Arte e impresa: un stimolante connubio illustrato da Francesco Casoli

16 Settembre 2019 // di // Comments

Fano (PU) – “Il lavoro crea valore, prima che profitto. Di conseguenza l’arte gioca una ruolo fondamentale all’interno di questo percorso virtuoso”. Poggia su questa considerazione il volume “Innovare l’impresa con l’arte. Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli” che verrà presentato venerdì 20 settembre 2019 alle 17,30 a Palazzo San Michele, in Via Arco d’Augusto n. 2  a Fano nella la Sede Distaccata dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo,  durante il Convegno organizzato dalla locale Associazione Centro Studi Economia e Territorio.

Con la prefazione di Pier Luigi Celli, Presidente Sensemakers, il volume è scritto da Chiara Paolino,  ricercatrice di Organizzazione Aziendale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e docente di Leadership, Organization e HR presso SDA Bocconi School of Management (per la parte teorica), Deborah Carè del Group recruiting, employer branding and training manager di Elica e direttrice FEC dal 2009 al 2017 (per la parte manageriale), Marcello Smarrelli, storico dell’arte e direttore artistico FEC (per la parte artistica e curatoriale).

Nel corso dell’incontro, moderato da Lorenzo Furlani, giornalista del Corriere Adriatico e impreziosito dalla partecipazione di Francesco Casoli, Presidente di Elica e di Mario Pelonghini, Presidente del Centro Studi Economia e Territorio, verranno studiate tutte le possibili interconnessioni tra Arte e Impresa, al fine di tratteggiare un nuovo modello che, insieme alla crescita, possa condurre a una moderna idea di innovazione sostenibile, come ha sottolineato Mario Pelonghini, presidente del Centro Studi Economia e Territorio: “Ci ha attratto l’idea di approfondire l’esperienza della Fondazione Ermanno Casoli con il gruppo Elica, partendo dalla comprensione del volume ‘Innovare l’impresa con l’arte.

Il metodo della Fondazione Ermanno Casoli’, con l’obiettivo di percorrere e comprendere questo binomio dagli scenari intriganti. Siamo sostenitori di una rivoluzione del modus operandi di fare impresa: in un momento storico in cui le rivoluzioni legate alla globalizzazione e alla digitalizzazione hanno modificato gli scenari economici, riteniamo sia stimolante ambire a riconvertire i processi aziendali, scommettendo e investendo sul capitale umano in una connessione aperta e reciproca tra il management, il settore produttivo e i vari reparti interni all’azienda. Saremo curiosi di verificare – continua Mario Pelonghini- come Elica sia riuscita a completare questa contaminazione e con quali strumenti abbia portato a termine questo percorso. In questa nuova narrativa, in cui il capitale umano supera il valore economico stesso dell’azienda, l’Arte gioca un ruolo predominante, perché illumina e identifica ciò che i numeri non riescono a individuare”. Il connubio tra arte e azienda viene lodato anche da Francesco Casoli, presidente di Elica: “Siamo convinti che l’arte intesa come forma di creatività produca innovazione e, nella nostra azienda, grazie ai progetti realizzati dalla Fondazione che hanno coinvolto centinaia di nostri dipendenti, ne abbiamo potuto toccare con mano i risultati.”