L’Africa Chiama per il sociale, ogni anno oltre 300 disabili vengono curati dalla onlus fanese

5 Dicembre 2016 // di // Comments

Fano (PU) – Il 3 Dicembre ha rappresentato in tutto il mondo una giornata speciale per promuovere una conoscenza più approfondita della disabilità e per superare ogni forma di discriminazione. La strada delle pari opportunità è ancora molto lunga ed anche tortuosa in tutti i contesti sociali, soprattutto in Africa dove ancora le persone disabili sono considerate una vergogna oppure una maledizione, tanto che di frequente vengono nascoste o rinchiuse, con l’esclusione totale dalla comunità.

Nei paesi dove opera L’Africa Chiama, tra il 5% e il 10% dei bambini sono diversamente abili per cause genetiche o complicazioni durante il parto, per malattie come la poliomelite, morbillo e malaria cerebrale, come pure la denutrizione e la scarsa assistenza sanitaria.

“L’associazione L’Africa Chiama – afferma il presidente Italo Nannini- opera da 15 anni In Kenya, Tanzania e Zambia con interventi mirati per spezzare il circolo vizioso tra povertà e disabilità occupandosi di prevenzione, riabilitazione ed integrazione sociale e scolastica di oltre trecento bambini con disabilità”.
In Kenya, nella baraccopoli di Soweto, gli operatori Angelo, Beatrice e Domenico, ogni giorno hanno modo di verificare i notevoli progressi che si evidenziano nei bambini che sono seguiti settimanalmente da due bravi fisioterapisti . Nel giorno del 3 dicembre è stata messa in piedi una grande festa per i 90 bambini del Centro Shalom de L’Africa Chiama con lo scopo di favorire il cambiamento della mentalità dei genitori e degli insegnanti.

In Iringa, in Tanzania, Alessia e Paolo, operatori de L’Africa Chiama, al Centro Sambamba (significa fianco a fianco), frequentato da 70 bimbi disabili, hanno partecipato con altre associazioni nella piazza centrale alla manifestazione organizzata in accordo con il Comune e la Regione: una giornata di festa, di sensibilizzazione e di crescita per tutta la comunità.

In Zambia, compound di Kanyama, nel Shalom Center che comprende una scuola primaria, una scuola secondaria per un totale di 970 alunni, un poliambulatorio con dieci operatori sanitari, la giornata del 3 dicembre, preparata da Stefania, Simone, Beatrice e Giulio operatori de L’Africa Chiama, è stata molto attesa (presenti anche l’ambasciatore d’Italia e l’arcivescovo di Lusaka) perché fin dal 2010 è partito il progetto della inclusione scolastica dei bambini disabili, grazie agli interventi degli insegnanti di sostegno, fisioterapisti e logopedisti che si avvalgono di una aula di riabilitazione molto attrezzata. Addirittura alle famiglie dei bambini con disabilità sono stati affidati un microcredito senza interessi, un orto domestico con tutti gli attrezzi necessari per la coltivazione ed anche la gestione in cooperativa di un pollaio”.

“Nonostante la nostra presenza – conclude Nannini- in quei territori cambiare le radicate tradizioni culturali è molto difficile e solo quando la mentalità sarà cambiata, la vita potrà migliorare per queste vittime innocenti, gli ultimi degli ultimi. Per proseguire nella nostra impegnativa attività umanitaria a favore dei portatori di handicap accolti nei nostri Centri, si richiedono risorse finanziarie adeguate che richiedono la vicinanza concreta di persone sensibili e generose. Si può aderire alla nostra campagna natalizia “Seminare il futuro” provvedendo ad un bambino disabile un pasto al giorno per un anno con soli 35 euro”.

Info: L’AFRICA CHIAMA onlus-ong – Tel. 0721 865159 – www.lafricachiama.org