Carenza di personale al commissariato, l’onorevole Rossini (M5S) scrive al ministro

23 Settembre 2019 // di // Comments

Fano (PU) – “Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno per conoscere quanti uomini prevede di assegnare al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fano e con quali tempistiche. Il Commissariato infatti, tra il 2019 e il 2020, sarà interessato da una riduzione del personale a causa di pensionamenti per limiti d’età e per il raggiungimento dei requisiti contributivi, che determinerà la perdita complessiva di 9 uomini sulla forza effettiva che al momento è di 42 unità”.

Così Roberto Rossini, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Difesa di Montecitorio, che sulla questione sottolinea anche come “non è al momento prevista alcuna forma di integrazione o sostituzione degli agenti per i quali è previsto il pensionamento e ciò nonostante io abbia, già da diversi mesi, sottoposto personalmente la questione all’allora sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni.

La prematura caduta del primo Governo Conte non mi ha consentito di ottenere i risultati auspicati, ragion per cui, anche per accelerare i tempi, ho ritenuto opportuno chiedere subito e formalmente al nuovo Ministro di prendere una posizione chiara sulla vicenda”.

“Mi auguro – continua Rossini – che il ministro Lamorgese rassicurerà i cittadini fanesi giustamente preoccupati del fatto che la riduzione dell’organico possa incidere sull’efficienza di un Commissariato che in questi ultimi anni ha portato a termine numerose operazioni che hanno permesso di assicurare alla Giustizia i responsabili di reati anche gravi, contribuendo, insieme alle altre Forze dell’ordine, a tutelare la sicurezza del territorio”.

 “L’attuale situazione – conclude il deputato fanese – appare inoltre particolarmente critica in quanto gran parte del personale prossimo al pensionamento consiste in Ufficiali di Polizia Giudiziaria che hanno finora diretto settori delicati e determinanti per l’efficienza del Commissariato, con la ovvia conseguenza che lo stesso non potrà più avvalersi dell’opera di uomini di notevole esperienza e professionalità”.