Stefano Aguzzi, consigliere comunale de La Tua Fano

Aguzzi: “Con la mia amministrazione abbiamo ridato vivacità alla città”

17 Luglio 2015 // di // Comments

Fano (PU) – “Abbiamo dovuto aspettare un anno, ma ci siamo arrivati, oggi si è manifestata apertamente la presunta superiorità culturale della sinistra a Fano. Lo avevo previsto dopo la vittoria del centrosinistra, ma non mi aspettavo che a parlarne per primo fosse un giovane rappresentante di una lista civica di giovani”. Così l’ex sindaco Stefano Aguzzi replica ad Edoardo Carboni di Noi Giovani che aveva detto che i dieci anni di amministrazione Aguzzi hanno portato Fano ad una decadenza culturale.

“Voglio ricordare che quando sono diventato sindaco nel 2004 – dice Aguzzi – se la sera si voleva prendere un caffè in piazza non si trovava un bar aperto, i giovani, dovevano forzatamente migrare in Romagna per passare una serata in compagnia, le iniziative teatrali e musicali, erano poche e per una ristretta élite. In dieci anni, abbiamo ridato vivacità alla nostra città, tramite varianti e concessioni, abbiamo arricchito l’offerta di intrattenimento con locali nuovi, vedi Calamara e Chalet del Mar, abbiamo rimesso in campo iniziative quali la Fano dei Cesari ed il carnevale estivo e la notte bianca,  incoraggiato eventi e la nascita in ogni quartiere di associazioni che creano attività ludiche folcloristiche e di solidarietà”.

“Abbiamo creato la Fondazione Teatro, tramite questa Istituzione abbiamo arricchito l’offerta culturale a livelli di eccellenza, sono cresciute, grazie alla stessa, maestranze sia a livello di cori che di orchestra, per non parlare delle iniziative svolte alla corte Malatestiana… abbiamo consolidato il Fano Jazz portandolo per la prima volta ad avere una convenzione triennale. Potrei continuare a lungo, mi chiedo, quale tipo di cultura vuol favorire e proporre questa nuova amministrazione, per ora, abbiamo visto la notte rosa, lo spostamento degli eventi dalla corte Malatestiana al cortile del Sant’Arcangelo e poco altro. Un po’ poco per sostituire dieci di anni di eventi iniziative e coinvolgimento vero della città”.