ma questo suo ultimo comportamento, aggiunto ad un cattivo rapporto con il mio fidanzato e a problemi sul lavoro, mi stanno facendo non solo rassegnare dentro,anche se esternamente sembro ancora lottare. Invece mi sento triste, sola, due emozioni che con la rassegnazione imparo ad accettare dentro di me, anche se fuori, sembra che metto il punto e sembro lottare. Non è così, non vedo futuro fortunato per me ed inizio a vedere chi mi ha amato fin'ora con occhi diversi...occhi "peggiori" che sembrano aprirsi ora e stancarsi di sopporare ripicche, angherie e mancanze di rispetto.Speriamo che cominci di nuovo a sorridere, prima che qul che ho dentro mi renda molto sola, internamente ed esteriormente, ancor più di come sono.Il suo articolo è sintetico ed interessante,un saluto.
  • 09/02/11 Da: luca - ...sono triste a causa di un amore non corrisposto non hostante tutto cio continu afrequentare la stessa persona da anni tra di noi ci sono i monenti in cui tutto sembra essere gioia in alcuni il contrario,be non posso non dire che ci siano stati varie occasioni di avere rapporti sessuali in cui ogniuno di noi a accettato di codividere i propi sentimenti e le propie emozioni quelle fatte di vero amore ma poi tutto e ritornato da capo forse sara lei che non corrispond e a me ?abbiamo e ancora ce un rapporto tra noi veramente forte,mentre lei mi considera un amico ,e luomo piu importante dopo suo padre,io invece ripetutamente tante volte,e ancora continuo a ripeterle che non ho la sua stessa consideraxione,di mio io credo che lei dice di considerarmi un amico ma forse perche non vuole ammettere che non e vero,abbiamo sempre parlato di trovare una soluxione a tutto cio,ma mai abbiamo definito nulla,io da tutto cio sono tormentato,in continuaxione mi ripete sempre la stessa domanda,,,,semi fidanzassi?,,,be svariate volte ho chiesto spiegaxioni alla sua domanda ma mai nulla di concreto,,,come devo comportarmi?sono stato sempre sincero con lei e lei con me,,abbiamo vissuto ogmi attimo di ogni cosa in cinque anni gli sono stato accanto in momenti terribbili di sue storie e relaxioni con altri finiti male,,io so solo una cosa qualsiasi cosa succeda seguiro sempre le sue tracce,,,in tutto questo ci si continua la stesso a frequentarci non so come agire
  • 15/02/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Luca,lei mi chiede come deve comportarsi, ma da quello che leggo sembra che lei abbia già deciso: "io so solo qualsiasi cosa succeda seguirò sempre le sue tracce" decidendo quindi di rimanere legato ad una persona che, lei mi dice, non sta corrispondendo il suo amore. Se dovesse decidere qualcosa di diverso per lei, per esempio di amarsi maggiormente, rispettarsi, definirsi con l'altro, allora potrà chiedere un aiuto per raggiungere questi obiettivi. Mi scrive che siete sempre stati sinceri l'uno con l'altro e le chiedo se ha mai confidato alla sua amica quanto si sente triste rispetto al vostro rapporto. Potrebbe iniziare da questo, che ne pensa?
    Un caro saluto.
  • 06/02/11 Da: Luna - Ah cara Dottoressa... se lei potesse rispondermi ne sarei immensamente felice, nonostante mi senta in colpa per paura di arrecarle disturbo o altro! E' da un bel po di mesi che sono triste e mi sento vuota (precisamente dal mese di settembre). Non ho un motivo ben preciso (almeno credo), ma provo un po ad elencarle i miei continui pensieri: ricordi tristi di figuracce e sbagli, ricordi tristi di amicizie apparentemente secolari finite per un nonnulla e impossibilità di chiarisi (sono arrivata ad aver paura di una mia ex compagna), esami all'università, pressioni da parte degli insenganti, vita monotona, impossibilità di reagire a fatti ingiusti, incapacità di guidare l'automobile (mi fa sentire insignificante), paura di non amare più il mio ragazzo (che è la cosa che mi strugge più di tutto in assoluto). Ormai è da parecchio che rimurgino sempre sulle stesse cose, piango spesso... non so cosa mi succede e non ho nessuno con cui parlarne, fino ad ora ho tenuto tutto dentro! Mi piacerebbe tanto capire come potrei risolvere questa situazione e ritornare a sorridere come prima. Grazie...
