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RUBRICA

Psicologia

a cura di Dott.ssa Silvia Tarsi - www.silviatarsi.it

L'obiettivo della rubrica è quello di favorire la conoscenza e la diffusione di una cultura psicologica dando la possibilità quindi di "conoscere e conoscersi" promuovendo, così, informazione-formazione su temi di natura  psicologica.
Sito Internet personale:  www.silviatarsi.it

ASPETTI PSICOLOGICI DELL’IMPOTENZA


17/11/06

Il termine impotenza genera equivoci ed evoca fantasmi. L’equivoco è determinato dal fatto che implica un’idea di generale inadeguatezza dell’uomo, il che non è affatto vero se si considera che chi ha problemi di erezione può essere adeguato ed efficiente in ogni altro campo. I fantasmi provengono dall’immaginario maschile culturalmente determinato: il termine ha una connotazione fortemente negativa, che di per sé attiva meccanismi di paura e di ansia che rinforzano e a volte generano la stessa sintomatologia instaurandosi un vero e proprio circolo vizioso. Perciò, anche se è difficile contrastare gli usi linguistici, attualmente si parla di disturbo dell’erezione. La caratteristica fondamentale del disturbo è l’incapacità di raggiungere o di mantenere, fino al compimento dell’attività sessuale, un’adeguata erezione.
Questa disfunzione può essere primaria o secondaria: soffre di disfunzione primaria dell'erezione chi non è mai stato in grado di avere rapporti sessuali, mentre chi è affetto da disfunzione secondaria dell'erezione è riuscito a sperimentare il coito una, due o anche migliaia di volte prima che il problema insorgesse. Il tipo secondario di questa disfunzione è dieci volte più comune di quello primario e nel 30% circa dei casi, prima dello sviluppo dei sintomi dell’impotenza, si è registrata la presenza di eiaculazione precoce per un numero considerevole di anni. Nel maschio l’eiaculazione precoce produce una preoccupazione costante per la propria attività sessuale e un concentrarsi eccessivamente sul problema nella speranza di riuscire a soddisfare la partner. Questa attività di controllo dell’attività sessuale può portare ad un blocco del desiderio sessuale o del comportamento sessuale, vissuto con paura e con ansia della prestazione. La paura di essere incapace ("l'erezione durerà?", "Riuscirò a soddisfare la mia partner?") in genere inibisce l'eccitamento sessuale e l'erezione stessa. Quanto più forti sono i timori, tanto più facilmente si realizzeranno, e l'uomo si troverà veramente nell'incapacità di avere o di mantenere l'erezione.
A lungo andare la paura di non riuscire può anche diminuire la stima che l'uomo ha di sé e moltiplicare i suoi tentativi di superare il problema impegnandosi a fondo.
Inoltre, tra i due partner si può instaurare un meccanismo relazionale circolare in cui la donna si sente rifiutata dal sintomo del partner e quindi direttamene o indirettamente lo colpevolizza ed esibisce un comportamento di richiesta sessuale, che a sua volta inibisce maggiormente la risposta dell’uomo.

Gli episodi isolati non sono il sintomo di una disfunzione sessuale; possono riflettere un disturbo fisico momentaneo (influenza, stanchezza, eccesso di cibo o di bevande), o essere collegati ad altri problemi come la tensione, la mancanza di privacy o la scarsa familiarità con una nuova compagna. Se l'uomo non affronta questi incidenti con il necessario buon senso e si lascia sconvolgere dal "fallimento" può trovarsi ad avere ulteriori problemi sessuali in futuro, dovuti proprio alla sua preoccupazione.

[da "Il sesso e i rapporti amorosi" di Masters & Johnson]

Dott.ssa Silvia Tarsi


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Commenti su Fanoinforma.it
  • 10/08/08 Da: angela - mi sono sognata dei barboni
  • 02/06/08 Da: Marco.T - Vorrei sapere se una visita da un andrologo potrebbe are qualche risultato,cioè se cè una specie di "cura",amo la mia donna ho erezione ma spesso durante il rapporto cè un calo e non riesco più a arggiungere l'eiaculazione,premetto che siamo una coppia affiatatissima,grazie per la risposta.
  • 03/06/08 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile Marco,
    una visita da un andrologo è sicuramente un buon inizio per affrontare il tuo disagio e, se sarà necessario, l'andrologo stesso ti invierà da un professionista specifico.
    La ringrazio per l'interesse mostrato nei confornti di questo articolo.
  • 11/04/08 Da: clark - ma il viagra risolve il problema?prendendolo costantemente rende potenti...o forse innesca una dipendenza psicologica che rende difficile tornare normali?si puo' regredire veramente da un impotenza?
  • 11/04/08 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile lettore,
    le sue domande sul viagra sono legittime, ma per poterle rispondere dovrei porle altrettante domande. Credo che sia importante che si confronti con il suo medico o con uno specialista.
    La ringrazio per l'interesse che ha mostrato nei confronti dell'articolo.
  • 21/11/06 Da: Dott.ssa Silvia Tarsi - Gentile lettore, concordo con lei quando afferma che la causa dell'impotenza è da ricondurre anche alla partner. Infatti, si può incontrare una partner anorgasmica, sessualmente ipoattiva, ecc. ma questa figura della donna potrebbe comunque portare l'uomo ad aspettarsi da lei un giudizio: infatti se l'uomo prova un vissuto da vincente potrebbe sentirsi costretto ossessivamente ad offrire una prestazione eccellente e questo è fonte di stress e ansia per i successivi rapporti sessuali. Quindi non è fondamentale individuare la causa effettiva dell'impotenza, ma l'impatto che essa ha avuto nella persona e quanto lo influenzerà nei successivi rapporti. La ringrazio per avermi dato l'occasione per un approfondimento.
  • 20/11/06 Da: Un lettore - Dott.ssa vorrei precisare che a volte la causa è anche da ricondurre all'inadeguatezza della partner e non solo dell'uomo.. Almeno per quanto mi è successo..
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