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Cgil contro l’opposizione di Fano: “Voler potenziare il sociale con il fondo dei dipendenti è demagogia”

7 Giugno 2016 // di // Comments

FANO – “Abbiamo letto la recente proposta dei consiglieri di opposizione del Comune di Fano circa la necessità di potenziare i servizi sociali utilizzando il fondo del personale dell’Ente. A questo proposito ci preme sottolineare che, pur apprezzando lo sforzo espresso con la volontà di tutelare le fasce deboli, in realtà lo strumento indicato per raggiungere l’obiettivo ci sembra demagogico e contraddittorio”. Ad intervenire è Vania Sciumbata della segreteria Fp Cgil provinciale.

“Demagogico perché coltiva l’idea che la causa delle riduzioni degli investimenti nel sociale siano da imputare ai dipendenti del Comune. Ricordiamo che i lavoratori degli enti locali hanno il contratto bloccato da più di 7 anni, una retribuzione media di 1200 euro mensili e subiscono da anni anche il blocco del turn over, con inevitabile riduzione del personale in servizio e costante innalzamento dell’età media dei lavoratori”.

Nonostante questa difficile situazione i dipendenti del Comune di Fano sono sempre riusciti a garantire i servizi. Le cifre indicate rispetto alla costituzione della Apo (Area posizione organizzative) sono poi assolutamente infondate. Da anni il Comune attendeva una riorganizzazione in grado di rendere la macchina comunale più adeguata alle nuove sfide e necessità. Ed il costo di questa operazione, fatta peraltro applicando sostanzialmente le risorse minime previste dal contratto proprio alla luce delle attuali condizioni economiche, è ben al di sotto degli importi indicati. Infatti, si attesta intorno ai 100mila euro, con 16 posizioni organizzative su 19 che percepiranno una indennità pari a 6000 euro lordi annui, cifra nella quale sono ricompresi gli straordinari, a fronte di importanti responsabilità interne ed esterne”.

“Anche la cifra indicata rispetto alle possibili nuove assunzioni appare inverosimile e viene da dire purtroppo! In una fase di costante crisi economica e con livelli di disoccupazione crescente nella nostra provincia, con servizi ridotti al minimo anche a causa della riduzione del personale, appare davvero insensato ipotizzare il blocco di nuove assunzioni. E’ senza dubbio vero che l’intervento sui servizi sociali va rafforzato a causa delle continue riduzioni di trasferimenti statali e regionali, il vero motivo degli attuali tagli, ma per farlo è necessario semmai investire nel servizio pubblico perché solo con il servizio pubblico le fasce deboli sono davvero protette e solo con nuove assunzioni si potrà continuare a garantire in futuro l’apertura ed il funzionamento degli asili, delle scuole, dei servizi di sostegno alla persona e di ogni altro servizio offerto dal Comune”.

“L’alternativa al servizio pubblico sarebbe l’apertura al privato con inevitabile aumento dei costi per le famiglie. E rispetto a quest’ultima prospettiva nessuna assegnazione di risorse, pur disposte con le migliori intenzioni, sarebbe sufficiente”.