C’è di mezzo un ponte

13 Marzo 2019 // di // Comments

Fano (PU) – Da una parte la preoccupazione per la stagione turistica alle porte dall’altra le rassicurazioni. In mezzo una diatriba che per certi versi assume connotazioni politiche, cosa che peraltro è all’ordine del giorno visto che il 26 maggio si andrà alle urne.

La situazione del ponte che collega Lido e Arzilla, inagibile ormai da mese, fa stare sul chi va là gli operatori che proprio aldilà della foce hanno la loro attività, operatori in difesa dei quali ieri è intervenuta Barbara Marcolini (presidente di Confcommercio Fano) inviando una lettera al sindaco: “Fino ad ora mi sembra che siate stati inadempienti – scrive Marcolini -, visto che ad oggi il ponte è ancora in condizioni di non agibilità e purtroppo risulta l’unico passaggio che permette i pedoni e cicloturisti di arrivare in via Del Moletto dalla zona Lido. Insieme al ponte inagibile ci sono altre problematiche, quali pulizia della foce, allargamento della strada pedonale che passa tra la ferrovia e le concessioni, ecc. Ci chiediamo se vi siete coordinati con le autorità competenti, affinché si possa rendere agibile il ponte e quali tempi certi occorrono per renderlo tale”. La preoccupazione è lecita essendo ad un mese dalla Pasqua, periodo in cui molti esercenti alzano la saracinesca “con il rischio – prosegue Marcolini – di non sapere se confermare il personale già opzionato. Quindi siamo qui a richiedere un’incontro ‘urgentissimo’ per sapere notizie con date e tempi certi, altrimenti in questo stato di incertezza sarebbero a rischio tanti posti di lavoro”.

La risposta del sindaco Seri non si è fatta attendere: “Tranquillizzo le associazioni di categoria, i commercianti e gli operatori balneari che in questo periodo ci siamo adoperati per risolvere la situazione del ponticello dell’Arzilla che collega la zona lido a Via Del Moletto. E’ tutto predisposto – conferma il sindaco – e giovedì prossimo ci sarà una conferenza stampa insieme alla Regione per spiegare nel dettaglio il progetto e le tempistiche. Capisco la preoccupazione della presidente ma le assicuro, così come assicuro tutti i suoi associati, che tutti gli interessati avranno le risposte che desiderano. Ritengo che a volte, piuttosto che far polemica, basterebbe una telefonata. Molti operatori erano già stati informati sullo stato dei fatti dal sottoscritto e avevano avuto rassicurazioni in merito. Per cui inviare una lettera ai giornali rischia di diventare strumento di polemica politica”.