26/02/10
Fano (Pesaro Urbino)- Si aprono oggi 26 febbraio le iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria superiore recentissimamente riformata.
“Per quanto riguarda il liceo Scientifico -fa sapere il collegio docenti del liceo scientifico “Giacomo Torelli” di Fano e Pergola- il riordino ministeriale chiude tutte le attuali sperimentazioni, compreso il Piano nazionale informatica (Pni) e prevede l’attivazione di un indirizzo di base e un indirizzo di Scienze Applicate in cui la componente scientifica assume un peso rilevante, in sintonia con la scelta prevalente fatta dagli studenti del liceo Scientifico.
Alla luce di ciò, il nostro Istituto (tanto per la sede di Fano quanto per quella di Pergola) ha provveduto a informare le famiglie ed a predisporre il proprio materiale informativo, prevedendo l’istituzione dei due indirizzi.
Dalle indicazioni pervenute dal Ministero della Pubblica Istruzione sembra che, nella nostra provincia, l’indirizzo di Scienze Applicate sia stato assegnato al solo ITIS “Enrico Mattei” di Urbino (che è un istituto tecnico e non un liceo scientifico).
Il liceo scientifico Torelli di Fano e Pergola esprime preoccupazione e profondo rincrescimento per la non attivazione dell’indirizzo di Scienze Applicate.
In tal modo si priva la popolazione della terza città delle Marche e del suo entroterra di una opportunità di studi di indirizzo scientifico largamente richiesta dall’utenza, costringendola o al pendolarismo o ad una scelta diversa dalle legittime aspettative.
Occorre anche considerare che Fano è sede di un prestigioso corso di Laurea in Biotecnologie che negli anni ha riscosso un notevole successo e che costituisce un interessante sbocco per i nostri diplomati.
Tutti i documenti ufficiali che ci sono pervenuti dal Ministero evidenziano con estrema chiarezza che la competenza nella programmazione dell’offerta formativa spetta esclusivamente alle Regioni.
Ad oggi non risulta che la Regione Marche abbia preso una posizione esplicita sull’espropriazione, da parte del Ministero, di un chiaro diritto-dovere di programmazione formativa nel territorio.
Per questo chiediamo un pronunciamento urgente ed esplicito da parte dell’Amministrazione regionale su questo argomento: deve dire se accetta la scelta centralista del Ministero o se intende esercitare fino in fondo le proprie competenze in materia di programmazione di offerta formativa.
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