  • 15/02/11 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Cara Luna, sono qui a risponderle e a tranquillizzarla sul fatto che non mi disturba e, visto il mio lavoro, è un piacere per me essere di aiuto in qualche modo. Anzi, è un piacere sapere che dopo tanti mesi attraverso il mio articolo si sia sentita stimolata ad esprimere quello che pensa e quello che prova chiedendo aiuto, dando importanza al suo desiderio:tornare a sorridere!! Questo è possibile se lei lo desidera, evidentemente ha maturato la decisione che lei vale e che merita di sentirsi libera di essere, pensare e fare quello che è più importante per lei. Le consiglio di richiedere una consulenza da un/una collega, in modo che lui/lei valutino,assieme a lei, la sua situazione. Se non sa a chi rivolgersi, può scrivermi a psicologa@silviatarsi.it e possiamo vedere in che modo posso aiutarla in tal senso.
    Le mando un caro saluto.
  • 13/09/10 Da: Paolo - Mi sento triste perchè so di non poter avere una ragazza della quale credo mi sia innamorato! è la mia migliore amica, ci siamo frequentati molto, ma è sposata. un matrimonio difficile, ma pur sempre un matrimonio. con me si confida, ma ora ho paura che io mi stia avvicinando troppo perchè ho paura di perderla. vorrei staccarmene e allentare un pò le cose perchè mi opprime questa cosa, ma mi sento legato da un gran bene che le voglio. vorrei lottare per superare questa cosa ma non ne ho le forze e mi sento molto a terra. mi sembra un labirinto senza uscita. il mio malessere si ripercuote nella vita quotidiana e mi sento un vuoto dentro. non posso nenache dirle quello che provo perchè rovinerei tutto. spero mi possiate dare un consiglio per uscire fuori da questo malessere...
  • 21/11/10 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Paolo, l'esperienza che descrive sembra molto vicina a quella di Alfredo! entrambi state provando dispiacere per un amore non corrisposto (e neanche dichiarato!) e timore di perdere anche l'amicizia di questa persona. Mi sembra difficile affrontare questa situazione senza parlare con lei!! mi sto chiedendo cosa vi spaventa del confronto con lei su un sentimento così importante e autentico. Non rovinereste nulla, perchè nel vostro cuor e nella vostra mente quel rapporto con lei è già cambiato!!!
  • 12/09/10 Da: Alfredo - Buona sera, spero mi possa dare un aiuto. può sembrare stupido e banale, ma mi sono innamorato di una mia amica sposata. il suo matrimonio non va bene e in me trova una persona cara che l'aiuta. solo che io so che non si lascerà con il marito e so anche che non potrò mai averla. è un rapporto che si è creato con il tempo e il fatto che io abbia paura di perderla mi fa stare male.capisco che è bene che io me ne vada e non la cerchi tanto come sto facendo. non posso confidarle ciò che provo perchè potrebbero esserci degli effetti devastanti. il perderla il solo pensiero di poterla perdere mi fa star male. non so come comportarmi. spero da Voi poter ricevere un aiuto per qst mia situazione. lei mi vuole bene come un amico nulla di più io invece me ne sono innamorato e l'ho percepito da poco tempo.
  • 23/06/10 Da: chiara - io sono triste da sempre ,non ricordo momenti felici.Ormai non mi resta niente ,dentro di me c'è solo il vuoto più totale.Secondo me non serve illudersi in una speranza perchè ti fa rattristare di più.
  • 10/01/10 Da: francesca - 10/01/2010.. buongiorno,oggi mi sento terribilmente triste.Pensare al futuro e non vedere nulla,vivo da un anno e mezzo da sola dopo una separazione,i miei genitori tutt ora oggi non riescono capire,credono ancora che io sia la ragazza ribelle che non vuole responsabilità..ma non è così,ne ho avute fin troppe,ed ora ne ho ancora di più perchè vivere da soli non è facile.
    Sono costretta a mostrare quello che gli altri credono di vedere e cioè che sono forte,ma una volta ferma a pensare ono così debole che perdo tutte le mie forze che sono costretta a tenermi stretta perchè se le perdo on mi resta altro.
  • 14/01/10 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Francesca,
