Anche Fano celebra la Giornata Europea della Cultura Ebraica

13 Settembre 2019 // di // Comments

Fano (PU) – Per il quinto anno consecutivo la città di Fano celebra la Giornata Europea della Cultura Ebraica in programma in tutta Europa domenica 15 settembre. L’appuntamento è alle 21presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna, con l’iniziativa dal titolo “Sogni. Una scala verso il cielo”, curata da Francesca Cecchini e realizzata dall’Assessorato alla Cultura e Beni culturali in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ancona e l’Associazione Laboratorio Armonico. In programma letture di Lucia Ferrati di testi biblici, canti ebraici ed israeliani eseguiti dalla soprano Cristina Miriam Chiaffoni e accompagnamento alla chitarra di Lucia Lazzari. Coordinerà l’incontro Sara Cucchiarini, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Fano, alla presenza anche di Caterina del Bianco, Assessore alla Cultura e Beni culturali e Remo Morpurgo, Vice Presidente della Comunità Ebraica di Ancona.

L’incontro verterà sul racconto di Giacobbe narrato nel libro della Genesi; storia di teofanie, benedizioni ma anche di bugie e inganni, un racconto che mette in scena sia la grandezza dell’umano ma anche le sue contraddizioni. Sarà narrata la storia del terzo Patriarca da cui nascerà Israele, una vicenda dove terra e cielo, umano e divino vivono una continua reciprocità.

I SOGNI DEL POPOLO EBRAICO

La Giornata Europea della Cultura Ebraica è giunta alla ventesima edizione. Un grande traguardo per la manifestazione iniziata nel 1999 con una sola località, Casale Monferrato con la sua magnifica sinagoga, e che oggi ne conta oltre ottanta, distribuite in quindici regioni del nostro Paese, da nord a sud alle isole. L’edizione italiana è diventata negli anni una delle più importanti in Europa, con decine di migliaia di visitatori ogni anno e un modello organizzativo perfettamente rodato, che può contare sulla virtuosa collaborazione tra Comunità ebraiche, enti locali, pro loco e associazioni attive sul territorio.

Questo successo è figlio dell’impegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che la coordina e la promuove in Italia, ma soprattutto è il frutto di oltre due millenni di storia ebraica nel nostro Paese.

In Italia è, infatti, presente un patrimonio storico, artistico, architettonico e archeologico di indubbio interesse, che va dalle numerose Sinagoghe ai musei ebraici, dagli ex ghetti e giudecche ai siti archeologici, oltre ovviamente al patrimonio “immateriale”, fatto dell’eredità culturale di grandi rabbini, pensatori e intellettuali che si inseriscono nella tradizione ebraica, di peculiarità liturgiche e rituali, di dialetti e specificità territoriali, di musica, arte e prelibatezze culinarie.

Quest’anno si parte da Parma, che rappresenta un ottimo esempio di questa presenza culturale che suscita un interesse sempre maggiore: i visitatori che parteciperanno alle iniziative organizzate nella Città Capofila, oltre a visitare la Sinagoga cittadina e l’interessante museo ebraico della vicina Soragna, potranno scoprire il notevolissimo patrimonio di antichi manoscritti e libri a stampa ebraici conservati nella Biblioteca Palatina, il fondo De Rossi, oltre milleseicento opere che compongono una delle più importanti collezioni di questo tipo, che attira studiosi da tutto il mondo. Ed è solo uno dei tanti sorprendenti percorsi nell’Italia ebraica.

Il tema di quest’anno “I sogni, una scala verso il cielo”, ci stimola a raccontare l’ebraismo da diversi punti di vista: i sogni sono infatti una presenza costante nella storia e nei testi sacri ebraici, a partire dalla Torah (il titolo è un richiamo al famoso episodio della Genesi che ha per protagonista il patriarca Giacobbe), per continuare con il Talmud, con la tradizione mistica e fino ad arrivare a Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, che sull’interpretazione dei sogni fondò le sue innovative terapie per le nevrosi.

Ma i sogni sono anche intesi come speranze per il futuro: quelle che i padri hanno per i figli, quelle delle tante comunità e famiglie ebraiche costrette a fuggire, nel corso della storia, in cerca di accoglienza e prospettive, quelle che i fondatori del sionismo e poi i pionieri riposero nel ritorno degli ebrei nella patria atavica, Israele. Di sogni, insomma, il popolo ebraico se ne intende.

Il 15 settembre se ne parlerà a trecentosessanta gradi, nei tanti eventi che per un giorno all’unisono animeranno l’Italia ebraica, parte della storia e della cultura della nostra bellissima penisola da scoprire ancora e condividere anche a livello internazionale.  

(di Noemi Di Segni, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane)