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07/10/11
Fano (Pesaro Urbino)- Pubblichiamo la lettera aperta dei genitori del Comitato Scuola dell’infanzia Paolo Manfrini.
“C’era una volta, nella zona del porto, una scuola dell’infanzia felice, si chiamava “Paolo Manfrini”! I suoi 75 bambini erano proprio contenti di frequentarla e volevano tanto bene alle loro maestre, insieme facevano tante belle esperienze….Poi un brutto giorno, all’improvviso,tutto deve cambiare: le maestre devono trasferirsi in un’altra scuola perché loro sono dipendenti comunali e qualcuno ha deciso che quella scuola deve diventare statale con maestre statali! Così alle maestre del “Manfrini” viene detto che dovranno lasciare i bambini ai quali sono tanto affezionate, i genitori con i quali hanno instaurato un bellissimo rapporto e anche la bella scuola per trasferirsi in un’altra, che si chiama Albero Azzurro e si trova a S.Lazzaro,dove ci sono altre maestre anche loro tanto tristi di lasciare i loro bambini e genitori. Ma perché tutto questo? Quanto sono complicati i grandi!”
“Questo si chiama piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e prevede a partire dal prossimo anno scolastico un grande movimento e spostamento di varie classi di bambini e ragazzi in altrettante strutture della nostra città. La pecca di questo piano, almeno quella che possono comprendere i comuni mortali, è che è stato costruito a tavolino senza tenere in considerazione il bene primo di ogni società che voglia definirsi civile: i Bambini. Questi sono stati trattati alla stregua di numeri. In nome di cosa e di chi creare tanto disagio e sofferenza in bambini, genitori ed insegnanti, perché anche loro sono pedine in questo gioco? Fano non si fregiava di essere la ‘Città dei bambini’? Nel marasma generale di cui si legge in questi giorni poco o nulla si è detto della storica scuola dell’infanzia Paolo Manfrini che, secondo il piano di riordino, il prossimo anno diventerà statale in nome di una ‘verticalizzazione’ che poco o nulla tiene conto dei bambini e di chi da anni opera con passione e dedizione in quella struttura. Cosa comporterà la statalizzazione? uno scambio di insegnanti: le maestre del Manfrini ed il personale ausiliario l’anno prossimo si trasferiranno alla scuola Albero Azzurro che da statale diventerà comunale e le maestre dell’Albero Azzurro con il personale ausiliario approderanno al Manfrini che da comunale diventerà statale. Che confusione! In tutto questo gli utenti, i bambini , quale vantaggio reale e tangibile trarranno? E gli istituti comprensivi? Quello che è certo è che dovranno lasciare le maestre alle quali si sono affezionati, alle quali sono riusciti ad affidarsi completamente spesso dopo un lungo e faticoso periodo caratterizzato da pianti disperati al momento del distacco dalla mamma, con le quali trascorrono tante ore della loro giornata e che spesso, confondendosi, chiamano “mamma”, per incontrarne altre con le quali dovranno ricominciare tutto da capo per ricostruire tutto questo! Ma la continuità educativa di cui tanto si parla dov’è andata a finire? Alcuni di questi stessi bambini hanno subito il medesimo disagio al nido per un cambio improvviso del personale , del quale, per altro, ai genitori non era stata data solerte notizia!!”.
“Perché andare a creare tanto disagio e sofferenza in bambini di 4 e 5 anni, a quale pro visto che le due scuole in questione rimarrebbero comunque scuole dell’infanzia trasferendo dall’una all’altra solo la gestione da comunale a statale e viceversa ed il personale. Che dire poi ai genitori che quando hanno iscritto i loro figli si sono documentati ed hanno oculatamente scelto di optare per una scuola comunale o statale, perché comunque tra l’una e l’altra qualche differenza organizzativa c’è (maggiore compresenza oraria delle insegnanti comunali rispetto alle colleghe statali, 30 ore per le prime e 25 per le altre; divisione delle sezioni eterogenee per età in quella comunale e omogenee in quella statale; maggiore copertura oraria nelle comunali per le insegnanti di sostegno alle quali vengono affidati i bambini diversamente abili, h.28 settimanali contro la media di h.12 nella statale; maggiore disponibilità, nonostante il difficile periodo, di fondi nella gestione comunale rispetto a quella statale)”.
“Nel nuovo disegno la scuola Manfrini, già territorialmente di competenza della Gandiglio, alla quale trasferisce il 90% dei propri iscritti all’atto pel passaggio nella scuola elementare ,diventando statale si troverebbe inserita nell’istituto comprensivo Fano 3 dove il preside avrebbe tutto personale statale; l’Albero Azzurro, territorialmente inserita nel contesto del quartiere S.Lazzaro, è anche lei di competenza della Gandiglio, alla quale riesce a trasferire al momento dell’iscrizione alla scuola dell’obbligo pochi bambini. Non sarebbe allora bastato modificare unicamente la competenza territoriale delle due scuole lasciando così com’è il Manfrini alla Gandiglio e trasferendo l’Albero Azzurro all’ istituto comprensivo Fano 4 a cui appartengono le scuole elementari Montessori e Corridoni alle quali l’Albero Azzurro ‘passa’ il 90% dei propri iscritti? Che dire poi dell’aspetto storico ed affettivo: la scuola dell’infanzia Manfrini ,insieme al Gallizzi, rappresentano un pezzo di storia della nostra città, sono state infatti le prime strutture pensate e destinate alla cura e, all’epoca, alla custodia, dei bambini in tenera età. In questo periodo di crisi dobbiamo proprio svendere tutto?”.
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