Alla ColleMar-athon c’è anche chi corre dopo aver sconfitto un tumore

10 Aprile 2019 // di // Comments

Fano (PU) – Correre per lanciare un messaggio, corre per superare i propri limiti, correre per dimostrare a te stesso e agli altri che anche quando sei al buio nel mezzo del tunnel, c’è sempre uno spiraglio di luce e speranza.

La ColleMar-athon è da sempre fonte di ispirazione sociale e gli organizzatori lo hanno detto e ridetto in tutte le salse: non conta il tempo che impieghi per tagliare il traguardo, conta arrivarci a quel traguardo e non è importante quello che trovi alla fine di una corsa ma quello che provi mentre corri.

E se c’è una persona che tutte queste sensazioni le conosce e può farsi portavoce sano dei veri valori dello sport è senza dubbio Fabrizio Stevanato, 44 anni di Noale, in provincia di Venezia che sarà il prossimo 5 maggio ai nastri di partenza dell’edizione numero 17 della Colle.

La storia di Stevanato andrebbe insegnata nelle scuole e le sue parole, pronunciate con fermezza ma anche con un briciolo di sana commozione, andrebbero fatte ascoltare a tutti coloro che sono soliti trincerarsi dietro un “non ce la faccio” di fronte a problemi più o meno gravi.

E lui di problema ne ha avuto uno veramente grande: un cancro al pancreas che gli è stato diagnosticato a giugno 2016. Ad aprile 2017 si sottopone ad un intervento che gli “costa” l’asportazione della milza e una perdita di peso, dovuta a complicazioni post operatorie, di circa 30 chili.La malattia e la lunga degenza consentono a Fabrizio di analizzarsi a fondo e fanno scattare in lui la voglia di dimostrare che il cancro non gli aveva tolto alcuna possibilità e che la fortuna che ha avuto ad uscirne andava in qualche modo “sfruttata” per essere d’aiuto agli altri.

Da risolvere però c’era un altro problema che seppur irrisorio rispetto ad un tumore andava comunque superato: la pigrizia. “Sono sempre stato un pantofolaio – ammette Fabrizio – e l’idea di correre proprio non mi piaceva, così ho deciso di iniziare per gradi”. Le prime camminate a novembre 2017, poi qualche corsetta blanda fino ad aumentare il ritmo al punto da fargli scattare in testa un’idea: correre una maratona.

In questo suo obiettivo, utopistico forse ma sicuramente suggestivo, ha deciso di coinvolgere  i medici dell’istituto del Pancreas di Verona dove si è operato e lo staff medico della medicina dello sport dell’ULS 3 Serenissima con i quali ha iniziato un percorso d’allenamento fungendo talvolta da “cavia” per monitorare la situazione e i postumi dell’operazione.

“Correre per il solo gusto di farlo però non mi bastava – spiega Stevanato – e così ho deciso che il mio sacrificio doveva essere d’aiuto agli altri. Così è nato ‘Corri in muso al cancro’, un progetto che partendo dalla mia storia ha portato nel giro di pochi mesi a raccogliere fondi per acquistare macchinari chirurgici nuovi all’ospedale veronese ma soprattutto ha portato un messaggio di speranza a tutti coloro che si sentono perduti una volta che gli viene diagnosticata la malattia”.

Uno stand di “Corri in muso al cancro” sarà anche alla Rocca Malatestiana il prossimo 5 maggio e a presidiarlo ci sarà il professor Claudio Bassi dell’istituto del Pancreas di Verona che accompagnerà Stevanato in questa trasferta. Con loro ci sarà anche il dottor Fabio Casciani, fanese, che insieme al 44enne correrà la ColleMar-athon.

“Ogni volta che vado in ospedale per dei controlli o semplicemente per salutare i medici – conclude Stevanato – vedo le maschere di paura impresse nei volti dei pazienti e ogni volta i dottori, indicandomi, dicono: ‘Guardate lui, questo qui un anno fa aveva il cancro, oggi corre la maratona’. Ecco, se corro è anche e soprattutto per tutti loro”.

Lo scorso ottobre Fabrizio Stevanato ha corso alla maratona di Venezia, domenica 5 maggio sarà alla ColleMar-athon (probabilmente correrà la mezza maratona Mondolfo-Fano e non la lunga distanza) che mai come in questo momento è davvero sempre più laMaratona dei Valori.