    dal suo testo leggo che si sente triste, sola e non si dà la possibilità di esprimere ciò che sta provando per mantenere indenne la figura della persona forte, invincibile agli occhi dell'altro. E in tutto questo lei dov'è? Rispetti ciò che sta sentendo in questo momento della sua vita dandole il valore che merita. Quando vorrà farlo sentirà solide le sue risorse (la forza di cui parla) e allora non dovrà più tenersele strette perchè faranno parte di lei.
    Un caro saluto
  • 20/08/09 Da: Daniel - mi sento triste e non riesco a capire da dove proviene queto disagio.. non mi manca niente a livello affettivo e professionale ma dentro di me qualcosa non va e mi sento depresso, non ho più l'entusiasmo che prima mi avvolgeva.
    Un saluto
  • 28/07/09 Da: Tiziano - Buona sera. Non so se è normale, ma perchè pensare ancora ad una ragazza che mi ha rifiutato e a cui volevo molto bene? Mi sono allontanato perchè pensavo di stare peggio avendola come amica e così in effetti sarebbe stato. Ma soprattutto ha senso ricercarla? lei non si è più fatta sentire, io non voglio la sua amicizia e lei non vuole me! ricercarla potrebbe farmi più male penso...
  • 28/07/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Tiziano, io credo che le domande che mi pone possa rivolgerle a lei stesso e nel rispondersi può essere utile che lei si accetti per le emozioni autentiche che sta provando e decida cosa è più protettivo per lei oggi. Inoltre penso che una relazione (d'amicizia, di lavoro, di coppia, ecc) per essere tale deve essere desiderata da entrambe le parti.
    Quale sarebbe il suo obiettivo e la sua aspettativa nel ricercare questa ragazza?
    Le mando un caro saluto e la ringrazio per l'interesse che ha avuto verso l'articolo.
  • 14/07/09 Da: Paolo - Mi sento triste perchè mi ha rifiutato una ragazza a cui tenevo molto! sembra banale ma per me non lo è! tutti mi dicono di lasciare perdere ma non ce la faccio! C'era un bel rapporto con lei m a lei vuole solo la mia amicizia!Sicuramente non le piaccio fisicamente, visto che mi disse che con me si trovcava molto bene e non voleva che me ne andassi. Io invece sono sprito da lei perchè non mi accontentavo della sua amicizia! Ogni tanto la incontro e penso che potevamo stare bene insieme e invece no...! Spero che mi possa dare un consiglio, se c'è un modo di superare questa cosa!grazie, distinti saluti
  • 14/07/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Paolo,
    non c'è un unico modo per superare la sofferenza derivata dall'essere lasciati o "rifiutati", come lei stesso afferma. Può essere utile che rifletta sul significato che per lei può assumere una fidanzata e quale bisogno personale pensa che lei vada a soddisfare, per poter così realizzare ciò che desidera con le sue risorse. Non possiamo far cambiare idea alla sua ragazza e quindi renderla diversa, non abbiamo questo potere, tuttavia lei stesso ha potere sulla sua vita e, per esempio, decidere che ha valore e che può farcela anche senza una ragazza che la consideri indispensabile.
    Un caro saluto
  • 08/07/09 Da: Giulio - Gentile dottoressa.
    La mia tristezza nasce dalla mia invidia che provo nei confronti delle persone che mi stanno attorno.
    Non capisco come poter smettere di essere triste e di conseguenza invidioso.
    Agli altri invidio qualsiasi cosa.
    Non che io non abbia niente,ma semplicemente è come se l'erba del vicino fosse sempre più verde.
    Mi sento sfortunato,maledettamente sfortunato.
    Non sono contento della mia sorte.
    E di conseguenza sono triste.
    Spero di ricevere qualche utile suggerimento.
    La mia tristezza e invidia mi demotivano...
    Grazier per l'attenzione
  • 08/07/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Giulio,
    lei mi chiede un suggerimento e quello che sento di dirle è di prendersi cura una volta per tutte del suo non permettersi di godere di ciò che è e di ciò che ha; questo significa soffermarsi a riflettere da dove nasce questo suo boicottarsi e raggiungere la consapevolezza che lei ha tutto quello che serve per poter imparare ad essere contento di sè.
    Un caro saluto
  • 06/06/09 Da: Adele - IO sono quasi sempre triste:mi manca un uomo,un lavoro decente e una sernità interiore.Come posso fare?Grazie
  • 07/06/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Cara Adele, scrivi ciò che ti manca, quello che non hai, ma conosci invece ciò che possiedi che ti può permettere di arrivare ai tuoi obiettivi?
    Di quale aiuto senti di avere bisogno in questo momento?
  • 29/05/09 Da: SIMONETTA - Gentile dott.sa, la mia tristezza dipende dall'irraggiungibilità di una persona a cui volgio molto bene, che ne vuole a me, ma che continua a sfuggirmi, in tutti i sensi. Sebbene so che non potrà mai esserci piu' di una semplice amicizia, non riesco a fare senza e piu' cerco di dimenticare, più sto male, più aspetto.
  • 31/05/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Simonetta, dal suo breve commento la frase che mi fa figura è "so che non potrà mai esserci più di una semplice amicizia...più sto male, più aspetto" e in relazione a questo le chiedo: lei cosa desidera per sé stessa? in che modo si blocca in una situazione in cui sa di non poter avere "più di una semplice amicizia"? Spero di cuore che lei possa darsi la possibilità di rispondere a queste domande.
    La ringrazio per l'interesse che ha mostrato verso l'articolo. Un caro saluto.
  • 24/05/09 Da: Marco - Sono molto triste..pare che tutte le persone che incontro e che reputo interessanti sotto vari punti di vista..amore,affetto,amicizia..prima o poi si comportino con me in modo incomprensibilmente scorretto..e di questo sono molto dispiaciuto..Ho sempre la speranza che qualcosa cambierà...non è molto costruttivo questo commento..comunque porgo a tutti cordialli saluti...
  • 25/05/09 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Marco,
    innanzitutto le dico che ogni pensiero personale può essere costruttivo se lo vogliamo. Scrive che sta provando tristezza per la delusione sperimentata con delle persone: non possiamo cambiare i nostri interlocutori ma di certo può vedere cosa può fare lei stesso per evitare il reiterarsi delle situazioni di delusione.
    La ringrazio per il suo interesse verso l'articolo. Cordiali saluti.
  • 24/07/08 Da: massimo - sono triste e non trovo rimedio. il fallimento di un matrimonio quasi contemporaneo alla perdita di una persona cara mi ha demolito.non riesco a lottare non ne ho le forze ed ho paura di finire male.....
  • 25/07/08 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Massimo,
    purtroppo proprio quando lei doveva elaborare il "lutto" per la perdita di una persona cara (momento delicato che richiede tanto tempo) è arrivata per lei un'altra prova, un altro "lutto" seppure diverso dal precedente. Comprendo il vuoto e la perdita di forze per un cambiamento radicale, per la perdita di un equilibrio che lei si era creato. Ma dia fiducia a se stesso, alla sua capacità di rialzarsi, come forse avrà fatto in altri momenti della sua vita e sappia anche chiedere aiuto perchè questa è un' ulteriore grande risorsa umana. Non so da dove mi sta scrivendo ma ovunque lei si trova ci sarà una collega che potrà aiutarlo a riprendere di nuovo una "strada" percorribile.
    Sarò qua se lo desidera. Le mando un caro saluto.
  • 07/04/08 Da: federica - sono triste da quasi tre mesi e lo posso dire con sicurezza in quanto mi sono riconosciuta nel sintomo della rassegnazione anche se aggiungerei che si è molto tristi quando si è così vicini all'obiettivo e in un istante questo ci sfugge: non parlo di delusione in quanto è uno stato d'animo di qualche giorno ma di un perenne e costante inseguire quello che per me è un nuovo lavoro in quanto da quando sono senza tutto mi sembra vuoto e insignificante e i pomeriggi lunghi persi a pensare a un modo per impegnare il tempo.
  • 23/09/06 Da: Dany - Credo che la tristezza a volta sia utile purtroppo. Se si è abbastanza forti a superare momenti di tristezza e non entrare nel tunnel della depressione si diventa sicuramente più forti e più sicuri di se stessi. Complimenti per la rubrica
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tabella 21/02/10 | PSICOLOGIA | Il senso che desidero dare a questo articolo non è tanto quello di “istruire” i lettori sulla differenza esistente tra i due interventi, perché ciascuno sarebbe in grado di informarsi, per esempio tramite gli usuali motori di ricerca sul web; ...

LO STRESS LAVORO-CORRELATO

stress 28/12/09 | PSICOLOGIA | Il recente Dlgs. 81/2008 del “Testo Unico per la Sicurezza sul lavoro” ha introdotto nella normativa italiana l’obbligo per il datore di lavoro di una specifica valutazione del rischio derivante dallo stress lavoro-correlato.
Negli ultimi anni, infatti, è notevolmente accresciuta ...

Omicidio-suicidio tra le mura domestiche

schizofrenia 26/10/09 | PSICOLOGIA | Tra il 2000 e il 2008 in Italia ci sono stati 340 omicidi-suicidi per un totale di 1000 vittime. In media quasi un caso ogni 10 giorni. Secondo il Rapporto Eures-Ansa 2009 sull’omicidio volontario in Italia, il 90% degli omicidi-suicidi ...

Come ti proteggi da…?

ancora di salvezza 01/09/09 | PSICOLOGIA | Vi siete mai soffermarti ad osservare quello che fate per proteggervi da critiche esterne, da situazioni sociali particolari e quindi da vissuti emotivi, come la tristezza, la disperazione, la paura, la rabbia, il senso di solitudine, il senso di colpa ...

I vostri commenti ed e-mails cosa esprimono?

dipingere 31/07/09 | PSICOLOGIA | Non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un particolare della mia rubrica degli ultimi tre mesi: i commenti e le e-mails ricevuti dai lettori sono ricaduti solo sullo stesso articolo che ho scritto nel 2006: “Quando si è ...

Appunti su il "Grande Fratello"

GF 31/05/09 | PSICOLOGIA | Per l'ultimo numero di “Piu” mi è stato proposto di scrivere un articolo sul reality show “Grande Fratello” (GF) ed ho deciso di condividerlo anche con i lettori che leggono Fanoinforma on line. Dopo aver riflettuto sulla “forma” da dare all'articolo, ho scelto ...

Psico-oncologia della famiglia

SIPO 08/04/09 | PSICOLOGIA | Voglio dedicare un po’ d’attenzione alle famiglie delle persone con diagnosi di malattia oncologica.
Perché la famiglia? Perché agisce come prima linea di supporto emozionale e nello stesso tempo, costituisce, insieme al paziente, un’unica unità che richiede cure, attenzioni e ...

Oggi si può essere felici?

ape felice 16/02/09 | PSICOLOGIA | “La felicità sfugge a qualsiasi classificazione scientifica, filosofica e letteraria. E’un refolo di vento teso, non si sa da dove arrivi, ma disperde le nuvole. Ti innalza al di sopra dei tuoi mediocri calcoli, delle tue preoccupazioni per te stesso. ...

Gioco d’azzardo: passatempo o dipendenza?

gioco d'azzardo 12/01/09 | PSICOLOGIA | Casino online, macchinette video poker, lotterie, gioco di numeri e di schedine, Bingo, tombola. Lo sviluppo sociale del problema del gioco d’azzardo è in parte favorita anche dal diffondersi della tecnologia, di internet e dalle crescenti possibilità di scelta tra ...

E’ sempre un “Felice Natale”?

Nascita 11/12/08 | PSICOLOGIA | Non so cosa pensate voi ma guardandomi attorno credo che il periodo natalizio sia sempre più una fonte di disagio e di stress emotivo.
Addobbi natalizi luccicanti ovunque, negozi e supermercati affollati ma…pochi sorrisi. Ci si sente quasi obbligati ad ...

IL “SISTEMA FAMIGLIA” CHE CAMBIA

09/11/08 | PSICOLOGIA | Il sociologo E. Durkheim scrisse: “ non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti…la famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta, è diversa perché le ...

Quanta paura hai di sbagliare?

paura da palcoscenico 28/10/08 | PSICOLOGIA | Non a caso ho scelto questo preciso titolo all’articolo che state leggendo.
Quando si parla della paura di sbagliare di fronte ad un “compito” occorre quantificare tale emozione. La paura infatti può essere una reazione utile a rendere le persone ...

QUANDO LITIGI SIMILI SI RIPETONO

gioco dei personaggi 02/09/08 | PSICOLOGIA | Vi è capitato di notare in famiglia o in altri contesti alcuni litigi o transazioni che tendono a ripetersi con le stesse modalità, per le stesse motivazioni, con simili scambi verbali e non verbali tra i due litiganti? Avete mai ...

"Il percorso" dell'amore

Percorso... 01/08/08 | PSICOLOGIA | Respiro affannoso, tachicardia, diminuzione dell’appetito, pensieri ossessivi, repentini sbalzi d’umore sono spesso i sintomi del cosiddetto “mal d’amore”, il “male dell’innamoramento”, dal quale non si vorrebbe mai guarire.

Il rapporto di coppia segue delle fasi evolutive ed inizia con la ...

quando i giovani s'incontrano...

bevitori contestuali 07/07/08 | PSICOLOGIA | E’ ormai dimostrato che spesso sono i giovani che manifestano in anticipo i grandi cambiamenti della società.
Dopo il tabacco e la caffeina, l’alcol è la sostanza psicoattiva più utilizzata dai giovani, specialmente a fini ricreativi, bevono in singoli episodi ...

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